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	<title>Onda Del Sud</title>
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	<description>Non dite che siamo pochi, e che l&#039;impegno è troppo grande per noi. Dite forse che due o tre ciuffi di nuvole sono pochi in un angolo di cielo? In un momento si stendono ovunque, guizzano i lampi, scoppiano i tuoni e piove su tutto. Non dite che siamo pochi, dite solamente che siamo.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 May 2012 15:05:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il lungo ritorno del brigante Giuseppe Villella</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 15:04:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romano Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[No Lombroso]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggetto: interrogazione con risposta orale del capogruppo UDC in seno al Consiglio Comunale, al Sindaco e all’assessore al ramo, in merito all’adesione dell’Amministrazione Comunale della Città di San Giovanni in Fiore all’iniziativa e agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico “No Lombroso”,. Premesso che: -           in data 2 marzo 2012 il Sindaco di San Giovanni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Oggetto: interrogazione con risposta orale del capogruppo UDC in seno al Consiglio Comunale, al Sindaco e all’assessore al ramo, in merito all’adesione dell’Amministrazione Comunale della Città di San Giovanni in Fiore all’iniziativa e agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico <em>“No Lombroso”,</em>.<span id="more-7866"></span></strong></p>
<p><strong>Premesso che:</strong></p>
<p style="text-align: justify">-           in data 2 marzo 2012 il Sindaco di San Giovanni in Fiore, dott. Antonio Barile, quale principale autorità politica e amministrativa della Città di san Giovanni in Fiore, riceveva l’invito da parte del dott. Ing. <strong>Domenico Iannantuoni</strong>, presidente del Comitato Tecnico Scientifico “No Lombroso”, ad aderire all’iniziativa e agli scopi di quest’ultimo;</p>
<p>-           l’invito è stato acquisto agli atti del Comune di San Giovanni in Fiore con numero di protocollo 4662;</p>
<p style="text-align: justify">-           hanno già aderito: Il Comune di Motta Santa Lucia (CZ), il Comune di Valmadrera (LC) ; il Comune di Bucciano (BN); il Comune di Malgrate (LC); il Comune di Lecco; il Comune di Civate (LC); il Comune di Bosisio Parini (LC); il Comune di Mandello del Lario (LC); il Comune di Cassago Brianza (LC); il Comune di Garlate (LC); il Comune Sonnino (LT), il Comune Bucciano (BN), il Comune di Mandello del Lario (LC), il Comune di San Pietro Apostolo (CZ), il Comune di Castiglione Di Sicilia (CT); il Comune di Carlopoli (CZ); il Comitato di Promozione Culturale Calabrese &#8211; Calabresi di Parma;</p>
<p style="text-align: justify">-           Sua Eccellenza <strong>Antonio Reppucci</strong>, Prefetto di Catanzaro, ha posto la questione della restituzione dei resti mortali del Brigante Antonio Villella – scopo principale del comitato “No Lombroso”- all&#8217;attenzione del Ministero dell&#8217;Interno”;</p>
<p style="text-align: justify">-           l’on. <strong>Roberto Occhiuto</strong> ha presentato un’interrogazione al Ministro dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca ed al Ministro della Giustizia in cui sottolinea che la battaglia che sta conducendo il Comitato “No Lombroso” è una lotta di civiltà perché quel museo offende la dignità della persona;</p>
<p>-           il Consiglio regionale della Calabria, a conclusione della seduta del 10 Maggio scorso, ha approvato la mozione del consigliere regionale <strong>Giuseppe Giordano</strong> che “impegna il Presidente e la Giunta regionale a promuovere ogni iniziativa che rientri nelle loro competenze, anche accogliendo e sostenendo moralmente il Comitato No Lombroso”;</p>
<p style="text-align: justify">-           il capogruppo dell’Udc <strong>Alfonso Dattolo</strong> ed il presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta <strong>Salvatore Magarò</strong> hanno dichiarato congiuntamente, con nota stampa del 13 maggio 2012, che <em>“la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale nella seduta del 10 maggio, volta a stigmatizzare l’esposizione dei resti umani di briganti o presunti tali, nel museo Cesare Lombroso di Torino, è in linea con un meridionalismo non nostalgico, ma essenzialmente propositivo all’interno dell’imprescindibile cornice nazionale ed europea”. </em></p>
<p><strong>Considerato che:</strong></p>
<p style="text-align: justify">-           l&#8217;attività e la produzione bibliografica di Cesare Lombroso è interamente permeata dall&#8217;idea di razzismo scientifico di cui il medico veronese è stato capostipite, con teorie che accostano le caratteristiche fisiche degli individui ai difetti mentali e ai comportamenti criminali, come la fossetta occipitale mediana tipica degli uomini meridionali che ne farebbe dei delinquenti per nascita;</p>
<p style="text-align: justify">-           la costruzione teorica del Lombroso, come progressivamente elaborata, ha costituito la piattaforma ideologica del razzismo di matrice nazista, con i tragici esiti che conosciamo, ma anche con i marcati rigurgiti discriminatori che tuttora pervadono le società occidentali;</p>
<p style="text-align: justify">-           prima ancora della mancanza di conformità ai principi umani, morali e religiosi, che rende infausta l&#8217;esposizione museale di Torino, ci sono disposizioni e principi di diritto che hanno trovato adesione presso l&#8217;intera comunità internazionale e che tutelano la dignità dell&#8217;uomo e il rispetto dovuto ai suoi resti mortali, come la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, proclamata il 10 dicembre 1948 dall&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell&#8217;Uomo, firmata a Roma il 4 novembre 1950, la Carta dei Diritti Fondamentali dell&#8217;Unione Europea, proclamata solennemente dal Parlamento Europeo, dal Consiglio e dalla Commissione Europea quale Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione europea a Nizza, il 7 dicembre del 2000, nonché la nostra stessa Costituzione;</p>
<p><strong>Tenuto conto che</strong>:</p>
<p style="text-align: justify">-             l’adesione dell’ Amministrazione Comunale della Città di San Giovanni in Fiore all’iniziativa e agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico “No Lombroso” ha un valore del tutto simbolico che altra funzione non avrebbe se non quella di rafforzare la causa dello stesso Comitato;</p>
<p style="text-align: justify">-            l’adesione al suddetto comitato non comporta alcun onere finanziario in capo all’ Amministrazione Comunale della Città di San Giovanni in Fiore;</p>
<p style="text-align: justify">-           per la Città di San Giovanni in Fiore l’adesione al “Comitato No Lombroso” significherebbe affiancarsi a tanti altri comuni, soprattutto dell’Italia del Nord, in una battaglia contro un antimeridionalismo bieco, che sarà vinta nel momento in cui verranno restituite le spoglie del brigante Villella al Comune di Motta Santa Lucia affinchè vi sia data degna sepoltura e ancor di più quando verrà chiuso il “museo degli orrori” intitolato a Cesare Lombroso;</p>
<p style="text-align: justify">-           che San Giovanni in Fiore sarebbe il primo comune della Provincia di Cosenza ad aderire alla suddetta iniziativa;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Valutata</strong> la particolare importanza dell’argomento e l’opportunità di avvalersi di una discussione pubblica nell’ambito del Consiglio Comunale;</p>
<p><strong>Tutto ciò premesso e considerato</strong></p>
<p>il Capogruppo consiliare UDC</p>
<h1 style="text-align: center">CHIEDE</h1>
<p>al Sindaco e all’assessore al ramo</p>
<p>-                      di conoscere il proprio giudizio in merito all’oggetto della presente interrogazione;</p>
<p>-                      di sapere se sono già state avviate le procedure per l’adesione della “Città di San Giovanni in Fiore al “Comitato No Lombroso”;</p>
<p>-                      di valutare l’opportunità di presentare al Consiglio Comunale la proposta di adesione al “Comitato No Lombroso” perché venga votata dal civico consesso;</p>
<p>Con preghiera, al Presidente del Consiglio Comunale, di inserimento della presente interrogazione all’ordine del giorno della prima seduta utile del Consiglio Comunale.</p>
<p>San Giovanni in Fiore, 18 maggio 2012</p>
<p>Il Capogruppo UDC, <strong>Monica Spadafora</strong>.</p>
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		<title>Il destino di prendere schiaffi a prescindere – Lino Patruno</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 08:11:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romano Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuoco del Sud]]></category>

