“ svelata la figura del Bergia, colui che sentiva “l’odore dei briganti” e a cui è intitolata la più nota caserma dei Carabinieri di Bari e non solo.

di Pino Picciariello *

Per anni mi sono compiaciuto di ammirare l’imponente edificio che si affaccia sul lungomare Nazario Sauro di Bari, che ospita il comando della legione carabinieri di Puglia più altri comandi minori territoriali.

L’edificio è uno dei bellissimi ed eleganti palazzi costruiti nel periodo fascista dall’allora podestà di Bari Araldo di Crollalanza divenuto poi ministro dei lavori pubblici nel periodo mussoliniano.

Un giorno ho alzato gli occhi in alto e sull’ingresso principale ho letto una scritta che subito mi si stampata in mente, come un marchio a fuoco segna la pelle di un animale: CASERMA BERGIA!

Mi aveva incuriosito quel cognome “straniero” e comunque avevo pensato che fosse stato un carabiniere probabilmente distintosi in una azione della prima o seconda guerra mondiale o in un coraggioso atto di valor civile …

Ebbene grande è stata la mia meraviglia quando pochi giorni fa, in un archivio del mio ufficio, ho rinvenuto un “calendario storico dell’arma dei carabinieri del 2015”.

All’interno sono riportate alcune foto di ufficiali dell’arma nelle pose antiche tipiche del 1800 e primi anni ‘900, foto ricordo che li ritraggono insieme a mogli, figli e propri commilitoni subordinati.

Nella prima viene citato il maggiore generale Trofimo Arnulfi che “…dopo aver organizzato il servizio dei carabinieri in Lombardia nel 1859 viene a Napoli nel 1861 e vi istituisce la legione carabinieri in Campania. Quindi da ciò si deduce che nel nostro regno Duosiciliano i carabinieri non esistevano prima della c.d. unità d’itaglia.

la caserma dei carabinieri “Bergia” di BariSvoltando le pagine, che riportano foto e nomi di altri antichi comandanti generaIi, ci si imbatte nella “…gloriosa storia del capitano Chiaffredo Bergia che (cito testualmente) è ben nota: di lui si sa che ha debellato eroicamente numerose bande di briganti nel sud post borbonico e che ha ricevuto un gran numero di medaglie al valore militare e civile!”.

C’è quindi in alto una serie di sue antiche foto (con lo sguardo duro e profondo) e con un numero sempre maggiore di medaglie sul petto. Ve ne è poi una grande nella classica posa nel salotto di casa che lo ritrae con la moglie ed i figli.

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di Lino Patruno

Va bene, Briatore sarà pure digeribile come un ragù a merenda, ma i talebani di Internet non devono

esagerare. E più che definirlo cafone arricchito, gli andrebbe riconosciuto che si è fatto da solo il suo successo. E spiegargli piuttosto perché là Puglia non vuole diventare una di quelle coste Smeralda che piacciono a lui. Benché battezzi con lui un suo locale-spiaggia extralusso che dovrebbe aprire l’estate prossima a Otranto, dimostrazione che si può vivere sia di Porto Cervo che di masserie che nessun vip tappezzato di soldi potrà mai inventare.

Fosse per Briatore, il Salento dovrebbe dire basta ad alberghetti, ville e casette con letti sgangherati e sedie traballanti, agriturismi e B&B che portano solo un turismo straccione.

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di Michele Ladisa

Questo 6 settembre 2016 è sicuramente un’altra giornata storica per il M5S. Dai trionfi ai tonfi, non c’è che dire.

La parlamentare Paola Taverna ha diffuso in rete, di primo mattino “ l’orgoglio e la grandissima gioia per la legge (la prima) sugli screening neonatali tutta  targata Movimento 5 Stelle. Toni trionfalistici giustamente usati dalla parlamentare penta stellata, che ha sottolineato “la legge entrerà nei livelli assistenziali di tutte le regioni, senza più distinzioni”. Questo ovviamente sulla carta.  Noi staremo a vedere , felici che per una volta qualcuno abbia imposto l’attuazione di una legge valida anche per le disgraziate regioni meridionali, come se le altre leggi non avessero mai avuto la stessa valenza.

E sin qui viva il Movimento 5 Stelle, viva Paola Taverna.

Roma mafiocapitale, Romaladrona, Romalobbysta, Romarraffona, insomma Romaimperodelmale,  racconta ancora il guazzabuglio politico della nuovissima giunta capitolina a cinquestelle, fatto di dimissioni in massa di neo assessori e indagini della magistratura.

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di Lino Patruno

Lettera di fine estate. Caro turista che sei stato al Sud., magari ti sei ricreduto. Non si sa se sei uno di quelli che quando stanno a casa loro, dicono “fuori i terùn”, e poi vengono a farsi le settimane tutto compreso proprio fra i “terùn”.

