di Rita Nappi

L’Europa apre il procedimento contro l’Italia per non aver difeso i cittadini tarantini dall’inquinamento

provocato dall’ILVA. L’azienda dei genovesi Riva, inquina da tempo immemore con l’appoggio dello Stato italiano, ed ora la corte di Strasburgo, dopo aver analizzato gli atti dei cittadini colpiti e danneggiati, decide di mandare sotto processo i responsabili di uno dei disastri ambientali più clamorosi degli ultimi anni.Peccato però che i pugliesi abbiano ancora altri problemi. Tra xylella e TAP, il tacco dello stivale non sarà più come 155 anni fa. Oramai, si parla solo di interessi e business delle multinazionali e di decreti “salva aziende”.

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di Lino Patruno

Vedremo come andrà domenica il referendum per il quale voteremo. Ma una cosa sono le trivelle perestrarre petrolio e gas dall’Adriatico, altra cosa tutto il resto. Cioè il futuro del Sud. Sud che, secondo i suoi puntuali critici, in questi giorni si sta troppo agitando. Fino ad ascoltare anatemi che sembravano di altri tempi. C’è chi ha scritto che il Sud è tornato al sanfedismo del 1799: accidenti, il cardinale Ruffo. Chi ha evocato i lazzari alla Masaniello. Chi rivede i più recenti “boia chi molla” calabresi. Il tutto frutto di un populismo che si riesce ad addebitare solo al Sud pur in un’Italia che ne è più infarcita di una millefoglie.

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“Gli incredibili esiti delle analisi eseguite da MDS ad una fontanina pubblica di Bari”

Giuseppe Di Bello avvia il campionamento

Gli arresti e l’inchiesta della Magistratura di Potenza in merito al traffico di rifiuti di scarto delle lavorazioni petrolifere, la dice lunga sulla concreta possibilità, ancora tutta da far emergere, dell’inquinamento del Lago del Pertusillo al vicinissimo Centro Oli Val d’Agri – ENI.

Da mesi il MDS denunzia, in assoluta solitudine e nel silenzio più assoluto della stragrande maggioranza degli organi d’informazione,  che l’acqua erogata ai rubinetti dei Pugliesi e del Lucani è inquinata da idrocarburi e metalli  pesanti.

Che gli scarti di dette lavorazioni, in tutto o in parte, siano finiti nelle acque del Pertusillo è ormai più di un sospetto.

Il 18 settembre 2015 il Movimento Duosiciliano fece  prelevare  campioni  di acqua da una fontanina pubblica dell’AQP spa sita in via Oberdan a  Bari.  I campioni furono immediatamente analizzati dalla società Accredia di Mesagne . Gli  esiti sono stati sconcertanti ed hanno riguardato in modo inconfutabile questi elementi:

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COMUNICATO STAMPA DEL MOVIMENTO DUOSICILIANO

Ordine tassativo del governo,  in combine con l’italico regime dei partiti: “Questo referendum

L’ultima trovata antidemocratica e anticostituzionale è costituita dal “divieto” ai Gruppi, ai Movimenti, alle Associazioni  non rappresentati in Parlamento di propagandare a mezzo manifesti la propria opinione a proposito della prossima consultazione referendaria. anti  trivellazioni “a gruviera” dei fondali dei  mari a sud della penisola, deve fallire.”

La circolare ministeriale parla chiaro: “delimita ed assegna gli spazi per le affissioni abolendo la propaganda  “indiretta”, consentendo solo quella diretta riservata però ai partiti e ai gruppi rappresentati in Parlamento e ai promotori del referendum, cioè ai  Presidenti delle Regioni che l’hanno promosso.

Tutto il resto del “mondo” , cittadini, associazioni, gruppi, Movimenti, liste civiche, comitati civici  che sino a ieri potevano esprimersi  “nero su bianco” utilizzando lo spazio di affissione cosiddetta “indiretta”, d’ora in poi  restino imbavagliati e vadano a farsi benedire standosene  buoni  buoni  al loro posto, come cani bastonati, a cuccia e con il guinzaglio corto.

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di Vito Sutto

Anche quest’anno, come avviene ormai da tempo, tra il mese di febbraio e i primi di marzo le classi quarte del prof. Vito Sutto dell’Istituto Tecnico Marinoni di Udine hanno organizzato “la settimana della verità sul Sud”.