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		<description><![CDATA[Dunque, secondo i sapientoni la scarsa presenza dei Grillini al Sud significherebbe che il Sud come al solito dorme. Un Sud per il quale ogni novità sarebbe più pericolosa di un cobra anaconda. E che, mentre nel resto d'Italia la piazza ribolle di rabbia contro la politica, continua a vivacchiare tra familismo e clientele, meglio tra clan e camorre. Lino Patruno Francesco Romano Michele Ladisa Confederazione duosiciliana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Lino Patruno</p>
<p><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2010/12/Lino-Patruno-Caricatura3-150x150.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2599" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2010/12/Lino-Patruno-Caricatura3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="text-align: justify">Dunque, secondo i sapientoni la scarsa presenza dei Grillini al Sud significherebbe che il Sud come al solito dorme. Un Sud per il quale ogni novità sarebbe più pericolosa di un cobra anaconda. E che, mentre nel resto d&#8217;Italia la piazza ribolle di rabbia contro la politica, continua a vivacchiare tra familismo e clientele, meglio tra clan e camorre.</span></p>
<p><span style="text-align: justify"> Solito nulla di nuovo sotto il sole, mentre al Nord e altrove Grillo e i suoi sarebbero il sole dell&#8217;avvenire. Nessuno toglie a Grillo i meriti che ha. In fondo il comico genovese passato dalla ricreazione alla indignazione ha occupato uno spazio (anzi una voragine) di disgusto e di voti in libertà che gli hanno lasciato aperto. Non a lui, per la verità, ma è una voragine di cattiva corrotta politica che ha a lungo afflitto gli italiani e che gli italiani non vogliono sentire più neanche nominare.</span></p>
<p><span style="text-align: justify">E se quella di Grillo è una faccia da schiaffi, lasciamo perdere certe facce propinate finora come onorevoli. Quindi Grillo non fa antipolitica, sottolinea a modo suo quanto sia indecente quella che si chiamerebbe politica.</span><span style="text-align: justify"><span id="more-7861"></span></span></p>
<p style="text-align: justify">Del resto, lo insegnava don Milani: non ci si può lamentare che la politica è una cosa sporca se si tengono le mani in tasca. Questo non<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Don-Milani.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7862" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Don-Milani.jpg" alt="" width="129" height="194" /></a> vuol dire menarle. Ma tutto si può dire di Grillo tranne che le mani non le agiti non meno che la voce e l&#8217;insulto. Dice un sacco di parolacce. Ma forse qualcuno ha dimenticato tutte quelle ascoltate in Parlamento in questi ultimi anni. Quanti diti medi sono stati mostrati anche da gentili signore tacco 14 e non meno onorevoli. Per finire alle ultime notizie: quel lord inglese del leghista on. Borghezio che, a chi gli chiede perché non partecipa alle sedute parlamentari sul taglio ai finanziamenti ai partiti, risponde pubblicamente &#8220;non me ne frega un c. di ciò che si fa a Roma&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; anche vero che Grillo fa più sfuriate che proposte. Ma non può lamentarsene un Paese che, non più di venti amai fa, non solo si è fatto prendere a pernacchie dalla Lega Nord, ma l&#8217;ha mandata al governo, ci ha tubato e ne ha accettato il federalismo fiscale manco fosse una madonna che lacrima. E poi, questo è il Paese in cui diventi qualcuno se gridi. Monti non grida, ma con le parole a vanvera non scherza, secondo solo alla ineffabile Fornero.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Beppe-Grillo1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7863" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Beppe-Grillo1.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Quanto poi alle proposte, è vero che Grillo fa soprattutto controproposte, nel senso che butta a mare tutto ciò che ha fatto (o sfatto) la cosiddetta politica finora. Ma sulle banche, sulle spese folli, sugli abusi, sui privilegi, sulle tasse. sulla corruzione ne ha dette, e ne ha dette non meno di quante, parliamoci chiaro, ne dice la gente. Ha detto anche che bisogna uscire dall&#8217;euro, ma lasciamo perdere. E che bisogna cacciare gli immigrati, e lasciamo perdere di nuovo.</p>
<p style="text-align: justify">Tutto ciò non è un programma, ma rende nelle urne. Il problema sarà quando dovrà diventare programma, ricordando l&#8217;esempio dei radicali. Però Grillo libera energie. Porta alla ribalta delle città giovani altrimenti perduti. E giovani che vengono più dalle università che dalla rabbia delle periferie, anche se il loro acido solforico rischia di rimanere una vampata.</p>
<p style="text-align: justify">Aggiungiamo: è una democrazia dal basso, da Facebook e Twitter. Che può riempire di fresco entusiasmo ma è sempre esposta al demagogo carismatico che decide per tutti: la popolarità non è sempre innocente. Come insegna appunto la Lega Nord. Non dimenticando i sassi, i petardi, le no-Tav e le insolenze di molti Grillini. Né dimenticando che la politica è l&#8217;arte della convivenza nel luogo comune, la capacità di stare insieme e di progettare insieme un futuro, non solo di dire &#8220;vaffa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">In tutto questo il Sud sembra assente: un altro divario? C&#8217;è chi dice che il Sud (purtroppo) è ancòra legato al vecchio politico in grado<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Andreotti-Giulio.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7864" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Andreotti-Giulio.jpg" alt="" width="162" height="130" /></a> di portargli sopravvivenza. C&#8217;è chi dice che i giovani del Sud sono molto più impegnati a partire che a restare per fare casino. C&#8217;è chi dice che nella terra del ritardo anche le novità arrivano in ritardo. C&#8217;è chi dice che il Sud aspetta la locomotiva del Nord non solo in economia ma anche in politica. C&#8217;è chi dice che al Nord si agitano ma le elezioni si vincono coi voti del Sud: vero, ma senza benefici per il Sud.</p>
<p style="text-align: justify">E però è anche vero che, ogni volta che il Sud ha tentato una sua politica, si è gridato allo scandalo, meridionali in testa. Con un eventuale partito del Sud considerato una iattura, così si fa un favore a Bossi (che il resto d&#8217;Italia provvedeva a favorire). Certo, i tentativi sono stati talmente goffi che al confronto i Grillini sembrano fulmini di guerra. Anche per questo il Sud si è dovuto tenere vecchi marpioni buoni soprattutto a chiedere a suo nome soldi e non opere pubbliche. Cioè a rovinarlo.</p>
<p style="text-align: justify">Conclusione: schiaffi come la fai e fai. Ma se la storia ha il vizio di ripetersi, per una volta il Sud dovrebbe giocare d&#8217;anticipo. L&#8217;alternativa è tenersi il Grillo di turno.</p>
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		<title>Battaglia di Bitonto &#8211; Celebrazioni della vittoria</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 22:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romano Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[di Francesco Laricchia Il 1734, a seguito della Vittoria delle Truppe di Carlo di Borbone, guidate dal Duca di Montemar, nel corso del sanguinoso scontro del 25 maggio con i soldati austriaci alle porte della cittadina pugliese di Bitonto, il Regno delle Due Sicilie conquista l&#8217;Indipendenza dalla madre patria spagnola. Dal 2004 si è insediato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Francesco-Laricchia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7838" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Francesco-Laricchia-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>di <strong>Francesco Laricchia</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify">Il 1734, a seguito della Vittoria delle Truppe di Carlo di Borbone, guidate dal Duca di Montemar, nel corso del sanguinoso scontro del 25 maggio con i soldati austriaci alle porte della cittadina pugliese di Bitonto, il Regno delle Due Sicilie conquista l&#8217;Indipendenza dalla madre patria spagnola.</p>
<p style="text-align: justify">Dal 2004 si è insediato un apposito Comitato per celebrare e rievocare questo fondamentale evento per la Storia<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Bitonto-obelisco.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-7839" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Bitonto-obelisco-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> del Sud.</p>
<p style="text-align: justify">Il Comitato tiene le celebrazioni ai piedi dell&#8217;Obelisco Carolino, in piazza 26 maggio 1734, che fu innalzato e voluto da Carlo di Borbone nella stessa città e sul quale è incisa la storia degli eventi.  Storia che si conclude con la frase &#8220;<strong>ITALICAM LIBERTATEM FUNDAVERIT</strong>&#8220;. Infatti colui che divenne il Primo Re del Regno delle Due Sicilie si pose come obiettivo e preconizzò l&#8217;Unità d&#8217;Italia ben 130 anni prima che si realizzasse, con l&#8217;invasione piemontese, ai danni del Sud.<span id="more-7837"></span>Inoltre proprio perché la vittoriosa Battaglia di Bitonto segnò una svolta storica nella geopolitica europea della seconda metà del II millennio, il Comitato ha associato il <strong>premio L&#8217;Alfiere del Sud</strong> alle stesse celebrazioni per esaltare la capacità e l&#8217;ingegno delle genti del Sud (ovunque residenti).</p>
<p style="text-align: justify">Il premio nella sezione internazionale è dedicato al grande poeta armeno <strong>Hrand Nazariantz</strong> e nella sezione italiana è dedicato all&#8217;indimenticabile <strong>Silvio Vitale</strong> che partecipò nel 2004 all&#8217;avvio delle celebrazioni e che, segno del destino, terminò la sua vita terrena proprio il 25 maggio 2005.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Comune-di-Bitonto.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7840" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Comune-di-Bitonto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dal 2010 lo stesso Comitato ha inteso ricordare ed accomunare cavallerescamente vincitori e vinti di quello storico e sanguinoso evento (che complessivamente nell&#8217;arco di una sola giornata di guerra fece circa 3000 morti).</p>
<p style="text-align: justify">Alla presenza delle Autorità civili e militari nonché con l’intervento del delegato della Croce Nera Austriaca per l’Italia Meridionale, fu scoperta una lapide sul luogo ove furono sepolti gli oltre mille soldati austriaci caduti.</p>
<p style="text-align: center">PROGRAMMA CELEBRAZIONI 2012 &#8211; SABATO 19 MAGGIO</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Ore 17,00</strong> – raduno dei partecipanti nel piazzale 26 maggio 1734 antistante la Basilica dei SS.Medici ove si trova l&#8217;Obelisco Carolino</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Ore 17,15</strong>– breve allocuzione e saluto della delegazione della Croce Nera Austriaca con onori militari del picchetto d’onore della Scuola Storica di Militaria e deposizione della corona austriaca</p>
<p><strong>Ore 18,00</strong> – trasferimento dei partecipanti ai piedi dell’Obelisco Carolino in piazza della Basilica dei SS. Medici</p>
<p><strong>Ore 18,15</strong> – allocuzione ufficiale in ricordo della Battaglia di Bitonto e cerimonia della elevazione della corona.</p>
<p><strong>Ore 19,00</strong> – Sala degli Specchi del Palazzo di Città, cerimonia della consegna del premio l’Alfiere del Sud</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ecco come far crescere il Sud &#8211; La ricetta</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 11:21:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romano Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco come far crescere il Sud - La ricetta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/12/Francesco-Romano-11.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6942" title="Francesco A. Romano" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/12/Francesco-Romano-11-150x150.jpg" alt="" width="90" height="90" /></a>di <strong>Francesco Romano</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La formula per la crescita del sud l’abbiamo solo e soltanto noi. Abbiamo il rimedio affinchè la locomotiva del sud si rimetta in moto e riprenda a camminare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed il potere per farlo l’aveva anche l’attuale presidente del consiglio Mario Monti quando era commissario europeo alla concorrenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Meritoria è stata la sua azione contro il colosso americano Microsoft  con a capo Bill Gates. Una bella multa di mezzo miliardo di euro.<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/06/bill-gates.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5298" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/06/bill-gates.jpg" alt="" width="130" height="82" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ma essere forti  con i deboli e deboli con i forti è una caratteristica di molti e fra questi molti non possiamo non annoverare anche Mario Monti. E lo facciamo perché un indirizzo del suo governo, nel discorso programmatico alle camere quando fu nominato presidente del consiglio era “equità”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma come facciamo a parlare di equità se chiacchieriamo di “assicurazioni” sulla responsabilità civile delle auto quando si rinnovano, di tanto in tanto, studi e statistiche che dimostrano quanta “scelleratezza” ci sia.<span id="more-7842"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Anche “Il Sole 24ore” fa suo uno studio del portale SuperMoney” che dimostra  quanta iniquità ci sia nelle tariffe. “In altre parole, il costo dell&#8217;assicurazione non é tanto determinato<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/SUPERMONEY-LO-FF-1_9.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7843" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/SUPERMONEY-LO-FF-1_9-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> dalla sinistrosità del singolo guidatore, quanto piuttosto dal luogo di residenza” è scritto, non su un giornale qualsiasi, ma su quello della Confindustria.</p>
<p style="text-align: justify;">Già una sentenza della Corte di giustizia di Lussemburgo ha dichiarato che le differenze nel calcolo dei premi tra uomini e donne costituiscono una discriminazione fondata sul sesso e ha stabilito che, entro il 21 dicembre 2012, le compagnie di assicurazione dovranno applicare il principio della parità di trattamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma cara Europa, ci sono altre discriminazioni da tener presente ed è quella di essere giovani o vecchi e di abitare a Trento o a Lampedusa.</p>
<p style="text-align: justify;">L’assicurazione obbligatoria è una legge dello Stato italiano e di fronte alla legge dovremmo essere tutti uguali, ma così non è.<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/tagliando-assicurazione.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-7844" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/tagliando-assicurazione-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non vogliamo sottolineare che queste compagnie di assicurazione, la sede legale più a Sud del territorio italiano, l’hanno a Roma e che al sud non ci sono compagnie e che tutte pagano le imposte in ogni dove tranne che nel Mezzogiorno.</p>
<p style="text-align: justify;">E come al solito è il sud che deve fare di più. Ma con quali risorse se le imposte vengono pagate al Nord e che più di uno scrittore, non ultimo Ricolfi con il suo “Sacco del Nord” dimostra quanti soldi arrivano al Sud non tenendo affatto conto di quanti gliene mandiamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Con un piccolo gesto di equità, l’equiparazione territoriale delle tariffe, metterebbe in moto l’economia di questo martoriato territorio. Di colpo verrebbero aumentati gli stipendi, i salari e le pensioni dei cittadini del Sud che servirebbero ad avere denaro da mettere nel circolo dell’economia.</p>
<p style="text-align: justify;">Le imprese meridionali diminuirebbero i costi di assicurazione beneficiando di una diminuzione di costi per rendere più competitivi i prodotti meridionali.</p>
<p style="text-align: justify;">E questo è uno solo dei modi per iniziare a risolvere i problemi. La disgregazione dei partiti è nei fatti perché non si occupano più del popolo. Sono solo rivolti a tenere saldo un potere che ormai si sta sgretolando e discutono se rinunciare ad una parte di rimborsi elettorali.</p>
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		<title>DUE CRANI DIVERSAMENTE TRATTATI</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 15:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romano Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[No Lombroso]]></category>

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		<description><![CDATA[Romano Pitaro Francesco Romano Michele Ladisa IL CERVELLO DI PASSANNANTE E’ STATO SEPPELLITO. IL CRANIO DEL BRIGANTE CALABRESE VILLELLA INVECE E’ ANCORA ESPOSTO NEL MUSEO “CESARE LOMBROSO” DI TORINO

