I devianti imbonimenti dei guru del meridionalismo vanno superati

di Michele Ladisa*

Sarà pur giunta l’ora di farla finita con lo sciocco condizionamento ideologico che non fa per nulla bene agli interessi del sud, anzi lo danneggia a tal punto che lo sotterra più di quanto già non lo sia.

Il neo inciucio Lega-M5S  ne dà ampia dimostrazione e boccia, senza possibilità di recupero, quanti avevano ricoperto di luminosità il cielo “giallo” pentastellato, e annebbiata, con buone ragioni,  la terra “verde-blu” leghista.

Partendo dall’ultimo momento elettorale sino all’iniziativa referendaria per la macroregione meridionale, una valanga di imbonimenti politici hanno alluvionato il credo di quanti si battono per questa plurimartoriata Terra delle Due Sicilie.  Si è fatto di tutto per sostenere il M5S giurando e spergiurando  sulla “purezza” della loro politica e

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Il segretario del Movimento Duosiciliano Michele Ladisa parteciperà ai lavori della costituzione del partito separatista delle Due Sicilie sabato 5 maggio p.v. a Napoli, mentre, la domenica seguente parteciperà alla realizzazione e sottoscrizione del documento di intesa fra i movimenti denominato “Carta Di Melfi”.

A tal proposito il Segretario Ladisa ha dichiarato che questi incontri di Napoli sono alla base di quello che

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Il caso Alfie invita a combattere le barbarie della falsa democrazia. Vediamo come.

di Giovanni Maduli

So bene che un intero popolo non può essere criminalizzato per le colpe della sua classe dirigente, ma penso che un popolo, se è tale, ha il dovere di combattere i crimini che quella parte dirigente, o almeno una parte di essa, porta avanti a danno dei cittadini, della società e, in certi casi, perfino della intera Umanità in senso lato. Già, crimini, e non errori, perché di crimini sto parlando.
E’ notizia di queste ore che Alfie Evans è morto.
Non sono un medico quindi non posso sapere se Alfie sarebbe egualmente deceduto anche se curato nei migliori modi possibili. Quello che so però è che i medici e la Medicina hanno (o dovrebbero avere) il dovere di tentare tutto il possibile per salvare la vita e questo non è stato fatto; non tanto perché in Inghilterra non ne siano stati capaci,

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Conclusasi la seconda edizione delGran Riconoscimento I Gigli delle Due Sicilie” nell’ambito della 724^ Fiera di San Giorgio di Gravina in Puglia (BA)

siamo  lieti di comunicare i nomi dei destinatari del riconoscimenti che si sono contraddistinti per la loro incidenza sul territorio del mezzogiorno.

BANCA POPOLARE DI PUGLIA E BASILICATA, sede legale di Altamura (BA) -Puglia

GRUPPO OMNIA ENERGIA di Vumpano Cosenza – Calabria

DIPARTIMENTO DI SCIENZE AGROAMBIENTALI E TERRITORIALI DELL’UNIVERSITÀ DI BARI e l’ISTITUTO DI

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Lino Patruno

di LINO PATRUNO

Macroregione, macroregione; unico modo per salvare il Sud. Come mandorli in primavera, è sbocciata questa idea in passato giudicata un primo passo per spaccare l’Italia. Fiorita all’indomani di un voto in cui,piaccia o no, mai ilSud è stato così compatto dietro una forza politica. Da macroregione. E idea lanciata da pezzi di un centrodestra mai finora preoccupato della sua alleanza che ha dato alla Lega Nord la possibilità di fare al Sud danni che ne segnano la vita di ogni giorno. Soprattutto di far passare il messaggio che quello del Sud sia un problema irrisolvibile E non perché non si sia fatto nulla per risolverlo. Ma perché i meridionali sono quello che sono. Un problema antropologico, non di sperequazione. Quasi razziale.

Partenza discutibile per un progetto pur non campato in aria. Avendo finora il Sud sofferto non tanto di una classe dirigente non all’altezza, come se quella del resto d’Italia fosse da premio Nobel per qualità e da premio Oscar per onèstà. Ma avendo sofferto di una classe dirigente dal peso leggero di fronte al peso massimo dei poteri forti del Paese. E soprattutto divisa, non essendo il Sud mai stato capace di parlare come un unico popolo e un unico territorio. Neanche ora che le sue regioni (Sicilia esclusa) sono tutte governate dal centrosinistra- Laddove, francamente, dire centrosinistra, e anzitutto Pd, è come dire che l’armata Brancaleone era un modello di compattezza.