Due figli del sud, Salvatore Gullo calabrese e Mattia Salandra pugliese, hanno risposto alle lezioni con la loro presa di coscienza che di seguito pubblichiamo“Il Risorgimento è stato il primo avvenimento importante dell’ Italia unita e tutt’oggi nelle scuole di tutta Italia si parla dell’unità nazionale come una grande opera politico-sociale che ha coinvolto l’intera nazione, si raccontano le vittoriose battaglie d’Italia, e l’impresa nel Sud da parte dell”eroe dei due mondi”, Giuseppe Garibaldi.

Però il sistema dell’istruzione italiana, trascura alcuni avvenimenti della storia nazionale, come, le distruzioni di paesi e industrie, i lutti e i massacri di tutta quella popolazione del Sud che ha subito l’arrivo dei Mille.

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NOTA NR 1 – DEL  SEGRETARIO GENERALE MICHELE LADISA

Bari, 27 FEBBRAIO 2016

Nel pieno e incondizionato rispetto di tutte le posizioni e delle scelte politiche di ogni raggruppamento ispirato al meridionalismo o al duo sicilianismo, il Movimento Duosiciliano rilascia la seguente nota in ordine alle prossime elezioni amministrative italiane e in particolare a quelle della capitale duo siciliana, Napoli.

“ Il Movimento Duosiciliano non sarà presente in alcuna imminente consultazione elettorale, né con proprie liste né con propri candidati all’interno di  liste omologhe e giammai in quelle di partiti nazionali.

VA DA SE’ CHE NESSUN CANDIDATO SINDACO NELLA CITTA’ DI NAPOLI E ALTROVE SARA’ SOSTENUTO IN ALCUN MODO E CON NESSUNA MODALITA’.

Quanto sopra non può intendersi “contrapposizione” verso le convinzioni, le posizioni e l’operato di altri gruppi, è naturale conseguenza   dei principi statutari del Movimento Duosiciliano che recitano

“……IL MDS respinge in via di principio la partitocrazia italiana e le sue degenerazioni, ritenute una delle più gravi cause delle condizioni di degrado e arretratezze attuali ai danni del popolo duo siciliano.” ..,omissis… In termini di collaborazione pratica è aperta a tutti i cittadini, associazione e gruppi sociali comunque intesi del territorio che si riconoscono negli obiettivi del Movimento Duosiciliano o che abbiamo analoghe finalità e principi. Con i su citati tipi di strutture organizzate, è disponibile a stringere patti esclusivamente federativi o confederativi, oppure alleanze temporanee solo per il raggiungimento di taluni obiettivi…”

Ai fini di una maggiore chiarezza si ricorda che il MDS partecipò alle ultime elezioni comunali di Bari con un proprio candidato sindaco, tesserato del MDS,  e con una propria lista di tesserati del MDS.

Non essendoci nella città di Napoli le medesime condizioni di quelle di Bari, il MDS è totalmente fuori da questa competizione. Nella  totale esclusione intendesi che NON VI SARANNO APPOGGI a candidati di quasiasi lista, anche a quelle culturalmente vicine al MDS.

Il MDS si riserva la possibilità di verificare diverse condizioni in altri luoghi, ” con”  o ” in”  liste NON PARTITOCRATICHE aventi candidati sindaci apertamente schierati con gli interessi del territorio duosiciliano, al di fuori del sistema dei partiti e in aperta contrapposizione con le politiche romane, tosco-padane ed europee.

Il segretario generale

Michele Ladisa

 

di Gigi Di Fiore

E’ il tema del giorno: dividono più i diritti civili che qualsiasi provvedimento economico. Le manifestazioni per il riconoscimento delle unioni anche tra persone dello stesso sesso, la libertà di coscienza lasciata sulla questione ai parlamentari, l’intervento della Chiesa in materia, l’ira di Maurizio Gasparri per la presenza di Elton John come ospite a Sanremo: tanta carne a cuocere e più opinioni.Ci si è messa anche la polemica, per fortuna finita, tra gli allenatori Sarri e Mancini per quella parola (“frocio”) al centro del loro diverbio sul campo dopo la partita di coppa Italia tra Napoli e Inter, Ma a quale accettazione culturale dell’omosessualità si è arrivati, a quale rispetto delle scelte e degli orientamenti sessuali? Quesito aperto di non semplice risposta.