  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/10/Romano-Pitaro-2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6536" title="Romano Pitaro 2" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/10/Romano-Pitaro-2-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>di <strong>Romano Pitaro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Se vai su Youtube e clicchi il nome di Giovanni Passannante, il cuoco anarchico lucano che attentò nel 1878 alla vita di re Umberto I di Savoia con un coltello di quattro centimetri ferendolo ad un braccio, trovi di tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Persino musiche sperimentali, canti sociali, brani tratti da cd, trailer di film, ultimo quello del 2011 di Sergio</p>
<div id="attachment_7833" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/PassannanteGiovanni.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-7833" title="Passannante Giovanni" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/PassannanteGiovanni-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Giovanni Passannante</p></div>
<p style="text-align: justify;"> Colabona che la “Cineteca Calabria” ha proiettato di recente e che ha avuto successo di critica e di pubblico, provocando, di conseguenza, innumerevoli dibattiti, convegni, articoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Se clicchi, invece, il nome di Giuseppe Villella, il brigante calabrese che morì a 69 anni nel carcere di Vigevano sul cui cranio Cesare Lombroso agì all’alba del 4 gennaio 1871 nel suo laboratorio di Pavia con il compasso scorsoio a branche rette per scoperchiarlo e dissezionarlo e in cui asserì di aver rintracciato, con suo grande giubilo, la famigerata “fossetta occipitale mediana” che avrebbe dovuto dimostrare la teoria del delinquente per nascita, cestinata dalla comunità scientifica mondiale, non trovi niente.<span id="more-7832"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E’ il riflesso, questa differenza di trattamento, non solo di un brigante doppiamente fregato: in vita, per gli stenti che subì, e da morto, per l’impossibilità di riposare in pace sottoterra; ma anche della fragilità culturale di un’intera regione, che continua a non avere testimonial, scrittori che la raccontino, registi che la riposizionino nell’immaginario collettivo, personalità dello spettacolo che se ne ricordino.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ancora: se vai nel museo criminologico del Dipartimento penitenziario del ministero della Giustizia a Roma, non trovi più, nel recipiente in cui era custodito dal 1936 dopo la sua morte avvenuta nel manicomio criminale di Montelupo Fiorentino nel 1910, il cranio (e il cervello) dell’anarchico di Salvia di Lucania (nome trasformato per punizione dopo l’attentato in Salvia di Savoia) che un custode innaffiava con la formalina perché la materia grigia si conservasse e da cui ha preso il titolo quello straordinario spettacolo dell’attore Ulderico Pesce che è “L&#8217;innaffiatore del cervello di Passannante”.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Non lo trovi più, perché grazie all’impegno strepitoso, costante, puntuale e multilaterale di attori, registi, giornalisti e politici (non si contano le interrogazioni parlamentari) quel cranio, su cui lo Stato italiano quand’era in vita non s’è risparmiato nulla per umiliarlo (all’isola d’Elba dov’era stato rinchiuso a vita, benché il ferimento di un sovrano non comportasse l’ergastolo, lo si costrinse a cibarsi dei propri escrementi), al punto da farlo impazzire e da cancellare il cognome Passannante dai registri dell’anagrafe, è stato seppellito, nel 2007. Dopo una messa in suffragio del defunto, a scoppio parecchio ritardato, finalmente Giovanni Passannante, da qualche anno, riposa in pace.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Lombroso.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7834" title="Lombroso" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Lombroso-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Se invece vai a Torino, nel museo degli orrori “Cesare Lombroso”, il povero Villella è ancora lì. La progressista, democratica Torino, acconsente a questo scempio di civiltà e della legge eterna che esige la sepoltura dei cadaveri. Nonché della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo approvata nel 1948, che esige il rispetto dell’uomo e dei suoi resti mortali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cranio di Villella è esposto al pubblico per dar lustro alle teorie folli di un medico veronese figlio senz’altro del suo tempo, ma che ha contribuito come pochi altri a diffondere pregiudizi esiziali sui “diversi”, anarchici, briganti, omosessuali, prostitute e meridionali.  </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Villella è ancora imprigionato. Senza rispetto per la civiltà giuridica, senza rispetto della pietas, senza rispetto per la dignità della persona umana. Una pena irrogata, evidentemente, per la vita e per la morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Se Passannante aveva attentato al re urlando “Viva la Repubblica universale”, scandalizzando la regina Margherita che gli stava accanto, e fu condannato, prima a morte e poi al carcere perenne, il brigante di Motta Santa Lucia sapete di cosa fu accusato? Di sospetto brigantaggio. Condannato “tre volte per furto e in ultimo per l’incendio di un mulino”.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Eppure quel “tristissimo uomo &#8211; così lo descrive Lombroso &#8211; d’anni 69, contadino, ipocrita, astuto, taciturno, ostentatore di pratiche religiose, di cute oscura, tutto stortillato, che cammina a sghembo e aveva torcicollo non so bene se a destra o a sinistra”, non ha avuto ancora la grazia di una sepoltura nel suo cimitero.</p>
<p style="text-align: justify;">Un poveraccio di calabrese senz’arte né parte, colpevole d’inedia, quando l’Italia per assimilare il Sud passò per le<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/03/lombroso_villella.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7570" title="lombroso_villella" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/03/lombroso_villella-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a> armi senza molte cerimonie migliaia di rivoltosi sociali che non sapevano neppure cosa stesse accadendo, morto di tisi, scorbuto e tifo nel carcere di Vigevano, è trattenuto, suo malgrado, in un carcere atipico, ma ugualmente disumano, e nessuno riesce a liberarlo.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Su di lui non è stato realizzato un film, un documentario, né scritto un racconto, un libro, neanche una memoria per ricordare la croce che ha portato. Sarà perché non ha mai incarnato l’ archetipo del rivoltoso di sinistra e quindi paga anche la colpa d’essere stato un brigante di rango minore? O peggio un sottoproletario privo di coscienza politica, mai intruppato in un partito o movimento e, pertanto, indifferente all’intellighenzia che più ha influenzato la cultura nazionale?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Carne di macello per il Borbone, prima, come tutti i senza niente meridionali. Anima persa per lo Stato italiano di ieri e di oggi che non dà segni, nonostante le richieste del comune di Motta Santa Lucia di riaverne il cranio per tumularlo, della minima resipiscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Si obietterà: quel cranio, in quel luogo di scienza, serve a ricordare la genialità di Lombroso, che proprio in quelle ossa scovò la fossetta fanfaluca. Di Lombroso ormai è nota l’inconsistenza culturale, pur accordandogli l’entusiasmo infaticabile dello sperimentatore. Ivi comprese le sue truculenti affermazioni razziste. La battaglia per porre fine a questo scandalo, condotta dal Comitato “No Lombroso”, tuttavia, sembra uscire dall’anonimato. Alcuni comuni del Nord, Lecco in testa, si sono schierati dalla parte di Villella.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Una lettera del Dipartimento penitenziario del Ministero della Giustizia, per la prima volta, accenna a violazioni della normativa vigente. Apprezzabilissima la lettera inviata alla ministra dell’Interno del prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci. Mutismo incredibile, però, da parte della Chiesa. Del vescovo di Torino per esempio, informato dal Comitato “No Lombroso” del caso Villella. Eppure i testi biblici e la stessa cultura greca che ha animato l’Occidente non lasciano dubbi sul punto.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Antigone, nella tragedia di Sofocle, si fa murare viva perché viola la tremenda legge di Tebe che condanna i corpi dei traditori a putrefarsi senza sepoltura al di fuori delle mura. Così, per seppellire il fratello Polinice, e contro il volere di Creonte, lo zio tiranno, dà con le sue mani sepoltura a quel corpo e muore.</p>
<p style="text-align: justify;">E la Bibbia? Sia che la si consideri il libro dello spirito della letteratura mondiale, o, da chi crede, la parole di Dio, espressamente chiarisce &#8211; per esempio nel secondo libro Samuele, quando Davide recupera i corpi di Saul e dei suoi figli morti nella battaglia contro i Filistei per seppellirli – che essere privati della sepoltura è una maledizione di Dio e che, quindi, la sepoltura si concede anche ai criminali dopo l’esecuzione della pena capitale. Ma c’è una norma vincolante, e vigente, per ebrei e cristiani. Esattamente i versetti 22/23 del Deuteronomio (ossia il quinto libro che sigilla il Pentateuco, i cinque libri particolarmente venerati dalla tradizione giudaica e cristiana). Si tratta del libro che contiene alcuni discorsi di Mosè ed al cui interno vi sono le leggi che debbono reggere Israele pena la reazione (durissima, se si pensa alla poca duttilità del Dio dell’antico testamento) e che nella parte indicata asserisce: “Quando un uomo ha commesso un peccato che merita la morte e tu l’ha appeso a un albero, il suo cadavere non dovrà rimanere appeso tutta la notte all’albero. Lo devi seppellire in quello stesso giorno, perché appeso è una maledizione di Dio e tu non devi contaminare la terra che il Signore tuo Dio ti ha dato in eredità”. Ma con Villella come la mettiamo? Non da un giorno è appeso a quell’albero, seppure l’albero della scienza positivista dell’epoca, ma da 139 anni. Quanti giorni sono? Troppi, è vero.</p>
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		<title>Non basta dire che il grillo non parla</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 07:13:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romano Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuoco del Sud]]></category>