Il Sud ha il 34 per cento del territorio italiano e un terzo della popolazione. Ma mai finora quel 34 per cento si è visto raggiunto da una percentuale pari della spesa pubblica dello Stato. Spesa corrente e per investimenti. Col riparatorio  tardivissimo impegno del governo Gentiloni che si è perso nelle nebbie del dopo-elezioni. Spesa pubblica media mai aldilà dei 28 per cento, con la perdita secca di 80 miliardi all’anno per decenni. Meglio non fare i conti per carità di patria.

Ma sono i conti di tutto quello che si poteva fare in un Sud che è l’unica possibilità dell’Italia per crescere quanto serve per non essere sempre l’ultima fra i primi in Europa. E Sud vittima da decenni dell’inganno di fondi europei mai aggiuntivi rispetto alla spesa nazionale (ne ha scritto nei giorni scorsi il direttore De Tomaso). Per non parlare della Cassa per il Mezzogiorno. Per cui una scuola al Nord si costruisce con i fondi nazionali, comprese le tasse dei meridionali. E al Sud con i fondi europei, che chissà cosa succederebbe se non ci fossero. Sempre figliastri di un dio minore. Con l’accusa al Sud di sprecarli, quei fondi (come a volte avviene), quando sono l’unica maniera per campare.

E quindi Sud che, grazie à tutto questo, ha il doppio della disoccupazione, il triplo di quella giovanile, il doppio della povertà, la metà del reddito, il 40 per cento in meno di infrastrutture rispetto al Centro Nord. Ma Sud per il quale l’idea più fulminante (davvero) che si ha è quella di ridurne salari e stipendi, come se già non lo fossero al confronto col resto del Paese. Sistema rapido non per attirare investitori, che si attirano con meno tasse sul lavoro e meno tasse in generale. Ma per impoverirlo ancòra di più e ridurne i consumi, ciò che allo stesso sistema produttivo nordico non piacerebbe se non chi compra da loro?

Insomma di trappola in trappola. Ma Sud che, nonostante tutto, riesce a esportare nel 91 per cento dei Paesi del mondo- Eroi civili.

Questo il quadretto incoraggiante come un  autogol al 91mo minuto) in cui ora si riprende a parlare di macroregione. Come risposta alla più ampia autonomia che stanno per otténere Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna stranamente diciamo risposta solo ora. Autonomia che non dovrebbe però significare per il Sud un chi si è visto, si è visto>. Nel sénso che finora vi abbiamo trattati così, ma ora mettiamo il punto e gestitevi da soli partendo da dove siete. Magari vi completate da soli la ferrovia diretta fra Bari e Napoli. E vi tenete cosa resta delle vostre università già adeguatamente dissanguate da una ingiusta attribuzione di fondi (quella stessa che in sanità ha fatto diminuire dì quattro anni la vita media dei meridionali).

Attenti al lupo. Un Sud da solo sarebbe il quarto Stato in Europa. Ma nessuna macroregione potrebbe essere l’alibi per una Italia che volesse lavarsi le mani tutt’altro che innocenti. Macroregione, ma con fondi iniziali che riparino al malfatto. Altrimenti si va a finire come con quel federalismo tanto di marca Lega Nord (rieccola) quanto sposato dai centrodestra unito (non senza occhiolini del centrosinistra, in verità). E che ha regalato ai Sud solo tasse più alte ed equità più bassa.

Sarebbe allora macroregione o porgere l’altra guancia? Ma sulla guancia posti esauriti.