O se sei come quegli inviati dei grandi giornali che al Sud ci vengono due soli giorni disinteressati a capire, tanto bastano i loro siderurgici pregiudizi di partenza. Ma senza pregiudizi solo sulla cucina di quaggiù, essendo fra i principali obiettivi del loro navigatore gps.
Vuoi saperne una? Sai di quanto avvenuto tempo fa a Caivano. la cittadina del Napoletano salita alla ribalta per alcuni atroci assassinii di bambini. Purtroppo la famiglia non è più quel protettivo rifugio di un tempo, al Nord come al Sud. Ma nelle schede per descrivere Caivano al di là della cronaca, nessuno ha detto che non è solo luogo di delitti. Che per esempio ospita la più grande fabbrica di gelati d’Europa. Che un terzo dei cornetti o brioche che la mattina ci facciamo col cappuccino vengono di lì. E che lì un ex camorrista reduce dal carcere e sfidando la legge mafiosa secondo cui dalle mafie non si esce, ha creato un centro sportivo proprio per i ragazzi che rischiano di finire nella malavita. E a chi gli ricorda che fine può fare, risponde: “m’accidessere”.

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di Michele Ladisa

Michele Ladisa detto LIllino

A.D. 2016, Valenzano addì 20 agosto. “Tanto tuonò che piovve” ha esordito Michele Filipponio, neo segretario cittadino del MDS, all’indomani dello scandalo “ internazionale” esploso nella cittadina a quattro passi da Bari.

Miccia dello scandalo  il benevolo (?) “patrocinio” di una discussa famiglia, certamente non in odore di santità, alla mongolfiera lanciata fra le stelle in onore del Santo Patrono, Rocco.

E’ sorprendente come il fragore di questa notizia sia stata molto, molto, molto più roboante rispetto ad un’altra che solo pochi mesi or sono si diffuse ma restò circoscritta nell’ambito locale tutt’al più pugliese.  Gli organi d’informazione si apprestarono a definire “faida politica” tra assessori, ex assessori, ex sindaci e sindaco in carica, quello che invece rappresenta la certificazione del marcio politico ramificato nelle vene più periferiche della società valenzanese.

All’epoca dei fatti, aprile-maggio di quest’anno anno della misericordia, l’esimio Ministro degli Interni, Alfano, non proferì parola su quanto stava accadendo a Valenzano ove l’assessora  Ferri denunciava pubblicamente – e con molta insistenza-  di aver subito ricatto dall’attuale sindaco Lomoro e dal consigliere Partipilo : Se vuoi mantenere il tuo posto in giunta, e se vuoi il nostro appoggio in vista delle elezioni regionali, devi dare a noi la tua indennità di vicesindaco».”

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COMUNICATO STAMPA DI MICHELE FILIPPONIO, SEGRETARIO CITTADINO MDS A VALENZANO

Michele Filipponio

«TANTO TUONÓ CHE PIOVVE…Non posso che esprimere solidarietà al Comitato Festa Patronale San Rocco di Valenzano ed al suo giovane Presidente delegato, Filippo Davide Abbinante, per l’episodio accaduto a Valenzano, nel giorno del suo Santo Patrono.
A prescindere, che il “Movimento Duosiciliano-MDS combatte ogni forma di emarginazione ed ogni condizionamento politico e sociale che favorisca il proliferare della criminalità” (tratto dai Principi Statutari), l’episodio della mongolfiera “incriminata” ha prodotto in pochissimi giorni: un’interrogazione parlamentare, indagini della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia), un’intervento pubblico del Sindaco Lomoro, un Consiglio Comunale straordinario monotematico, migliaia di articoli e notizie sui giornali, web e TV locali, nazionali e all’estero, etc., etc.

la mongolfiera incriminata

Tale episodio, si è risolto con l’inesistenza di ipotesi di reato penale ed il pagamento di una sanzione amministrativa di € 500 circa, relativa alla mancata autorizzazione per il lancio del pallone aerostatico.
Comunque, il Partito Democratico (uno tra i primi partiti politici italioti più corrotti d’Italia), non può fare il moralista sulla legalità, non è proprio accettabile, iniziando dal loro Premier/Segretario nazionale.

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di Michele Ladisa

Lo scrittore Enzo Di Brango,  afferma che “L’italia si cerca e non si trova”. Di Brango ha 1000 e più ragioni, esattamente quanti furono i garibaldini che nel 1860 “liberarono”  le “Due Sicilie” (napolitani & siciliani) dal benessere e dalla pace imponendo fame, corruzione, tasse, mafia, guerre, disoccupazione.