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		<description><![CDATA[investimenti, e poi i turisti. Mentre 160 milioni di giovani nella sponda mediorientale e nordafricana sono una possibile concorrenza a basso costo ma anche un immenso mercato potenziale drogato dalle nostre televisioni come avvenne con gli albanesi. E hanno bisogno non solo di prodotti, ma di istruzione e formazione Lino Patruno Francesco Romano Michele Ladisa Condeferazione duosiciliana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2010/12/Lino-Patruno-Caricatura3-150x150.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2599" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2010/12/Lino-Patruno-Caricatura3-150x150.jpg" alt="" width="90" height="90" /></a></span></p>
<p>di Lino Patruno</p>
<p><span style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2010/12/Lino-Patruno-Caricatura3-150x150.jpg"></a></span></p>
<p><span style="text-align: justify;">C&#8217;è chi dice che il &#8220;cinque stelle&#8221; di Grillo non abbia attecchito in Puglia perché c&#8217;è già un quattro<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/movimento-5-stelle-beppe-grillo.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-7823" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/movimento-5-stelle-beppe-grillo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> stelle (almeno) come Vendola. </span></p>
<p><span style="text-align: justify;">Nel senso che una rottura e una novità nella politica c&#8217;era già stata, sia pure con uno già vecchia volpe del settore e che appena nato non chiese latte ma alzò il pugno chiuso. E&#8217; la famosa Primavera, anche se ora sembra scivolare verso l&#8217;autunno: specie da quando l&#8217;altro suo eroe, Emiliano, si è fatto ammaccare più dal suo &#8220;faccio tutto io&#8221; che dalle cozze pelose.<span id="more-7822"></span></span></p>
<p><span style="text-align: justify;">Ma comunque anche in queste elezioni amministrative la Puglia si è mostrata altra cosa, dovendo però ancòra capire se sia un bene o un male.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Niente liste di cosiddetta antipolitica, benché più che di antipolitica siano liste di antipolitici (altrimenti l&#8217;antipolitica è cominciata addirittura con &#8220;L&#8217;Uomo Qualunque&#8221;di Giannini sessant&#8217;anni fa e col presidente Cossiga). Niente crollo dei votanti, con una astensione cresciuta ma inferiore alla crescita nazionale.</p>
<p>Sconfitta del Pdl, ma col consolatorio trionfo di Perrone a Lecce. Successi del Pd. benché dilaniato dagli scontri fra candidati della stessa area, in fondo l&#8217;unica vera grillinata nella regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Così in questi giorni fanno più clamore alcune storie di contorno, a parte il rischio dell&#8217;inferno per il Bari vittima dei suoi calciatori manigoldi che si vendevano le partite. Una scivolata il volantino antiscippo per i turisti: che bisogna avvertirli di qualche problema è vero, però lo si fa con discrezione, e soprattutto una volta venuti (sui bus pubblici di Amsterdam una voce registrata avverte che c&#8217;è il pericolo di borseggiatori, ma intanto tu ad Amsterdam già ci stai). Non è furbizia, è marketing strategico. E ha fatto bene, altro che, la compagna Godelli a far approdare in Puglia (ben incentivati) quelli del capitalistico &#8220;Beautiful&#8221;: gli americani sono troppo semplicioni per rimanere indifferenti all&#8217;attrattiva dei trulli con contorno di Ridge <a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/beautiful-2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7824" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/beautiful-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>mascellone e compagni.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, un&#8217;aria di pulizia svanita l&#8217;hanno portata gli scandali: non fa piacere essere additati come la regione dei Tarantini delle protesi e delle escort, degli Andrea Masiello e compari delle scommesse calcistiche, degli imprenditori edili più alla ribalta per le loro mazzette che per i loro cantieri. Altrove (specie al Nord) succede di peggio, ma è il Sud a essere sempre osservato speciale.</p>
<p style="text-align: justify;">E però, questa è la regione in cui si è avuto l&#8217;anno scorso il più alto incremento turistico e le previsioni per quest&#8217;anno lo confermano. E questa è la regione che ha avuto il più alto incremento nelle esportazioni, benché la crisi non faccia sconti a nessuno, tra casse integrazioni e (purtroppo) suicidi. Ma non si vede per fortuna disfacimento sociale, non si vede disperata resa, non si vede criminalità organizzata che domina territori venendo riconosciuta più dello Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">E però, sia pure con la sua parziale eccezione politica, è sempre una regione &#8220;sul punto di&#8221;, pensi che ce l&#8217;abbia fatta a essere il Nord del Sud come dicono altri (ma il Sud non vuole essere affatto un nuovo Nord) però un ultimo miglio ogni volta la blocca. Pur essendo al centro del prossimo centro del mondo, quel Mediterraneo finora più argomento palloso da convegni che realtà. Ma dal Mediterraneo passa oggi il 40 per cento dei commerci internazionali. E quando passano i commerci, li seguono i capitali in cerca di investimenti, e poi i turisti. Mentre 160 milioni di giovani nella sponda mediorientale e nordafricana sono una possibile concorrenza a basso costo ma anche un immenso mercato potenziale drogato dalle nostre televisioni come avvenne con gli albanesi. E hanno bisogno non solo di prodotti, ma di istruzione e formazione.<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/porto-amsterdam.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-7825" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/porto-amsterdam-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Bisognerebbe essere pronti. E invece, come esempio, vedi il porto di Taranto che rischia sempre di perdere quei commerci perché da decenni non si dragano i fondali per accogliere le nuove gigantesche navi portacontainer. Ora finalmente si mette mano alla cosiddetta &#8220;piattaforma logistica&#8221;. Ma nel frattempo il porto olandese di Rotterdam, fra i due o tre maggiori del mondo, lo sceglie come sua base in Mediterraneo: un prestigioso attestato di importanza, ma anche una ricchezza che, invece fare la serie A, fa la serie B al servizio di altri.</p>
<p style="text-align: justify;">E nel frattempo Trenitalia dismette il trasporto merci facendo perdere al Sud il vantaggio di far procedere verso il Nordeuropa il traffico intercettato dai porti. Anzi elimina anche treni passeggeri, con la stagione turistica alle porte. E non ci sono, coi Paesi mediterranei, linee aeree dirette, quasi una resistenza estrema per conservare la centralità settentrionale. Questi i due o tre appunti sparsi sulla Puglia del dopo-elezioni: sembra che non c&#8217;entrino nulla con la politica, ma se la politica non è visione di futuro, allora meglio Grillo. Perlomeno è più divertente.</p>
<p style="text-align: justify;">da: <strong>La Gazzetta del Mezzogiorno -</strong> 11 maggio 2012</p>
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		<title>No Lombroso – Impegno della Regione Calabria</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 06:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romano Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[No Lombroso]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Consiglio regionale della Calabria, a conclusione della seduta odierna, ha approvato,  tra l’altro,  una mozione con cui “impegna il Presidente e la Giunta regionale a promuovere ogni iniziativa che rientri nelle loro competenze, anche accogliendo e sostenendo moralmente il Comitato No Lombroso, affinché si giunga alla restituzione delle spoglie trattenute nel Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso di Torino ai discendenti o Amministrazioni comunali di origine che ne avessero fatto richiesta, ovvero, per i resti incogniti, che nessuno può reclamare, accogliere la disponibilità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>da: Ufficio stampa Regione Calabria</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/05/no-lombroso-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5137" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/05/no-lombroso-2.jpg" alt="" width="130" height="132" /></a>Il Consiglio regionale della Calabria, a conclusione della seduta odierna, ha approvato,  tra l’altro,  una mozione con cui “impegna il Presidente e la Giunta regionale a promuovere<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2010/10/colacino1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1439" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2010/10/colacino1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> ogni iniziativa che rientri nelle loro competenze, anche accogliendo e sostenendo moralmente il Comitato No Lombroso, affinché si giunga alla restituzione delle spoglie trattenute nel Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso di Torino ai discendenti o Amministrazioni comunali di origine che ne avessero fatto richiesta, ovvero, per i resti incogniti, che nessuno può reclamare, accogliere la disponibilità manifestata da don Antonio Loffredo, parroco del Rione Sanità di Napoli, affinché tali resti vengano inumati nel Cimitero delle Fontanelle di Napoli, altresì luogo di asilo dei perduti per eccellenza”.<span id="more-7827"></span></div>
<div style="text-align: justify;">La mozione, in particolare, sottolinea che “la Giunta Comunale di Motta Santa Lucia (Cz) ha adottato da tempo un deliberato con cui si dà mandato al sindaco, avv. Amedeo Colacino, di fare quanto nelle sue prerogative istituzionali per ottenere la restituzione delle spoglie del brigante Giuseppe Villella (nel cranio del quale Cesare Lombroso asseriva di avere individuato la famigerata fossetta occipitale mediana), tuttora “ignobilmente esposte nel Museo Cesare Lombroso di Torino”. Inoltre, si segnala che “per la restituzione delle spoglie dello stesso Giuseppe Villella si è attivato Sua Eccellenza Antonio Reppucci, Prefetto di Catanzaro, che ha posto la questione all&#8217;attenzione del Ministero dell&#8217;Interno”.  La mozione, pienamente  condivisa dal presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico (che l’ha siglata)  e dall’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, che ha definito l’iniziativa “non nostalgica, né conservatrice” ed il caso Villella “l’archetipo della presunta minorità del Mezzogiorno” è stata  siglata dai consiglieri regionali Giuseppe Giordano (Gruppo IDV); Alfonso Dattolo (capogruppo UDC); Emilio De Masi (capogruppo IDV); Gianpaolo Chiappetta (capogruppo PDL) Francesco Talarico (Presidente Consiglio regionale); Domenico Talarico (Gruppo IDV); Sandro Principe (capogruppo PD); Giulio Serra ( capogruppo Insieme per la Calabria – Scopelliti presidente); Giuseppe Bova (capogruppo Misto); Giovanni Bilardi (capogruppo Scopelliti presidente)</div>
<div>Si trasmette nella sua stesura integrale il testo della mozione</div>
<div style="text-align: center;">IL CONSIGLIO REGIONALE DI CALABRIA</div>
<div style="text-align: center;">premesso che</div>
<div style="text-align: justify;">in data 27 novembre 2009, in via Pietro Giuria, n.15, presso il polo museale facente capo alla Università degli Studi di Torino, è avvenuta la riapertura del Museo di Antropologia Criminale &#8220;Cesare Lombroso&#8221;;</div>
<div style="text-align: justify;">il Museo trae origine dalla collezione privata che Cesare Lombroso allestì procedendo, per anni, a scorticare cadaveri, mozzare e sezionare teste, effettuare i più orripilanti interventi su individui ritenuti criminali, malati di mente, omosessuali e prostitute unicamente per le misure di parti del cranio e del corpo;</div>
<div style="text-align: justify;">il Museo contiene una raccolta di ben 904 crani, oltre a scheletri, cervelli e macabri oggetti tra cui maschere in cera, calchi in gesso, foto di volti di individui, anche di fanciulli, con precise etichette di condotte sociali devianti, riportanti scrupolosamente anche il luogo di nascita del soggetto esposto;</div>
<div style="text-align: center;">tenuto conto che</div>
<div style="text-align: justify;">l&#8217;attività e la produzione bibliografica di Cesare Lombroso (all&#8217;anagrafe Marco Ezechia Lombroso – Verona 6 novembre 1835-Torino 19 ottobre 1909) è interamente permeata dall&#8217;idea di razzismo scientifico, di cui il medico veronese è stato capostipite, con teorie che accostano le caratteristiche fisiche degli individui ai difetti mentali e ai comportamenti criminali e che hanno costituito la piattaforma ideologica del razzismo di matrice nazista;</div>
<div style="text-align: justify;">le teorie aberranti del Lombroso e dei suoi seguaci, nel periodo post-unitario, contribuirono a pregiudicare la matrice unitaria e la coesione nazionale, ossia un equilibrato sviluppo del Paese, applicando malevolmente all&#8217;interno della nazione i teoremi sulla presunta inferiorità razziale delle popolazioni del Mezzogiorno;</div>
<div style="text-align: center;">constatato che</div>
<div style="text-align: justify;">esistono da secoli irrinunciabili valori umani, morali e religiosi, patrimonio acquisito della nostra civiltà, a difesa della dignità dei defunti, nonché disposizioni e principi di diritto, accolti dall&#8217;intera comunità internazionale, che tutelano la dignità dell&#8217;uomo e il rispetto dovuto ai suoi resti mortali;</div>
<div style="text-align: justify;">la finalità dichiarata della riapertura del Museo, con l&#8217;esposizione consequenziale di resti umani, potrebbe risultare non conforme tanto agli uni valori quanto agli altri principi;</div>
<div style="text-align: center;">constatato inoltre che</div>
<div style="text-align: justify;">un crescente movimento d&#8217;opinione testimoniato da intere amministrazioni comunali tra le quali Lecco, numerosi altri Comuni d’Italia e svariati rappresentanti del mondo della cultura , condensato nel Comitato Tecnico Scientifico “No Lombroso”, ritiene doveroso eticamente, cristianamente e da consolidata civiltà giuridica procedere alla sepoltura dei resti umani tuttora trattenuti nel Museo “Cesare Lombroso”, oltre a provvedere a studiare tutte le più utili modificazioni nominali e sostanziali che possano consentire alla stessa istituzione una accettabile attività;</div>
<div style="text-align: center;">preso atto che</div>
<div style="text-align: justify;">la Giunta Comunale di Motta Santa Lucia (Cz) ha adottato da tempo un deliberato con cui si dà mandato al Sindaco, Avv. Amedeo Colacino, di fare quanto nelle sue prerogative istituzionali per ottenere la restituzione delle spoglie dell&#8217;antenato e concittadino Giuseppe Villella, tuttora ignobilmente esposte nel Museo “Cesare Lombroso” di Torino;</div>
<div style="text-align: justify;">per la restituzione delle spoglie dello stesso Giuseppe Villella si è attivato Sua Eccellenza Antonio Reppucci, Prefetto di Catanzaro, che ha posto la questione all&#8217;attenzione del Ministero dell&#8217;Interno segnalandola come un torto subito dai territori e dalla popolazione nei propri valori intellettuali, storici, sociali e culturali e avvertendo il senso di una necessaria riparazione ad un&#8217;antica offesa subita;</div>
<div style="text-align: center;">considerato che</div>
<div style="text-align: justify;">quanto fin qui esposto implica, per tutte le forze sociali e politiche, la ineludibile necessità di agire con la massima consapevolezza e responsabilità, al fine di restituire la giusta tutela alla pietas verso i defunti, nonché dignità a resti mortali che per il nostro patrimonio etico, culturale e giuridico sono sacri e inviolabili in quanto ovunque si nasca e si cresca si rimane sempre parte della famiglia umana;</div>
<div style="text-align: center;">IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA</div>
<div style="text-align: justify;">impegna il Presidente e la Giunta regionale a promuovere ogni iniziativa che rientri nelle loro competenze, anche accogliendo e sostenendo moralmente il Comitato No Lombroso, affinché si giunga alla restituzione delle spoglie trattenute nel Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” di Torino ai discendenti o Amministrazioni Comunali di origine che ne avessero fatto richiesta, ovvero, per i resti incogniti, che nessuno può reclamare, accogliere la disponibilità manifestata da don Antonio Loffredo, parroco del Rione Sanità di Napoli, affinché tali resti vengano inumati nel Cimitero delle Fontanelle di Napoli, altresì luogo di asilo dei perduti per eccellenza.</div>
<div>Reggio Calabria  10.5.2012 .</div>
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		<title>Ma se occorre ricominciare da Sud &#8230;&#8230;.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 08:48:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romano Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuoco del Sud]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma se occorre ricominciare da Sud .......Se non cambia modo di pensare e che non si renda, ancora una volta, inconsapevole complice del suo destino. Lino Patruno Michele Ladisa Francesco Romano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/07/Romano-Francesco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5833" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/07/Romano-Francesco.jpg" alt="" width="180" height="127" /></a>di <strong>Romano Francesco</strong></p>
<p><strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli indici, dalla disoccupazione al reddito medio, dalla vivibilità alla delinquenza, dal benessere al malessere portano fior di sociologi ad un solo risultato. Il Sud muore.  Ma non si può essere in sintonia con quanto l’editorialista e  scrittore Lino Patruno scrive sulle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno.<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/07/Patruno.png"><img class="alignright size-full wp-image-5776" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/07/Patruno.png" alt="" width="140" height="140" /></a> No dott. Patruno, non ci arrabbiamo per i treni tolti, non perché non vogliamo, ma perché chi deve farlo (Vendola, il presidente della regione Puglia) non lo fa rendendosi inconsapevole complice con l’amministratore delegato di Trenitalia Moretti per i milioni di euro che concede affinchè i treni vengano in Puglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Non posso essere in sintonia con lei quando si baratta un milione di euro per la propria città con 5 miliardi di euro per le quote latte, non posso essere in sintonia con lei quando i fondi Fas vengono usati come un bancomat dai vari governi succedutisi negli ultimi dieci anni.<span id="more-7811"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non posso essere in sintonia con lei quando la corruzione dilaga in quei luoghi che vuole che l’Italia Meridionale se ne vada da sé. Non posso essere in sintonia col lei quando ottantamila laureati lasciano annualmente il territorio del Sud per diventare mano d’opera a buon mercato in quei territori. Non posso essere in sintonia con lei quando il meridionale è costretto a rivolgersi al parlamentare di turno sul territorio per chiedere un posto di lavoro. Non posso essere in sintonia con lei quando vogliono affidarci un’automobile senza benzina e ci dicono “vai”…… Ma dove dobbiamo andare? Possiamo solo spingere quell’auto. Per farla arrivare dove? E in quanto tempo?<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/auto.jpg"><img class="size-full wp-image-7814 alignleft" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/auto.jpg" alt="" width="220" height="143" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non posso essere in sintonia con lei quando al Sud ci mettono uno contro l’altro. Siamo noi pugliesi che paghiamo l’acqua molto, ma molto di più di altre parti d’Italia solo perché siamo chiamati a ripianare i bilanci delle regioni limitrofe come la Campania e il Molise. Non posso essere in sintonia con lei quando ci concedono l’alta velocità fra Bari e Napoli dicendoci “Fate voi” e il presidente della Regione Campania si chiama fuori perché l’alta velocità serve di più a Bari. Non posso essere in sintonia con lei quando la linea ferroviaria della Calabria è inesistente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/resized_Doganella.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-7815 alignright" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/resized_Doganella-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Non posso essere in sintonia con lei quando la tangenziale di Napoli è l’unica tangenziale, forse in Europa, a pagamento e quando le assicurazioni, obbligatorie per una legge italiana, costano percentuali a due cifre più che in altri posti.</p>
<p style="text-align: justify;">Non posso essere in sintonia con lei quando la nostra produzione agricola viene acquistata a prezzi che non remunerano gli agricoltori e rivendutaci con ricarichi da far rabbrividire.</p>
<p>Non posso essere in sintonia con lei quando l’on. D’Alema, considerando la Lega Nord solo un fenomeno, vede al sud dei sovversivi. E bene che denunci.</p>
<p style="text-align: justify;">Per non parlare della schiera dei politici, falsi meridionalisti, che hanno accettato i voti della Lega Nord sia a destra che a sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si vogliono ascoltare le proposte che vengono fuori da quella movimentazione meridionalista che ella ha raccolto nel suo ultimo<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/06/Fuoco-del-sud-tridimensionale.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-5467 alignleft" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/06/Fuoco-del-sud-tridimensionale-150x150.jpg" alt="" width="90" height="90" /></a> libro &#8220;Fuoco del Sud&#8221; che vuole un Sud unito. Ebbene sì, ma solo indicativamente, in quel territorio che fu lo Stato delle Due Sicilie, che raccoglieva tutte le regioni meridionali. Ma che è stato unito per oltre settecento trentanni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/400px-Bitonto_-_Piazza_26_maggio_1734_-_3^_lapide_Obelisco.jpg"><img class="size-full wp-image-7816 alignright" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/400px-Bitonto_-_Piazza_26_maggio_1734_-_3^_lapide_Obelisco.jpg" alt="" width="86" height="130" /></a>&#8220;Italicam libertatem fundaverit&#8221; è scritto sull&#8217;obelisco di Bitonto. Era dal Sud che partiva l&#8217;unità d&#8217;Italia. E che sia il Sud a proporre l&#8217;unione delle regioni meridionali. L&#8217;unica riforma, costituzionalmente fattibile, veramente strutturale. Ma questo sarebbe una ventata che spazzerebbe un&#8217;infinità di centri di poteri e quindi, difficilmente accettabile da questa politica ormai arroccatasi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dott. Patruno, sto facendo di lei forse il mio capro espiatorio e me ne scuso. Ma vorrei che ogni meridionale capisse che non si va da nessuna parte se non “Cambia la testa”.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non cambia modo di pensare e che non si renda, ancora una volta, inconsapevole complice del suo destino.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>CARO NORD MA DOVE VAI SE IL SUD NON CE L&#8217;HAI?</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 08:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romano Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuoco del Sud]]></category>