Gazzetta del Mezzogiorno (20 aprile 2018

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SABATO 21 APRILE ORE 16
PIAZZA DELLA LIBERTA’ BARI
L’intero mondo occidentale, ma anche molti paesi in via di sviluppo, stanno capendo quanto sia necessario e utile cambiare marcia nelle politiche di produzione e gestione dei rifiuti: salute, ambiente, economia e lavoro sono garantite dalla loro riduzione alla fonte, dalla raccolta differenziata e dal recupero e riutilizzo dei materiali di cui sono fatti. La legislazione Europea avanza in questa direzione e l’Italia, pian piano, si adegua. Ma il colossale business legale e criminale cresciuto negli ultimi decenni sulla pratica di disperdere (in discarica e in ambiente) e distruggere (in inceneritori e falò) questa preziosa risorsa tenta

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comunicato stampa n°11 del 31/03/2018

“L’evento  del 2 giugno p.v. Contro la criminalizzazione del sud Italia, vedrà partecipe e protagonista il Movimento Duo Siciliano”. È quanto dichiarato dal segretario generale del MDS relativamente alla manifestazione denominata “Adesso Parlo io”. Ladisa ha continuato:  “Porteremo a Reggio Calabria le esperienze baresi e delle Due Sicilie sull’ annosa questione della criminalizzazione del sud , sempre penalizzato da fenomeni mafiosi foraggiati dalle politiche di Stato che hanno condannato l’intero territorio meridionale alla perenne disoccupazione e all’incessante emigrazione dei nostri giovani , delle nostre menti, della nostra forza lavoro. La mancanza di  opportunità lavorative, assente o carente nelle decisioni governative di sempre. è la vera responsabile dell’ampliamento e del continuo rafforzamento della criminalità mafiosa e  incentivante della delinquenza giovanile.

Sfateremo il luogo comune affibbiato sin dall’unità d’italia, di un sud criminale e sfaticato quando invece la nostra gente ha fatto e continua  a fare grandi molte parti del mondo  ”


Livia Augusta Mattoni

Responsabile ufficio Stampa del Movimento Duosiciliano

 

di Michele Ladisa*


Fu ben studiata a tavolino l’ultima rapina a mano armata della banda del Giglio Magico di renziana memoria.

Veramente un bel colpo che ha visto comprimari i manutengoli al servizio dello stato italiano, faccendieri senza scrupoli, politici traditori del sud, mezzecalzette e sprovveduti.

Quel  Decreto Legge  nr 3 2015 imposto da Renzi per la trasformazione delle Banche Popolari in spa ha svolto

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Il segretario del Movimento Duosiciliano Michele Ladisa, a proposito dell’arresto del presidente del Parlamento Catalano in esilio, Puigdemont, stigmatizza il comportamento della Germania e della Spagna. E’ una rimarcata conferma dell’inviolabilità dello status quo europeo che impone la sovranità degli Stati Nazionali a quella dei popoli e dei loro Territori.  Condanna l’arresto di Puigdemond reo d’essere l’espressione avanzata della maggioranza dei catalani che hanno espresso democraticamente, con un referendum e non con una lotta armata, la loro volontà, ribadita anche con le dimostrazioni di piazza attuali. La Germania ne tenga conto e liberi immediatamente Puigdemont.

Livia Augusta Mattoni responsabile ufficio stampa del Movimento Duosiciliano


 

“va riconosciuta la centralità della persona umana”

di Canio Trione

Una rilettura più documentata e più onesta della storia della seconda parte del XIX secolo ci ha consegnato un Sud non liberato ma occupato brutalmente da nemici, depredato sistematicamente e costretto alla diaspora,… per decenni ed ancora oggi succubo dei metodi ed interessi altrui.

Il modello economico oggi prevalente che antepone gli interessi delle burocrazie, delle grandi imprese, della finanza, dei tecnocrati alle esigenze della gente.. non appare più sostenibile nonostante la totalitarietà del potere che assomma. Questo modello riesce a sopravvivere grazie alle iniezioni di nuova liquidità delle Banche Centrali creando una dipendenza strutturale dell’intera economia da queste ultime e quindi allargando e approfondendo ulteriormente la condizione di sudditanza che il Sud subisce da sempre e che anche altri Sud vecchi e nuovi stanno

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8 marzo 2018

Alla luce dei risultati elettorali il Segretario del Movimento Duosiciliano Michele Ladisa dichiara che, con le istanze meridionali riversate  sul Movimento 5 Stelle è evidente che a vincere è stato il disagio e la soccombenza dei meridionali, deducendone che che se il Movimento Duosiciliano avesse partecipato alla competizione elettorale, avrebbe fatto incetta di voti considerate le istanze meridionaliste che esso porta.

Al riguardo ribadisce la necessità di comporre un movimento politico ampio che porti le istanze del meridione augurandosi che ci siano i presupposti necessari per poter dare concrete risposte a chi in mancanza di alternative, questa volta ha votato 5 Stelle. A questo proposito comunica che ci sarà un’importante riunione il 17 marzo p.v. a Melfi di movimenti politici meridionalisti intenti a definire  le modalità dello stare insieme.