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Comunicato stampa dei Comitati Due Sicilie

Caserta 13 gennaio 2016

Per anni abbiamo protestato, inveito, ci siamo defilati forzatamente dall’esserci, perché l’evento più importante che riguarda il rinnovato cosmo borboniano, la Commemorazione per antonomasia delle Due Sicilie, il momento più alto del mondo filo borbonico, Gaeta, era tenuto volutamente, dagli organizzatori di tutti i tempi, lontano dagli innamorati senza etichetta, dai veri appassionati della riscoperta identitaria; un momento asettico, senza enfasi, lanciato lì tanto per occupare uno spazio vuoto, a disposizione di chi senza nessun vero sentimento teneva banco a scapito di tanti che vivono da sempre con ardore, amore, dolore, partecipazione fisica e infinito pathos, questo momento così alto e delicato e sentito dai più.

Per anni si è delegato agli altri ciò che tocca a noi.

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di Lino Patruno

Sì, è proprio gennaio il più faticoso dei mesi. E non solo perché sbuca da feste all’italiana che, più che feste, sono una paralisi. Niente campionato di calcio mentre in Inghilterra hanno giocato anche il 26 dicembre (da noi la B è scesa in campo il 27, ma per riprendere il prossimo 17). Tutto fermo alla Rai, che ha riproposto saldi come il “Libro Cuore” col maestro Peppino De Filippo benché continuasse a incassare il canone.Vietato ammalarsi per evitare il deserto in ospedale. Non ci fosse stata la scossa elettrica di Checco Zalone, sarebbe rimasta solo la malinconia della ripartenza dei figli verso le città lontane dalle quali erano tornati.

Fatica a cominciare dalla Puglia, dove tutto il disordine possibile regna sotto il cielo. Bloccati in agonia gli ulivi della Xylella senza che nulla faccia capire cosa potrà succedere. Senza che nulla faccia più capire cosa li ingiallisca se i magistrati smentiscono gli scienziati e gli scienziati messi sotto accusa lasciano strada chissà a chi. Nell’incubo di una primavera che completi silenziosamente il disastro e di una giustizia incapace di decidere rapidamente sul molto grato batterio. E mentre chi vorrebbe suo malgrado tagliare è preso per killer e chi non vuole tagliare è il buono a prescindere senza però alcuna alternativa dagli uni e dagli altri.

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“L’esito dell’incontro con la Consiliera Delegata Metropolitana, Francesca Pietroforte”

di Michele Ladisa *

Delegazione MDS – CDS alla Città Metropolitana di Bari

Giovedì 17 dicembre u.s presso il palazzo dell’ex  Provincia di Bari una delegazione del Movimento Duosiciliano e dei Comitati Due Sicilie, su espressa convocazione, ha incontrato la Consiliera delegata della Città Metropolitana di Bari, Francesca Pietroforte,  al fine di chiarire alcuni aspetti sulla inaudita chiusura del Pulo di Molfetta e sugli ostacoli che non consentono la sua riapertura.

Il Movimento Duosiciliano aveva in precedenza richiesto l’incontro chiarificatore anche a seguito dell’interessamento del Prefetto di Bari e delle evanescenti dichiarazioni rilasciate al riguardo dal Sindaco di Molfetta, Paolo Natalicchio.

La Pietroforte, invece, ha fatto luce sulle condizioni di annoso abbandono del sito storico-archeologico. Sono infatti richiesti interventi manutentivi straordinari rilevanti.

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Un lavoro di Don Luciano Rotolo


Come un miracolo nel giorno della SS Immacolata anche dedicato alla benedizione delle bandiere delle Due Sicilie, è apparso  in quel di Conversano, il libro di Don Luciano Rotolo  de  “la vicenda di Mons. Giandomenico Falconi, prelato di Acquaviva e di Altamura”.

Don Luciano ha avuto fretta, una spasmodica fretta, nel regalarci questo suo lavoro  svelandoci la vastità di un Vescovo delle Due Sicilie che pagò con la vita la “ribellione” verso l’usurpatore piemontese.

Qui si unisce la sacralità di un giorno Santo e di un rito a quella di un uomo, forte d’animo e di spirito, in odore di santità.

Interessante la ricerca, bellissimo il quadro di verità documentato e disegnato sul personaggio, stupendo l’accostamento storico alla magnificenza  delle Due Sicilie e dei suoi regnanti, di cui il Vescovo fu fiero e impavido testimone.