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		<description><![CDATA[CARO NORD MA DOVE VAI SE IL SUD NON CE L'HAI? Ma se occorre ricominciare da Sud, anche il Sud deve ricominciare da se stesso. C'è al Sud una prateria di cose da fare (oltre che di cose fatte). Il Sud s'arrabbi di brutto per i treni tolti, ma poi metta in campo al più presto la propria locomotiva. Il futuro è a Sud. Romano Francesco Lino Patruno Michele Ladisa nando dicè]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2010/12/Lino-Patruno-Caricatura3-150x150.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2599" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2010/12/Lino-Patruno-Caricatura3-150x150.jpg" alt="" width="90" height="90" /></a>di <strong>Lino Patruno</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A Ricomincio da Sud. Ci sono almeno tre ragioni per cui se l&#8217;Italia vuol crescere può farlo solo a<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/01/Sud.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-7098" title="Sud" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/01/Sud-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Sud. Prima lo si capisce meglio è. Come meglio è se la si smette quanto prima di considerare il Sud un danno e non una salvezza per tutti. Prima ragione. Non ci vogliono trattati di economia per capire una banalità. Resteremo nell&#8217;incubo di questa crisi se si continua ad andare avanti con un sistema (gli intellettuali dicono &#8220;modello di sviluppo&#8221;) per cui il Nord deve fare da locomotiva e il Sud, se va bene, seguirlo come bagaglio appresso. Il risultato è una crescita dello zero virgola qualcosa, anzi ora andiamo indietro. E&#8217; come se avessi una Porsche e la facessi andare come una Panda. Non solo è uno spreco, ma prima o poi imballi il motore.<span id="more-7800"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/2009-Porsche-911-Carrera-01.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7801" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/2009-Porsche-911-Carrera-01.jpg" alt="" width="172" height="115" /></a>Cara Nord ma dove vai Il Nord dovrebbe crescere al 10 per cento come una Cina per far crescere in media l&#8217;Italia almeno al 3 per cento, quota minima per riprendere a creare lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma oggi solo la Cina è Cina. E poi il Nord è al limite, saturo, sfiatato, non può crescere più di tanto: devi avere anche lo spazio per altri capannoni. Se dai a un riccone altri cento euro, non ti ringrazierà neanche, se li dai a un poveraccio gli hai cambiato la giornata. Riesce a lavorare al Sud un venti per cento in meno rispetto al Nord: se potessero spaccherebbero le pietre. Si dovrebbero cambiare le condizioni, investire al Sud quei soldi destinati al Sud ma invece utilizzati per tante altre cose, dalle multe dei vaccari bergamaschi ai traghetti del lago Maggiore. E i treni, al Sud, si dovrebbe darglieli non toglierglieli.</p>
<p style="text-align: justify;">Seconda ragione (per cui bisognerebbe ricominciare da Sud). La conferma viene proprio in questi giorni dalla Banca d&#8217;Italia, non da qualche irriducibile terrone mezzo piagnone mezzo cialtrone. Nel Paese che i signorini dalle mani sporche della Lega Nord vogliono tagliare in due, se non ci fosse il Sud che acquista non ci sarebbe il Nord che vende. Altro che secessione, altro che ce ne andiamo per conto nostro: dove vanno?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/manisporche_interna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7802" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/manisporche_interna.jpg" alt="" width="90" height="125" /></a>L&#8217;integrazione fra le due Italie è tale che dovrebbe far ricredere anche il Luca Ricolfi del &#8220;Sacco&#8221; (saccheggio) del Nord. Insomma la bibbia che il Salvini sbandiera sempre come dimostrazione del Sud parassita. La Banca d&#8217;Italia dice che è vero che ogni anno 50 mila miliardi di tasse del Nord vengono spesi anche nel resto del Paese. Ma è vero pure che ritornano con gli interessi (oltre 60 miliardi) in acquisto di prodotti del Nord da parte del Sud. E aumentano ancòra se ci aggiungiamo, mettiamo, i ricoveri di meridionali al Nord (pagati dalle Regioni del Sud). E se ci aggiungiamo i giovani meridionali che vanno a lavorare al Nord ma la cui istruzione l&#8217;hanno pagata i loro genitori al Sud (a parte le tasse che versano lì).</p>
<p style="text-align: justify;">Questi conticini li aveva già fatti da tempo Paolo Savona, economista, ex ministro, banchiere. Ma chi volete che gli desse retta visto<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Euro-1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-7803" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Euro-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> che smentiva un pregiudizio sul Sud? Piagnone anche lui. Così si scopre anche (Luca Bianchi direttore della Svimez) che un quarto della ricchezza annuale della Lombardia proviene dalle vendite al Sud. Ma invece che di Sud creditore si continua a parlare di Sud debitore. E invece che, magari, di &#8220;Sacco&#8221; del Sud, si continua a parlare di &#8220;Sacco&#8221; del Nord. Si è meridionali anche nei sacchi. Senza dimenticare la ciliegina che, nonostante tutto, la spesa dello Stato è maggiore al Nord che sta meglio rispetto al Sud che sta peggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma c&#8217;è la terza ragione (per cui bisognerebbe ricominciare da Sud). Buona parte dell&#8217;attuale crisi del Nord è dovuta al fatto che è in crisi anche il Sud che compra meno. E che se dalla crisi si esce solo col rilancio dei consumi (e quindi della produzione, del lavoro ecc. ecc.), o il Sud si muove o la barca affonda. Il Nord dipende dal Sud, una bestemmia. E&#8217; sbagliato allora non solo il sopraddetto &#8220;modello di sviluppo&#8221; della locomotiva, ma anche quello conseguente del Nord che vende e del Sud che acquista. Pensiamo a cosa avverrebbe se tutti i Nicola Cassano e le Carmela Palumbo del Sud decidessero un giorno il CompraSud, acquistare solo prodotti meridionali (e ce ne sono): il panico.</p>
<p style="text-align: justify;">Conclusione: nessun Paese può reggersi su un Nord e su un Sud come in Italia. Nessun Paese almeno che voglia restare fra i primi dieci al mondo. Né si può tenere inutilizzato mezzo motore senza perdere velocità, anzi bruciando la testata. E con l&#8217;aggiunta che un altro &#8220;modello di sviluppo&#8221; (rieccolo) converrebbe anche al Nord perché la crescita del Sud lo farebbe sfiatare meno. Tranne che -non si voglia lasciare tutto così perché fa comodo: la chiamiamo sottomissione?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/03/Copia-di-Confederazione-1.jpg"><img class="size-full wp-image-7413 alignleft" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/03/Copia-di-Confederazione-1.jpg" alt="" width="57" height="57" /></a>Ma se occorre ricominciare da Sud, anche il Sud deve ricominciare da se stesso. C&#8217;è al Sud una prateria di cose da fare (oltre che di cose fatte). Il Sud s&#8217;arrabbi di brutto per i treni tolti, ma poi metta in campo al più presto la propria locomotiva. Il futuro è a Sud.</p>
<p>Da <strong>La Gazzetta del Mezzogiorno </strong>del 4 maggio 2012</p>
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		<title>Grillo imputato a Bari per diffamazione</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 16:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romano Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bari]]></category>

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		<description><![CDATA[Grillo imputato a Bari per diffamazione
BARI – Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, è imputato a Bari per diffamazione nei confronti della deputata barese del Pd Cinzia Capano: nei suoi confronti la procura ha infatti chiesto il rinvio a giudizio in relazione ad una denuncia presentata dalla parlamentare.