Distrutte e depredate le Due Sicilie per mano dei supereroi cui prendono nome vie e piazze principali del belpaese,  nacque  l’italia e con essa, dissero, gli italiani.  Ma  non mancò molto che qualcuno, Massimo D’Azeglio e chi per lui o altri, dichiararono “fatta l’italia, occorre fare gli italiani” .

Sorge spontanea la domanda: ma come, non era necessario fare l’italia proprio perché gli italiani c’erano già prima ? Italico mistero, appunto, come un Ustica o una strage alla stazione di Bologna.

Ancora il D’Azeglio, risulta che abbia affermato : “In tutti i modi la fusione coi Napoletani mi fa paura; è come mettersi a letto con un vaiuoloso!”*

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Prendiamo spunto da un articolo di Marco Esposito (in parte qui riprodotto) pubblicato su Il Mattino di Napoli il 26 ottobre 2014 e senza esitazione alcuna puntiamo il dito su questi possibili imputati:

1)Renzi e i suoi ministri per quanto stabilito dalla legge di stabilità e lo sblocca italia

2) la maggioranza di governo (PD e NCD & compagni di merenda)– per aver votato  la legge di stabilità e lo sblocca italia

3) il presidente della repubblica (Napolitano) : per aver voluto e nominato Renzi presidente della repubblica senza elezioni e per aver sottoscritto i due provvedimenti

4)  tutti i parlamentari del sud di ogni partito, nessuno escluso (traditori certificati) per non aver battuto ciglia sulle due leggi

5) tutti i presidenti delle regioni del sud – per essere rimasti al loro posto senza interferire sulle scelte del governo, conservando ignobilmente le tessere dei loro partiti.

6) Gli elettori del PD e del NCD del sud che sostengono i loro partiti al governo nazionale e locale e che con il loro voto stanno contribuendo a distruggerci tutti;

MARCO ESPOSITO CERTIFICO’ QUANTO SEGUE:

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di Rita Nappi

L’Europa apre il procedimento contro l’Italia per non aver difeso i cittadini tarantini dall’inquinamento

provocato dall’ILVA. L’azienda dei genovesi Riva, inquina da tempo immemore con l’appoggio dello Stato italiano, ed ora la corte di Strasburgo, dopo aver analizzato gli atti dei cittadini colpiti e danneggiati, decide di mandare sotto processo i responsabili di uno dei disastri ambientali più clamorosi degli ultimi anni.Peccato però che i pugliesi abbiano ancora altri problemi. Tra xylella e TAP, il tacco dello stivale non sarà più come 155 anni fa. Oramai, si parla solo di interessi e business delle multinazionali e di decreti “salva aziende”.

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di Lino Patruno

Vedremo come andrà domenica il referendum per il quale voteremo. Ma una cosa sono le trivelle perestrarre petrolio e gas dall’Adriatico, altra cosa tutto il resto. Cioè il futuro del Sud. Sud che, secondo i suoi puntuali critici, in questi giorni si sta troppo agitando. Fino ad ascoltare anatemi che sembravano di altri tempi. C’è chi ha scritto che il Sud è tornato al sanfedismo del 1799: accidenti, il cardinale Ruffo. Chi ha evocato i lazzari alla Masaniello. Chi rivede i più recenti “boia chi molla” calabresi. Il tutto frutto di un populismo che si riesce ad addebitare solo al Sud pur in un’Italia che ne è più infarcita di una millefoglie.

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“Gli incredibili esiti delle analisi eseguite da MDS ad una fontanina pubblica di Bari”

Giuseppe Di Bello avvia il campionamento

Gli arresti e l’inchiesta della Magistratura di Potenza in merito al traffico di rifiuti di scarto delle lavorazioni petrolifere, la dice lunga sulla concreta possibilità, ancora tutta da far emergere, dell’inquinamento del Lago del Pertusillo al vicinissimo Centro Oli Val d’Agri – ENI.

Da mesi il MDS denunzia, in assoluta solitudine e nel silenzio più assoluto della stragrande maggioranza degli organi d’informazione,  che l’acqua erogata ai rubinetti dei Pugliesi e del Lucani è inquinata da idrocarburi e metalli  pesanti.

Che gli scarti di dette lavorazioni, in tutto o in parte, siano finiti nelle acque del Pertusillo è ormai più di un sospetto.

Il 18 settembre 2015 il Movimento Duosiciliano fece  prelevare  campioni  di acqua da una fontanina pubblica dell’AQP spa sita in via Oberdan a  Bari.  I campioni furono immediatamente analizzati dalla società Accredia di Mesagne . Gli  esiti sono stati sconcertanti ed hanno riguardato in modo inconfutabile questi elementi:

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COMUNICATO STAMPA DEL MOVIMENTO DUOSICILIANO

Ordine tassativo del governo,  in combine con l’italico regime dei partiti: “Questo referendum

L’ultima trovata antidemocratica e anticostituzionale è costituita dal “divieto” ai Gruppi, ai Movimenti, alle Associazioni  non rappresentati in Parlamento di propagandare a mezzo manifesti la propria opinione a proposito della prossima consultazione referendaria. anti  trivellazioni “a gruviera” dei fondali dei  mari a sud della penisola, deve fallire.”