Resp.stampa

Livia Augusta Mattoni

 

interi apparati politici di tutta Europa colpevoli di un presente ed un futuro che a chiamarlo precario si è molto soft

di Canio Trione

Dopo una campagna elettorale che i più garbati hanno definito sgangherata non abbiamo nulla di chiaro e definito se non un dopo elezioni altrettanto sgangherato. Cionondimeno le borse non appaiono allarmate. Le quotazioni sono stabili, i tassi di interesse lo stesso, i valori delle obbligazioni e segnatamente quelle pubbliche, sono anch’esse stabili. Certamente da molto prima della diffusione degli esiti elettorali si erano aperti i paracadute che erano necessari a dare segnali rassicuranti ed evitare traumi; peraltro la nostra borsa non è stata mai affidata interamente al mercato ma è sempre stata molto ben sorvegliata e influenzata dagli amici e dagli amici degli amici di chi vuole che le cose rimangano come sono sempre state. E così non si registrano scossoni. Tutto sotto controllo dunque? Certo, peraltro il governo futuro presentato da Di Maio alla vigilia del 4 marzo è stato assemblato pescando dalle università a garanzia della ortodossia anche culturale del futuro operato del probabile governo e quindi è stato pensato e proposto per dire ai Poteri Forti che “potete stare tranquilli non vi sono rivoluzioni alle porte”.

Però il momento è di quelli da far tremare le vene e i polsi:

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5 marzo 2018

Intervista al Segretario del Movimento Duosiciliano Michele Ladisa

Domanda: – Se il Movimento Duosiciliano si fosse presentato alle elezioni avrebbe tolto voti che, in mancanza di adeguate alternative per il meridione, sono stati dati al Movimento 5 Stelle?

Risposta: -  Dalle istanze meridionali che si sono riversate tutte sul Movimento 5 Stelle scaturisce che a vincere è stato il disagio e la soccombenza dei meridionale. Ora il Movimento 5 Stelle dovrà tener conto di questo risultato e rispondere a tutto il sud.

Inoltre, ne deduco, che se il Movimento Duosiciliano avesse partecipato alla competizione elettorale, avrebbe fatto incetta di voti considerate le istanze meridionaliste che esso porta.

Domanda: – Alla luce dei risultati elettorali, gli incontri già annunciati, tra Movimenti Meridionalisti saranno volti, anche, alla decisione di come stare insieme in visione di una futura proposta elettorale?

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Il primo passo è la creazione della macroregione

di Michele Ladisa*

Se i Tarantini promuovono un referendum allo scopo di trasferire l’intera provincia in Lucania, vi sono di sicuro dei buoni motivi. La mancanza di un aeroporto e la scarsa importanza commerciale del porto sono indubbiamente delle ottime ragioni. La città, straripante di storia risalente alla notte dei tempi, è martoriata dall’inquinamento ambientale causato dall’Ilva e non può continuare a essere incudine sotto le martellate delle esigenze di Stato. L’italia  ha qui insediato siti d’interesse nazionale “strategici” come, appunto, l’Ilva e la marina militare. L’inquinamento mortale è il compenso per i tarantini, l’amor di patria, invece,  la gratificazione.

Tutto si può dire fuor che non abbiano ragione quelli che da una vita lottano  per trasferire i comuni della Daunia in Molise, volendo dar corpo e vita ad una più ampia regione, la Moldaunia.

I Dauni, soprattutto quelli del sub-Appennino, fanno i conti con una condizione di totale decennale abbandono del

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Intervista a Don Luciano Rotolo: domenica 25 l’inaugurazione della sede fortemente voluta da Don Massimo Cuofano. Il programma della manifestazione

don Luciano Rotolo

Oggi incontriamo don Luciano Rotolo, parroco della “Chiesa del Carmine” di Conversano (Bari), per la promozione di un evento fortemente voluto dal caro e indimenticabile don Massimo Cuofano  (a cui il Movimento Duosiciliano ha dedicato la propria sede di Bari) : l’ inaugurazione della Sede Principale Napoletana della Fondazione Francesco II di Borbone intitolata a don Massimo Cuofano.

 
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