Il 9 giugno 2011 Grillo, nella trasmissione 'AnnoZerò su Rai Due, accusò Capano per l’assenza in aula, insieme con altri 12 deputati, in occasione del voto parlamentare del 16 marzo sulla mozione per 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/03/Bari.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7471" title="Bari" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/03/Bari-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>BARI – Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, è imputato a Bari per diffamazione nei confronti della deputata barese del Pd Cinzia Capano: nei suoi confronti la procura ha infatti chiesto il rinvio a giudizio in relazione ad una denuncia presentata dalla parlamentare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 9 giugno 2011 Grillo, nella trasmissione &#8216;AnnoZerò su Rai Due, accusò Capano per<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Beppe-Grillo.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-7798 alignright" title="Beppe Grillo" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/05/Beppe-Grillo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> l’assenza in aula, insieme con altri 12 deputati, in occasione del voto parlamentare del 16 marzo sulla mozione per accorpare il voto sul referendum a quello amministrativo. Per un solo voto – disse Grillo – il voto sul referendum non era stato accorpato alle elezioni amministrative: a giudizio del leader del Movimento 5 stelle, ciascuno dei 13 deputati assenti avrebbe dovuto dare “un tredicesimo dei 320 milioni” che sarebbe costato il mancato accorpamento. <span id="more-7797"></span>La deputata barese reagì presentando una querela alla procura di Bari nella quale affermava che nel giorno della votazione era stata ricoverata d’urgenza al San Giovanni di Roma per un malore.</p>
<p style="text-align: justify;">da: <strong>La Gazzetta del Mezzogiorno </strong>del 2 maggio 2012</p>
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		<title>Spending review</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 15:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romano Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[La confederazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Spending review
Traducendo dall’inglese significa “revisione della spesa”. È quello che sta tentando il nostro presidente del consiglio Mario Monti. In pratica si vedranno i vari capitoli di spesa dello Stato tagliando, si spera, il superfluo ovvero razionalizzando.

Ma, udite udite, per razionalizzare o risparmiare la spesa si pensa di incaricare un altro bravissimo tecnico affinchè affianchi il ministro dei rapporti con il parlamento Piero Giarda.

E fra i tanti si pensa di affidare l’incarico a Enrico Bondi, bravo per essersi conquistato il titolo di risanatore di aziende.Non sappiamo quale sarà il suo compenso, riteniamo contenuto visto i mala tempora currunt. Ma l’attenzione la poniamo sul fatto questa gente viene elevata quasi agli onori degli altari solo perché, con denaro pubblico, salvano le aziende scorporandole in, mi sia permesso, “bad company” e dotandole di tutti i debiti. Mentre la parte buona è pronta per la vendita a privati. 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/12/Francesco-Romano-11.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6942" title="Francesco A. Romano" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/12/Francesco-Romano-11-150x150.jpg" alt="" width="90" height="90" /></a></strong></p>
<p>di <strong>Romano Francesco</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Traducendo dall’inglese significa “revisione della spesa”. È quello che sta tentando il nostro <img id="rg_hi" class="alignright" title="Enrico Bondi" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRR2rcCFvOr6GiKpisx3hsZH1MKuWBU7Ag11RRI1xvFSfpVzGEi" alt="" width="193" height="261" />presidente del consiglio Mario Monti. In pratica si vedranno i vari capitoli di spesa dello Stato tagliando, si spera, il superfluo ovvero razionalizzando.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, udite udite, per razionalizzare o risparmiare la spesa si pensa di incaricare un altro bravissimo tecnico affinchè affianchi il ministro dei rapporti con il parlamento Piero Giarda.</p>
<p style="text-align: justify;">E fra i tanti si pensa di affidare l’incarico a Enrico Bondi, bravo per essersi conquistato il titolo di risanatore di aziende.Non sappiamo quale sarà il suo compenso, riteniamo contenuto visto i mala tempora currunt. Ma l’attenzione la poniamo sul fatto questa gente viene elevata quasi agli onori degli altari solo perché, con denaro pubblico, salvano le aziende scorporandole in, mi sia permesso, “bad company” e dotandole di tutti i debiti. Mentre la parte buona è pronta per la vendita a privati. <span id="more-7789"></span>Ma sì, che c’interessa dei piccoli risparmiatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma per fare questo gli si fa una legge apposita, intervenendo, in via d’urgenza, con il d.l. 23 dicembre 2003, n. 347, recante “Misure urgenti per la ristrutturazione industriale di grandi imprese in stato di insolvenza”, denominato “decreto Parmalat”, e convertito, con significative modificazioni, nella l. 18 febbraio 2004, n. 39.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma si, è giusto che venga salvata un’azienda di eccellenza (sic) come la Parmalat, bisogna salvaguardare l’occupazione e la sua storia. Quasi contemporaneamente il gruppo Ferri con i suoi “Magazzini Ferri” che dava al sud un’occupazione di 5.000 unità è stata lasciata fallire. Ma sì, che se ne importa. Al sud non va salvaguardata l’occupazione. Loro sono brutti sporchi e cattivi. E poi non si sanno amministrare. Meglio che spariscano.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche mio nonno, buon’amina, sarebbe stato capace di salvare, non una, ma cento aziende. Bastava che si facesse fare, caso per caso, una legge ad hoc.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma noi siamo con il presidente Monti e gli consigliamo il modo di fare veramente una revisione dei costi. Ma non semplici risparmi, ma riforme strutturali. Ci viene dalla BCE, la Banca Centrale Europea, il consiglio di rivedere il numero delle province, magari razionalizzandole con l’accorpamento. Ma contemporaneamente alle province suggeriamo di accorpare le regioni, almeno quelle meridionali. Chiamiamola <strong>MACROREGIONE MERIDIONALE</strong> intendendo come quella vasta area geografica risultante dall’accorpamento delle attuali regioni Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attuazione avverrebbe sotto forma di riforma costituzionale attuando quanto previsto dall’art. 132 dell’ancora vigente carta.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la macroregione meridionale abbiamo già eliminato, senza colpo ferire, ben sette consigli regionali per nominarne uno solo. I costi della politica diminuiscono drasticamente. Da intendersi gli stipendi a circa quattrocento consiglieri con annessi e connessi e non ultimo anche la buonuscita e il vitalizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo anche considerare le auto blu e una migliore organizzazione del personale?</p>
<p>E tutto questo danaro potrebbe essere impiegato nella crescita del mezzogiorno per dotarlo di quelle infrastrutture carenti ormai da 150 anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Restiamo</strong> in attesa degli eventi della crisi e degli scombussolamenti che verranno in questa Europa che diventerà, viepiù, un’Europa delle Regioni e dei popoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimanere in Italia e per l’Italia, ma con dignità e attenzione dovuta a questo sud martoriato da sempre. Ognuno di noi costituisce un punto avanzato nel processo di formazione della coscienza, nel popolo. Poiché siamo un popolo. Uno dei tanti popoli, ma comunque quello che ha la responsabilità di questa Terra e con essa di sé stesso e della sua storia, scritta e da scrivere. Il disastro maggiore dei 150 anni di dominazione totale del territorio Duosiciliano, è stato l’ingannevole sconvolgimento delle coscienze incuneando in queste l’essere “italiano” e annientando, senza nulla conservare, la consapevolezza d’essere stati un grande popolo, quello duosiciliano.</p>
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		<title>Il cambiamento è nella mentalità, il volto viene dopo</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 14:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romano Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cambiamento è nella mentalità, il volto viene dopo
L'analisi sulla situazione locale e nazionale
(situazione politica da Roma a Bitonto)

di Marino Pagano


Ogni tanto ha davvero ragione il presidente Napolitano.
T’arriva l’assenso quando lo ascolti declamare le virtù della politica (che non scriviamo in maiuscolo perché non ne concepiamo un’altra) contro le 
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			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">L&#8217;analisi sulla situazione locale e nazionale</h2>
<p style="text-align: center;">(situazione politica da Roma a Bitonto)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/04/Marino-Pagano.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7785" title="Marino Pagano" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/04/Marino-Pagano-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Marino Pagano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/04/Marino-Pagano.jpg"></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni tanto ha davvero ragione il presidente Napolitano.<br />
T’arriva l’assenso quando lo ascolti declamare le virtù della politica (che non scriviamo in<img id="rg_hi" class="alignright" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSg9GDBFomFhWd0aMcz3vW1tAMP5XHB-cigEn7EnYyRa_TPAqBt" alt="" width="275" height="183" /> maiuscolo perché non ne concepiamo un’altra) contro le maldicenti prevaricazioni dei profeti dell’antipolitica. Ed è vero.<br />
Guglielmo Giannini e Beppe Grillo pari sono, ha inteso dire inquieto l’inquilino del Quirinale. E noi siamo con lui.<strong>Però, miseriaccia, pure la politica (quella dei politicanti), se c’è, batta un colpo.</strong><br />
Mica possiamo continuare col sempiterno e sterile culto delle istituzioni e dei principi repubblicani. Urgono dei segni.<br />
Serve percepire un reale momento di responsabilità.<br />
Toh: parola chiave. <strong>Responsabilità.<span id="more-7784"></span></strong></p>
<p><em>Ma voi dove la vedete la responsabilità di una classe dirigente? Dove le reali intenzioni di cambiar passo? Dove la tabula rasa col passato?<br />
Ad occhio e croce, anche secondo l’etimo, il responsabile è colui che risponde. Non ai quiz. Né risponde nel senso deprecato da Voltaire (“Un uomo si stima per le sue domande, non per le sue riposte”).</em></p>
<p style="text-align: justify;">Risponde ad una consegna di fiducia. Egli serve una comunità, consegnatagli in maniera sacra, senza che se ne serva a sua volta.<br />
E davvero qui non c’entra la zotica retorica berlusconiana del “fare”.<br />
È un qualcosa di più: <strong>il responsabile non chiude occhio per la sua gente e non sa più cosa sia la quiete per il compito che solennemente lo mette alla prova. Appena si è investiti di una carica pubblica, si dovrebbe cogliere un effetto dirimente persino nella (sulla: quasi a subire, patire) propria esperienza biografica. Io da oggi non sono più solo io: sono tutti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E invece, a livello nazionale, ma anche locale: dov’è la responsabilità?<br />
Hanno chiamato Monti, hanno defenestrato Valla: ma davvero credete l’abbiano fatto per senso di responsabilità? Dubitiamo, dubitiamo.<br />
È stato semplicemente, a Roma come a Bitonto, <strong>un non poterci e volerci più mettere la faccia: che è proprio il contrario della responsabilità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’accettazione di una misura colma come spunto per la fuga. L’ammissione di un fallimento, salvo poi gloriarsi del “tanto fatto” durante l’esperienza di governo (che se era così buona, figlio mio, ex assessore mio, perché esaurirla per eutanasia?). E Monti a Roma a passare per il cattivo (che in parte è, per carità). Dov’è, allora, la serietà di una politica che, nel momento in cui c’è Dracula a succhiarci tutto, non provvede ad un credibile piano di riforme dettato dal coraggio, dalla presa di responsabilità (aridaglie…) come Iddio comanda?</p>
<p style="text-align: justify;">E invece nulla. Siamo ancora ai rissosi polli di Renzo. Senza futuro, senza spina dorsale. <strong>Come non capire che c’è un Paese incazzato nero, infuriato e sdegnato? Come manifestare più radicalmente la propria distanza dall’Italia non profonda ma superficialmente emergente persino dopo una chiacchierata al bar? Siamo di fronte ad una politica che non si mette in discussione, che non si esamina. Che logora il Paese dopo aver logorato se stessa. Ed ecco il frinire del Grillo. Come biasimarlo, a ‘sto punto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma torniamo a Bitonto e arriviamo ad un’altra parola chiave: <strong>mentalità.</strong><br />
Perché la politica oggi sia responsabile e risponda seriamente al compito che dovrebbe assolvere è necessario che si rimetta in gioco.<br />
Ma per far tutto ciò occorre il cambio di mentalità.<br />
È questa che deve cambiare: non i nomi, non i volti, non le età.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Uno può anche essere sconosciuto al mondo dei partiti, può anche avere una faccia ignota al largo pubblico, così come può anche essere giovane.<br />
Ma se non realizza attraverso sé un effettivo, affidabile, coerente mutamento della mentalità media del posto in cui vive, siamo al punto zero.</em><br />
Ovviamente non può ridursi tutto ad un fatto noetico o intellettuale.<br />
Ma si è vista l’era Valla ed è miseramente calata la notte su quell’alba.</p>
<p style="text-align: justify;">Sin da subito s’avvertì come il presunto nuovo fosse, negli usi e nei costumi, più vecchio di ciò che c’era prima (anche perché in gran parte di là veniva).<br />
Eppure, adesso ancora s’ama insistere (chi negli evocativi slogan, chi attraverso il proprio profilo biografico) sul nuovo, sul nuovismo.<br />
Bene. Ma nuova, diversa, di rottura assoluta col passato, deve essere la mentalità politica che c’è dietro la scelta. Tutto passa attraverso ciò.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci spieghiamo. <strong>Come decidere gli assessori? Come attribuire gli incarichi? Nelle mani di chi affidare (e non banalmente delegare perché alla fine responsabili lo siamo tutti, questo è bene sottolinearlo) la crescita della città?<br />
In base a quali criteri scegliere un progetto tecnico piuttosto che un altro?<br />
Saremo mai capaci di amare Bitonto oltre la bitontinità e le nostre famiglie oltre il familismo? E la politica che si dice nuova saprà essere altra e aliena da ogni forma, anche la più lontana, di nepotismo, favoritismo, clientelismo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dice: non vinci se non hai dietro i grandi elettori e gli sponsor.<br />
In parte vero, chissà. Ma la città esige la libertà assoluta di condizionamenti da parte degli eletti: non ci sia alcun vincolo sulle spalle della politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Compromessi, zone d’ombra, grandi vecchi: no, no e ancora no.<br />
E invece alcuni atteggiamenti che si colgono nell’aria, un certo movimentismo baldanzoso e alla mammasantissima di svariati candidati al Consiglio comunale, al di là delle belle promesse dai palchi, non ci sembra stiano andando in questa direzione. Semplici mele marce? Questa facile risposta (ecco!) non sarebbe responsabile, ma eludente e deludente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo, dunque. È vero che le parole in politica, se vere e pensate, possono essere persino tutto. Pensiamo anche alla vita, all’amore.<br />
Quest’ultimo può sembrare solo una parola. Cinque lettere che muovono il mondo, però. Ma solo perché poi esso incontra quattro gambe e due cuori.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora anche nuovo è una parola. Ma per diventare fatto, per incontrare autenticamente le centoventimila gambe e i sessantamila cuori dei bitontini, il nuovo dovrà abbracciare la responsabilità, figlia a sua volta di un sincero cambio di mentalità. Responsabilità e mentalità: ci permettiamo di ricordarvelo, cari amici politici, cari candidati sindaco.<br />
Vi proponiamo queste due parole. <strong>Col contributo della città, ma nelle vostre mani e nel vostro impegno quotidiano, potranno diventare fatti.<br />
Solo allora saranno parole vere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">da: <a href="http://www.bitontolive.it//news/Politica/185093/news.aspx#main=articolo">http://www.bitontolive.it//news/Politica/185093/news.aspx#main=articolo</a></p>
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		<title>La strada del successo è sempre in costruzione</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 21:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romano Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[La confederazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La strada del successo è sempre in costruzione
La domanda più ricorrente che ci viene posta è: “In sostanza cosa volete proporre per Bitonto, possiamo continuare a parlare di questione meridionale ore ed ore...pensiamo al futuro dei figli.”