La circolare ministeriale parla chiaro: “delimita ed assegna gli spazi per le affissioni abolendo la propaganda  “indiretta”, consentendo solo quella diretta riservata però ai partiti e ai gruppi rappresentati in Parlamento e ai promotori del referendum, cioè ai  Presidenti delle Regioni che l’hanno promosso.

Tutto il resto del “mondo” , cittadini, associazioni, gruppi, Movimenti, liste civiche, comitati civici  che sino a ieri potevano esprimersi  “nero su bianco” utilizzando lo spazio di affissione cosiddetta “indiretta”, d’ora in poi  restino imbavagliati e vadano a farsi benedire standosene  buoni  buoni  al loro posto, come cani bastonati, a cuccia e con il guinzaglio corto.

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di Vito Sutto

Anche quest’anno, come avviene ormai da tempo, tra il mese di febbraio e i primi di marzo le classi quarte del prof. Vito Sutto dell’Istituto Tecnico Marinoni di Udine hanno organizzato “la settimana della verità sul Sud”.

Due figli del sud, Salvatore Gullo calabrese e Mattia Salandra pugliese, hanno risposto alle lezioni con la loro presa di coscienza che di seguito pubblichiamo“Il Risorgimento è stato il primo avvenimento importante dell’ Italia unita e tutt’oggi nelle scuole di tutta Italia si parla dell’unità nazionale come una grande opera politico-sociale che ha coinvolto l’intera nazione, si raccontano le vittoriose battaglie d’Italia, e l’impresa nel Sud da parte dell”eroe dei due mondi”, Giuseppe Garibaldi.

Però il sistema dell’istruzione italiana, trascura alcuni avvenimenti della storia nazionale, come, le distruzioni di paesi e industrie, i lutti e i massacri di tutta quella popolazione del Sud che ha subito l’arrivo dei Mille.

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NOTA NR 1 – DEL  SEGRETARIO GENERALE MICHELE LADISA

Bari, 27 FEBBRAIO 2016

Nel pieno e incondizionato rispetto di tutte le posizioni e delle scelte politiche di ogni raggruppamento ispirato al meridionalismo o al duo sicilianismo, il Movimento Duosiciliano rilascia la seguente nota in ordine alle prossime elezioni amministrative italiane e in particolare a quelle della capitale duo siciliana, Napoli.

“ Il Movimento Duosiciliano non sarà presente in alcuna imminente consultazione elettorale, né con proprie liste né con propri candidati all’interno di  liste omologhe e giammai in quelle di partiti nazionali.

VA DA SE’ CHE NESSUN CANDIDATO SINDACO NELLA CITTA’ DI NAPOLI E ALTROVE SARA’ SOSTENUTO IN ALCUN MODO E CON NESSUNA MODALITA’.

Quanto sopra non può intendersi “contrapposizione” verso le convinzioni, le posizioni e l’operato di altri gruppi, è naturale conseguenza   dei principi statutari del Movimento Duosiciliano che recitano

“……IL MDS respinge in via di principio la partitocrazia italiana e le sue degenerazioni, ritenute una delle più gravi cause delle condizioni di degrado e arretratezze attuali ai danni del popolo duo siciliano.” ..,omissis… In termini di collaborazione pratica è aperta a tutti i cittadini, associazione e gruppi sociali comunque intesi del territorio che si riconoscono negli obiettivi del Movimento Duosiciliano o che abbiamo analoghe finalità e principi. Con i su citati tipi di strutture organizzate, è disponibile a stringere patti esclusivamente federativi o confederativi, oppure alleanze temporanee solo per il raggiungimento di taluni obiettivi…”

Ai fini di una maggiore chiarezza si ricorda che il MDS partecipò alle ultime elezioni comunali di Bari con un proprio candidato sindaco, tesserato del MDS,  e con una propria lista di tesserati del MDS.

Non essendoci nella città di Napoli le medesime condizioni di quelle di Bari, il MDS è totalmente fuori da questa competizione. Nella  totale esclusione intendesi che NON VI SARANNO APPOGGI a candidati di quasiasi lista, anche a quelle culturalmente vicine al MDS.

Il MDS si riserva la possibilità di verificare diverse condizioni in altri luoghi, ” con”  o ” in”  liste NON PARTITOCRATICHE aventi candidati sindaci apertamente schierati con gli interessi del territorio duosiciliano, al di fuori del sistema dei partiti e in aperta contrapposizione con le politiche romane, tosco-padane ed europee.

Il segretario generale

Michele Ladisa