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di Lino Patruno

Ecco come si diventa peggio Sud. Si diventa peggio Sud anche quando l’unica possibilità di fare qualcosa al Sud è nei fondi europei. Mentre nascere al Sud significa ancòra meno asili nido, meno scuolabus, meno mense scolastiche, meno biblioteche: tranne poi meravigliarsi se (se) gli studenti del Sud hanno voti più bassi. E quando vivere al Sud significa essere isolati in una periferia che lo è ancòra di più se le togli la bombola d’ossigeno dei collegamenti. Fino a sospettare che la distanza non colmata con un treno o un aereo non sia un caso, solo un problema geografico. Ma sia una scelta ideologica: se tu frapponi la distanza, isoli, condanni. E ricatti.Allora, meno male che ci sono i fondi europei. Coi quali in un Paese che si chiama Italia sia a Varese che a Crotone si fa tutto ciò che si fa al Sud mentre altrove lo si fa con i soldi nazionali. Come se l’Italia si chiamasse Italia solo a Varese e non a Crotone. Anche ora, che al Sud non si dorme la notte in attesa del mitico miracoloso Masterplan, cosa crediamo che sarà (se mai sarà)? Progetti da finanziare con i fondi europei come avrebbero fatto anche senza Masterplan. Anzi progetti che avrebbero dovuto essere già realizzati, tipo la ferrovia Bari-Napoli o l’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Solo che ora sono spacciati come dimostrazione di un governo che ha a cuore i problemi del Sud. Cin cin.

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“PRONTO A CONFICCARE L’ASTA DELLA MIA BANDIERA GIGLIATA A CIVITELLA DEL TRONTO”

D: Come e perchè nasce il vostro Movimento Duosiciliano?

R: troppa disparità, troppo disinteresse, troppo affarismo, troppe penalizzazioni tutto ai danni del territorio e del popolo del sud. 154 anni di unità non sono bastati a riequilibrare le enormi differenze tra le varie aree dello Stato italiano. Anzi il contrario. Il sud resta in condizioni coloniali, la sua gente in regime di sudditanza perpetua. L’inaccettabile menzogna storica risorgimentale. Questi i motivi della nascita di MDS da parte di un gruppo di amici conosciutisi sui social network.

D: Quanti membri conta e quali finalità avete?

R: Oltre 300 solo sulla città di Bari, il doppio in tutto il sud tra cui Napoli. Le simpatie e le condivisioni ideali ormai si contano in migliaia. Le finalità sono quelle statutarie, ridefinite con il Congresso di Napoli di giugno 2014. Abiuriamo le ideologie e la partitocrazia, privilegiando una lotta a tutto campo per il Territorio dagli Abruzzi a Lampedusa.

D: La vostra ultima manifestazione su cosa è stata?
R: Il nostro attivismo c’impegna in moltissimi settori: culturale, politico, sociale e solidale. Abbiamo avviato a Bari recentemente una battaglia sull’inquinamento del lago del Pertusillo che disseta milioni di pugliesi, lucani, campani. L’altro giorno abbiamo portato aiuti nel Sannio colpito dall’alluvione. Lo Stato Italiano è assente da queste parti.

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di Lino Patruno

Storie che parlano. Due 18enni commentano in tv la paghetta che il governo vorrebbe dare ai giovani. Cinquecento euro ciascuno a tutti, senza differenza fra chi ha i genitori che possono e chi no. E senza differenza fra regioni più ricche e meno ricche. Per la cultura, dovrebbero servire. Comprarsi libri, frequentare musei, andare a teatro. Nel Paese in cui i giovani non leggono più di un libro l’anno. E che ha il minor numero di laureati e diplomati in Europa.La liceale di Bologna dice che la paghetta sarà benvenuta, anche se i suoi già gliene danno una mensile per conto loro. Che le basta, si compra le sue cose, le fa vivere il suo tempo libero.

Vuole iscriversi a giurisprudenza, studiare relazioni internazionali. Il ragazzo di Napoli frequenta la palestra di judo a Scampia, quella del maestro Maddaloni che ne ha tolto tanti dalla strada e già sfornato campioncini mondiali. Non ha potuto continuare a scuola, la paghetta sarà una manna perché non ha mai voluto chiedere ai suoi: per non metterli in. imbarazzo. Il suo sogno è vincere le Olimpiadi. Ma più che la paghetta, dice che vorrebbe lavoro: quello serve.

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