Prima di venire a proporre qualcosa per Bitonto
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { color: #0000ff } --></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/12/Francesco-Romano-11.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6942" title="Francesco A. Romano" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/12/Francesco-Romano-11-150x150.jpg" alt="" width="90" height="90" /></a>di <strong>Romano Francesco</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><br />
<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/04/terrone1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7778" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/04/terrone1.jpg" alt="" width="299" height="238" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La domanda più ricorrente che ci viene posta è: “<strong>In sostanza cosa volete proporre per Bitonto, possiamo continuare a parlare di questione meridionale ore ed ore&#8230;pensiamo al futuro dei figli.</strong>”</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di venire a proporre qualcosa per Bitonto, a cui non mi sottraggo, sono io che faccio una domanda, non perché voglia una risposta ma per indurre tutti a una riflessione. <em>Perché il Meridione non è diventato ricco? E più specificatamente, perché il divario non è diminuito, anzi in questi ultimi anni è aumentato?</em> E’ qui che sta tutta la questione meridionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzi tutto iniziamo a interpellarci con il nome proprio che ci viene dalla terra e dalla storia, cioè Terroni per iniziare una vera e propria riscossa.<span id="more-7777"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Le risposte sono molte e complesse e conducono indietro nel tempo, in particolare al percorso che dall’Unità conduce ai nostri giorni, alla storia di “ tutta la legislazione economica dall’Unità in poi, sempre ispirata dalla parte più forte del paese e asservita ai suoi interessi”ed al costituirsi di un “patto tra i produttori del Nord e l’apparato politico- amministrativo del Sud”; cioè del meccanismo fatto proprio dal partito nazionale) che sorregge il “ ceto burocratico- intermediario” e la sua cultura ascara, trasformista, clientelare che soffoca la vita del paese meridionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un secondo punto, altrettanto centrale nel discorso riguarda le condizioni per uscire da tale stato di cose ( o, più propriamente, dalla “trappola” in cui il Sud è caduto e si è cacciato con lo Stato nazionale italiano, denominato anche, ingannevolmente, con il termine Unità, imposto come suo equivalente).</p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo ignorare le dotazioni di cui gode il Meridione ( in particolare la Puglia) che tra l’altro “è sempre tra le aree più sviluppate al mondo”, alla mancanza nel Sud di una capacità di autogoverno “.</p>
<p style="text-align: justify;">Punto decisivo e dolente questo, e che tuttavia va affrontato in modo più diretto: individuando che cosa nel meccanismo di questo paese ha impedito ed impedisce al Sud di maturare la volontà e, quindi, la capacità di autogoverno.</p>
<p style="text-align: justify;">Iniziamo con un atto di orgoglio e di fiducia, un’esortazione ad affrontare il rischio del mare aperto, l’unica cosa che può salvarci; al necessario ardimento, sostanziato da un’accurata lettura delle carte nautiche, per trasformare, come ammoniva Guicciardini, “gli stati di difficoltà in occasioni “.</p>
<p style="text-align: justify;">Veniamo ora a Bitonto. Questa è la prima dichiarazione del candidato sindaco Agostino Abbaticchio: “<strong>Potrà sembrare una piccola cosa, ma il primo atto che proporrò al nuovo consiglio comunale sarà quello della pulizia e  valorizzazione dell’obelisco  carolino, fatto innalzare da Carlo III di Borbone, in Piazza 26 maggio 1734. E’ un monumento simbolico, un biglietto da visita per la città, che potrà attirare anche i turisti provenienti dal porto di Bari, il cui collegamento con Bitonto va incentivato”</strong>. L’intero articolo lo si potrà leggere qui: <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ondadelsud.it/?p=7449">http://www.ondadelsud.it/?p=7449</a></span></span> .</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/04/553178_249420571822248_216593211771651_461463_1337681450_n1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7732" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/04/553178_249420571822248_216593211771651_461463_1337681450_n1.jpg" alt="" width="242" height="346" /></a>E’ questo un primo atto per aiutarci, da soli, alla tanto decantata crescita ormai arrivata anche nelle grandi capitali europee.</p>
<p style="text-align: justify;">Un secondo atto è incrementare l’edilizia mettendo insieme quelle forze imprenditoriali per lo sviluppo e la edificazione in collaborazione con il Comune. Offrire quindi la facoltà di sviluppare progetti integrando edilizia residenziale con edilizia agevolata ed edilizia pubblica, quest’ultima a costo zero per la comunità..</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro atto è quello di recuperare il centro storico ristrutturando l’esistente ed agevolando l’apertura di botteghe artigiane e commerciali per la vendita di prodotti locali.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra azione da sviluppare è mettere insieme proprietari terrieri e contadini per lo sviluppo dei prodotti locali con la richiesta di riconoscimento. Non è più possibile ascoltare che ci sia “Il Prosciutto di Parma” e non “L’olio di Bitonto”.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste e tante altre proposte sono all’attenzione della Confederazione Duosiciliana che ha individuato in Agostino Abbaticchio la migliore espressione locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cui proviamoci e piantiamo il nostro albero. Creiamo le condizioni, prima di tutto all’interno di noi, e il luogo perché l’albero attecchisca e cresca e dia frutti nutrienti per noi e per gli altri popoli con cui dividiamo le sorti del piccolo pianeta Terra, madre di tutti i Terroni.</p>
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		<title>Prospettive del neomeridionalismo</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 10:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ladisa Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>

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		<description><![CDATA[Prospettive del neomeridionalismo 
Gli interventi di Antonio dell'Omo e Michele Ladisa a confronto

di Antonio Dell'Omo
L’anno trascorso ha visto un fermento di attività meridionaliste, tanto culturali che politiche. Il merito è stato di imporre alla coscienza nazionale il sacrificio, per non dire il martirio, a cui furono sottoposte le genti del Regno Duosiciliano. Le menzogne di 150 anni sono state fugate e nessuno più potrà tornare a tentare di riproporle. 

La cultura meridionalista ha espletato sino in fondo il proprio compito, imponendo quella nazionale a prenderne atto e, in qualche caso, a recitare il “mea culpa”. Di questo possiamo esserne fieri, e non può essere sottovalutato il ruolo dei vari movimenti meridionalisti che ne hanno rappresentato un significativo supporto.

Mentre, sul piano culturale, l’obiettivo è stato raggiunto, su quello politico le cose sono andate diversamente. Giova sottolineare che la cultura da una profondità di giudizio sulla Storia, mentre la politica ne sostiene le ragioni nell’attualità.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Gli interventi di Antonio dell&#8217;Omo e Michele Ladisa a confronto</h3>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/06/DellOmo-e1309332348382.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5164" title="Antonio Dell'Omo" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/06/DellOmo-e1309332348382.jpg" alt="" width="136" height="119" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’anno trascorso ha visto un fermento di attività meridionaliste, tanto culturali che<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/04/DSC03557.jpg"><img class="size-medium wp-image-7696 alignright" title="Michele Ladisa" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/04/DSC03557-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a> politiche. Il merito è stato di imporre alla coscienza nazionale il sacrificio, per non dire il martirio, a cui furono sottoposte le genti del Regno Duosiciliano. Le menzogne di 150 anni sono state fugate e nessuno più potrà tornare a tentare di riproporle.</p>
<p style="text-align: justify;">La cultura meridionalista ha espletato sino in fondo il proprio compito, imponendo quella nazionale a prenderne atto e, in qualche caso, a recitare il “mea culpa”. Di questo possiamo esserne fieri, e non può essere sottovalutato il ruolo dei vari movimenti meridionalisti che ne hanno rappresentato un significativo supporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre, sul piano culturale, l’obiettivo è stato raggiunto, su quello politico le cose sono andate diversamente. Giova sottolineare che la cultura da una profondità di giudizio sulla Storia, mentre la politica ne sostiene le ragioni nell’attualità.<span id="more-7775"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Si era detto che l’anno magico trascorso, poteva e doveva essere l’occasione dell’indispensabile compattamento dei movimenti, superato il quale anno, tutto sarebbe stato più difficile. L’incalzare degli eventi di una crisi senza precedenti ha spostato, di fatto, l’interesse generale altrove, anche al Sud. Un interesse che, peraltro, si limita alla registrazione di una sofferenza crescente, a cui non si riesce a dare reattività e contenuti attivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Individualismo e scetticismo sono stati gli agenti negativi a cui si è saputo contrapporre soltanto rivendicazioni storiche e sentimentalismo. Si sono riaffacciate le ataviche remore. Non che siano mancati tentativi e realizzazioni, sia politiche che socio-economiche. L’aggregazione della Confederazione Duosiciliana e l’iniziativa di un sindaco calabrese, nonché generose attività di gruppi, lo testimoniano. Purtroppo non sono state sufficienti a risvegliare una volontà collettiva alla partecipazione, se non pure alla legittima rivolta. La stessa realizzazione di una candidatura a sindaco e una lista duo siciliana a Bitonto, fermo restando il merito di chi la partecipa e di chi l’ha organizzata, appare come la fatidica mosca bianca.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si aggiunge la misera fine della Lega Nord, che rappresentava pur sempre una sorta di vivacità polemica, il quadro si completa e non è per niente esaltante. Così come si è sviluppato il meridionalismo sul piano politico, bisogna avere il coraggio di dire che, nel suo complesso, non ha sortito gli effetti che si era proposto.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto va adottata una diversa strategia e obiettivi concreti, capaci di aprire nuove prospettive.</p>
<p style="text-align: justify;">La proliferazione di gruppi e gruppetti in ogni parte d’Italia, fa temere una parcellizzazione a tutto vantaggio del sistema politico imperante. In assenza di forze politico-elettorali significative ed ad esso alternative, saranno costoro, con larvali operazioni di belletto, ad ingannare ancora una volta questi italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, che fare?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/03/leganord.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3924" title="leganord" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2011/03/leganord-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Uno dei due presupposti necessari, risulta più volte conclamato, ovvero, l’abbandono delle contrapposizioni ideologiche del secolo scorso. Esse sono state e restano un ottimo strumento della partitocrazia. Chi continuasse a indugiare e ad indulgere in queste follie, si renderebbe di fatto, corresponsabile della loro permanenza. Ma a questa necessaria condizione, si deve aggiungere e sovrapporre la positiva volontà creativa di un nuovo tipo di cittadino, le cui caratteristiche ci sono e basta risvegliarle. Per economia di esposizione, sarà bene trattarne in altra sede.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo presupposto attiene all’accettazione, all’approfondimento e allo sviluppo teso ad una architettura federale dello Stato italiano. In esso può avere spazio la macro-regione meridionale, alla quale abbiamo sempre puntato. Per di più, la Lega, a seguito degli ultimi eventi, sgombra il campo da un federalismo becero, bottegaio e antimeridionale, facendo spazio ad un federalismo equilibrato e rispettoso di ogni territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">In termini concreti, atteso che le prossime elezioni politiche è ben difficile che vadano oltre l’ottobre prossimo, si rende indispensabile l’intesa massima possibile con formazioni politiche di livello nazionale, che accettino l’assetto federale dello Stato. Il progetto deve esprimersi in una Confederazione nazionale, in cui ciascun movimento o confederazione macro-regionale, conservi la propria identità.</p>
<p style="text-align: justify;">Dai sondaggi sino a questo momento esperiti, questo tipo di intesa risulta possibile e sulla scorta di tre punti programmatici: assetto federale dello Stato italiano; uscita dall’Euro e dall’Europa; riaffermazione della Sovranità politica, economica, monetaria e civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si riuscirà a concludere significative intese, entro e non oltre i prossimi due mesi, potremmo tentare di dare un diverso volto a questo Paese e, soprattutto, tutta la dignità e il rispetto che l’ex Regno Duosiciliano merita. Altrimenti avremmo sancito per altri anni una condizione di precarietà e di sudditanza in ogni nostro ambito. La legge elettorale, quale che sarà, farà di tutto per tener fuori i veri e fieri antagonisti e sarà ben felice di annoverare tra loro guitti e ballerine per assorbire una protesta senza sbocco e senza prospettive.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Antonio Dell&#8217;Omo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: center;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Il neomeridionalismo dei tempi correnti,  per intenderci quello politico e non più salottiero e di enunciazione di<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/03/Copia-di-Confederazione-1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-7413 alignright" title="Confederazione Duosiciliana" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/03/Copia-di-Confederazione-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> principi, appare una barca in navigazione in un mare burrascoso, con a bordo solo  timonieri tutti detentori della rotta salvatrice.</p>
<p style="text-align: justify;">Perennemente con l’acqua alla gola e l’incombente pericolo di morte, questo neomeridionalismo spesso è approdato su vari lidi, mai sulla sponda giusta.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono ormai decenni che ci dimeniamo in questa paradossale situazione che ci ha sbarcati ovunque, ai Lombardo, alla Poli Bortone, ad alleanze ibride coi partiti. Insomma ne abbiamo combinate di tutti i colori. D’accordo, in buona fede, ma tutti inconfutabilmente errori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora si sostiene che il 150° è alle spalle e non si è colta l’occasione per far esplodere la “questione”. Fuori dall’attenzione dei mass media nessuno ne parla più e perciò il meridionalismo va messo sott’aceto, in conserva.  Per questo, si afferma,  è giusto fare l’ennesimo salto, d’inventarne un’altra delle nostre, rimescolando le carte,  riconsiderandone le posizioni,  rivalutandone l’insieme delle cose estese al piano italnazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Interpretazione sbagliata ? Forse. Ma nei fatti si chiede di accantonare se non proprio rinunciare a quanto di positivo costruito in pochi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">E in questi pochi mesi “abbiamo” dovuto resistere al canto delle sirene degli “indignati nazionali ed esteri”, poi all’abbaglio dei siculi forconi, e perché no, alle urla FERT  dei generali  Pappalardo di turno, fino alle fantatentazioni del Grillo parlante.   </p>
<p style="text-align: justify;">Appena neonata , in molti chiedono che la Confederazione vada a fare il servizio di leva perché già maggiorenne. La Confederazione è riuscita a presentare la lista elettorale a Bitonto. Fatto importante ma contestualmente inutile quisquilia.  Chi ve l’ha fatto fare ? S’intende dire.</p>
<p style="text-align: justify;">Si perde inutile e prezioso tempo e quello che invece serve è presentarsi alle imminenti politiche. Ma per amor di Dio non certamente per il soccombente ideale meridionalista, ma per altro e con altri che con il meridionalismo non hanno nulla a che fare. Insomma, l’ennesima tentazione del diavolo che questa volta si chiama aggregazione “orgogliosa &amp; coraggiosa” di chissà chi e di chissà perché.</p>
<p style="text-align: justify;">La Confederazione di Italia Prima, di Insorgenza Civile, dei Comitati Due Sicilie e del Movimento Meridionale ha tracciato una linea ben precisa e abbastanza chiara. O si ha la forza di presentarsi alle elezioni con tanto di  simbolo e con tanto di propri candidati o non se ne fa nulla. E questo aldilà di ogni possibile risultato, consci, finalmente consci che la battaglia per la nostra Terra Duosiciliana è appena cominciata e che di questa Nazione così com’è, ce ne sbatte ben poco.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questa strategia non vi saranno santi in paradiso in grado di cambiarla ma se malauguratamente dovesse accadere, si commetterebbe l’ultimo inglorioso errore. E allora sì che sarebbe finita.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto ci riguarda abbiamo fatto una scelta con pochissime o inesistenti possibilità di ripensamento:  stenderemo i piedi da Confederati, da Insorgenti, da Neomeridionalisti e soprattutto da Duosiciliani.</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;"> di <strong>Michele Ladisa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">    </p>
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		<title>LA PAGINETTA CHE MANCA PER RIMETTERCI IN MOTO</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 07:27:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romano Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuoco del Sud]]></category>

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		<description><![CDATA[Metti che tu sia il responsabile di un'azienda in crisi. Cosa fai per rimediare? Senza indebolire i prodotti che vanno, cerchi di rafforzare quelli che non vanno. Cioè cerchi di partire dai punti deboli.

Ma l'Italia no. Ha l'economia del Nord già ampiamente sopra la media nazionale, anzi a volte sopra la inedia europea: non può fare di più, è sfiatata nonostante tutti i vantaggi di cui ha goduto e che ne hanno spinto il successo insieme alle sue grandi capacità. Spesso non ne ha addirittura gli spazi, se non vuole continuare a piantare capannoni violando la natura che alla prima pioggia si vendica. Poi vai al Sud e vedi quanto si può fare. Un qualsiasi Paese intelligente direbbe: puntiamo tutto qui. Terre vergini come la corsa verso il West che ha fatto grande l'America. Lino Patruno Francesco Romano Michele Ladisa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Lino Patruno</p>
<p><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2010/12/Lino-Patruno-Caricatura3-150x150.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2599" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2010/12/Lino-Patruno-Caricatura3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Metti che tu sia il responsabile di un&#8217;azienda in crisi. Cosa fai per rimediare? Senza indebolire i prodotti che vanno, cerchi di rafforzare quelli che non vanno. Cioè cerchi di partire dai punti deboli.</p>
<p style="text-align: justify">Ma l&#8217;Italia no. Ha l&#8217;economia del Nord già ampiamente sopra la media nazionale, anzi a volte sopra la inedia europea: non può fare di più, è sfiatata nonostante tutti i vantaggi di cui ha goduto e che ne hanno spinto il successo insieme alle sue grandi capacità. Spesso non ne ha addirittura gli spazi, se non vuole continuare a piantare capannoni violando la natura che alla prima pioggia si vendica. Poi vai al Sud e vedi quanto si può fare. Un qualsiasi Paese intelligente direbbe: puntiamo tutto qui. Terre vergini come la corsa verso il West che ha fatto grande l&#8217;America.<span id="more-7766"></span></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/04/statistica.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7767" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/04/statistica.jpg" alt="" width="180" height="130" /></a>C’è un dato sul Sud che la dice lunga. E&#8217; il tasso di occupazione: le persone che lavorano rispetto alla popolazione complessiva. Al Sud il venti per cento in meno rispetto al Nord. E non perché preferiscano squagliarsi al sole. Ma perché si priva ancòra il Sud dei mezzi per favorire la produzione e il lavoro. Così il Nord continua a lamentare di dover reggere tutta la baracca. E il Sud continua a vedersi accusare di essere parassita. Due ragioni contro: crimine contro l&#8217;Italia.</p>
<p>Al Sud servono anzitutto infrastrutture: e invece gli tolgono i treni. Serve una burocrazia che faciliti invece di ostacolare: e invece ci vogliono anni per una autorizzazione. Serve una lotta costante alla criminalità: e invece in troppo territorio lo Stato è assente. Serve utilizzare bene i soldi: e invece molti amministratori spendono più per prendere voti che per creare sviluppo. Il Nord, per la verità, è ogni giorno uno scandalo e una tangente: più ci sono soldi, più abbondano gli sporcaccioni. Ma non consola.</p>
<p style="text-align: justify">Al Sud serve in conclusione una paginetta sulla quale ci sia scritto: occorre questo e quest&#8217;altro, noi dobbiamo fare questo e quest&#8217;altro, da grandi vogliamo essere questo. Soprattutto ora che, dopo oltre due secoli di epicentro del mondo nel Nord freddo e produttivistico senza socialità e senza umanità, l&#8217;ombelico si sposta a Sud. Verso il Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify">Ma dal Sud quella paginetta da tempo non arriva. C&#8217;è stata, all&#8217;indomani della guerra, quando tutto c&#8217;era da ricostruire, la spinta dei meridionalisti. Mai il Sud è cresciuto come allora, benché molto meridionalismo si sia preoccupato soprattutto di far arrivare denari comunque, e i governi anche (tipo la complicità per Gioia Tauro: mille miliardi per una acciaieria che non ne ha prodotto un grammo perché l&#8217;acciaio era già troppo).</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/04/franco-cassano.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7768" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/04/franco-cassano-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dopo di che, l&#8217;unica idea di Sud partita dal Sud è stato il &#8220;pensiero meridiano&#8221; del sociologo barese Franco Cassano: il Sud non come problema ma come risorsa proprio partendo da quelli che si voleva far passare come suoi difetti. Poi il silenzio, riempito dal piccolo cabotaggio dei lamenti e dei fondi da spendere per l&#8217;oggi senza pensare al domani. Non uno straccio di altro. Ciò che ha consentito alle politiche nazionali di favorire costantemente il Nord facendo finta di pensare al Sud.</p>
<p style="text-align: justify">Ora solo i distratti possono ignorare ciò che avviene in questi mesi in Italia. Grandi manovre della politica per uscire dalle sue macerie. Partiti che si vergognano tanto di se stessi (almeno si spera) da cambiare addirittura il nome. Ipotesi di alleanze che mutano da un minuto all&#8217;altro. Corruzione e furti come al tempo di Tangentopoli. Lega Nord ladrona dopo essere nata per moralizzare gli altri. Una nuova legge elettorale che faccia il miracolo di convenire a tutti e di mettere fine alla guerra civile quotidiana del bipolarismo. Scomposizione (anzi decomposizione) per ricomporsi chissà come.</p>
<p style="text-align: justify">Ma nel frattempo, per coprire il debito, tasse che a furia di scorticare la pecora la faranno schiattare. Una recessione affrontata più togliendo soldi alla gente che dandoglieli per far crescere l&#8217;economia. E, come sempre nella storia, sul malcontento e sulla disperazione il proliferare di populismi dell’ “a morte tutti&#8221;, in Italia come in Francia e in Olanda (dimenticando quei due signori che da noi e in Germania qualche decennio fa cavalcarono la protesta e precipitarono il mondo).<a href="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/04/Pecore.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-7769" src="http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2012/04/Pecore-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Nessuno però, in questa depressione collettiva da crescita perduta, che volga lo sguardo a Sud, unica oasi di una possibile ripartenza. E, meno che mai, nessuno che dal Sud sia capace di agganciarsi ai lavori in corso con una voce, una proposta, una possibile soluzione. Sud come sempre assente nell&#8217;ora della storia. Anzitutto con i suoi politici. Ma anche con gli altri suoi dirigenti. Tanto muti quanto stremati dove è sempre tutto più difficile.</p>
<p style="text-align: justify">C&#8217;è un Sud produttivo ignoto anche a se stesso e senza il quale l&#8217;Italia non sarebbe comunque fra i primi dieci Paesi della Terra. Bisognerebbe ricominciare tutto da Sud: ma chi lo fa capire, chi lo dice?</p>
<p style="text-align: justify">da: <strong>La Gazzetta del Mezzogiorno </strong>del 27 aprile 2012</p>
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