di Lino Patruno

Festini permettendo, parliamo ancora di federalismo. Giornalisticamente la notizia sbagliata nel momento sbagliato perché, si dice, non ne importa niente a nessuno. Se ne sente mai parlare a cena fra amici o al bar? Si parla pro o contro Berlusconi. E se la discussione si impantana, si passa a Checco Zalone.

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Rocco Biondi

di Rocco Biondi

«“Terroni” è un titolo onorifico, perché è un onore serbare in sé le virtù della terra», scrive Lino Patruno. I «terroni» di Puglia hanno trasformato una terra di pietre in un giardino. I «terroni» hanno conservato o riscoperto il valore dell’agricoltura, con la difesa dei prodotti di qualità contro «la globalizzazione del tutto uguale e del tutto imitato».
Il libro raccoglie alcuni degli articoli di fondo pubblicati sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” dal 2000 al 2008, raggruppandoli intorno a quattro temi: la dis-unità d’Italia, la sagra degli autogol del Sud, i giovani e il lavoro, il federalismo.

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Milano –  Domenico Iannantuoni, Presidente del Partito “per il Sud”,, ha convocato i propri dirigenti  per la celebrazione del 3° Congresso Nazionale del Partito. I lavori avranno inizio in forma privata,  il prossimo 28 gennaio a Milano presso l’Hotel Excutive in via Don Luigi Sturzo n. 45. e proseguiranno in forma pubblica il giorno successivo 29 dalle ore 10.30 nel medesimo hotel.

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di Francesco Laricchia da Facebook

A Modugno (Bari)  criminale agguato a viso scoperto di briganti durante un convegno sulle gesta di Felice Garibaldi (fratello dell’errore dei due mondi) venerdi 22 gennaio.

Alla fine della relazione, tre fuorilegge culturali, hanno proditoriamente aperto il fuoco istruttivo sul relatore e la sua ospite che sono restati gravemente “feriti” nel saccente sapere.

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Solo scienziati e università settentrionali nell’agenzia che valuta gli atenei e che deciderà sugli stanziamenti. La protesta di filosofi, storici, studiosi di letteratura e dei docenti del Mezzogiorno. “Una parte importante della ricerca rischia di vedersi ridurre i finanziamenti”

 

Simonetta Fiori

di SIMONETTA FIORI

Le discipline umanistiche? Non esistono per il governo italiano. Non esiste la storia. Non esiste l’italianistica. Non esiste lo studio dell’arte e dell’archeologia. Non esistono la filosofia né l’estetica. Non esiste, in sostanza, quella tradizione di saperi che conserva il patrimonio e la memoria di un paese. Dal consiglio direttivo dell’Anvur (l’agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), nominato dal Consiglio dei ministri, sono stati esclusi gli studiosi delle scienze umanistiche. Ed è stato escluso l’intero Mezzogiorno, nel senso che non vi figura nessun rappresentante delle facoltà collocate a Sud di Roma.

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Fosse vera la diagnosi del giornalista di Repubblica Francesco Merlo noi meridionali dovremmo solo spararci. Egli sostiene, grosso modo, che la questione del Mezzogiorno non dipende dalla incapacità della sua classe politica (lo affermano invece Piero Ostellino, Antonio Martino, Giorgio Bocca, Angelo Panebianco e lo dicevano Oriana Fallaci e Lucio Colletti, tra gli altri), né dalla sua borghesia parassitaria (ma Gerardo Marotta denuncia da anni l’esatto contrario) né dalla insufficienza dei finanziamenti per il suo sviluppo né, meno che meno, dalla criminalità organizzata. Tutto dipende dall’antropologia. Come a dire che, secondo la scienza biologica che studia le caratteristiche morfologiche, fisiologiche e psicologiche delle popolazioni umane e cara a Kant e ai kantiani, tutti i popoli che sono nati e vivono nella fascia del sole sono indolenti, accidiosi, privi di immaginazione e mal disposti alla fatica. Come, appunto, i

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di Giuseppe De Tomaso 

Giuseppe De Tomaso

 
Berlusconi per una ragione e Giulio Tremonti per un’altra sanno che il pallino di Bossi mal si coniuga con la crisi economica mondiale e con finanze pubbliche più ossute di Piero Fassino, ma non possono farci nulla. L’aut aut padano è di quelli che non ammettono deroghe: o si fa il federalismo, o si torna alle urne. Da qualche giorno è in atto il tentativo forse più azzardato di realizzare la quadratura del cerchio: accontentare la Lega e gli anti-federalisti, il Nord e il Sud. Chissà, tra pochi giorni, quale sarà la bozza definitiva da presentare in Parlamento. Ma se il testo dovesse ricalcare il canovaccio che è circolato nell’ultima settimana, bisognerebbe prenotare sùbito un viaggio a Lourdes. Non solo s’intravved e una bella abbuffata di tasse locali, a cominciare dal ritorno dell’Ici (sotto altro nome) e da un carico locale sull’Irpef, ma il medesimo

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di Leonardo Damiani

Dr. Damiani Leonardo

L’articolo di Gianfranco Viesti è esemplare per fare il punto sul federalismo fiscale sia perchè descrive in modo minuzioso e con cifre la ricaduta economica sui Comuni sia per la conclusione perchè fa notare come i Comuni più ricchi non si sa come potranno compensare le deficitarie entrate di quelli più poveri. Lo stesso dicasi per le Regioni.

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di Canio Trione

 

Il tentativo di far pagare all’economia reale i problemi di bilancio pubblico in Italia si realizza con una politica di bilancio da cavallo (come in ogni altra parte d’Europa) e, nostra peculiarità, con il federalismo fiscale. Con la prima, sostenuta da Tremonti, si sbatte in prima linea tutto il governo: la Gelmini, Bondi, Maroni, e tutti gli altri sono costretti a difendere i tagli voluti dal superministro e cercar di farli passare per “risanamento”; lo stesso governo -non potendo ridurre le tasse ma, dovendo applicare in maniera parossistica e maniacale l’ingiusta legislazione fiscale ereditata- cammina

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di Francesco Romano

Non voglio annoiare, ma ogni trasmissione, sia radiofonica che televisiva, ricorda di pagare il canone Rai per l’anno 2011. E’ una legge dello Stato e bisogna ottemperare.

 

Pino Aprile

Gradirei che Pino Aprile, Gigi Di Fiore, Lidia Zitara, Mino Errico, Francesco Tassone, Domenico Iannantuoni, Lino Patruno, Antonio Ciano, e mi fermo qui chiedendo scusa a tutti quelli che non nomino, non per dimenticanza, partecipassero ad una trasmissione televisiva di grande pubblico, per fare il contraddittorio con gli organizzatori ed i sostenitori dei festeggiamenti dell’unità d’Italia.

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Sabato 29 gennaio 2011 - Ore 18,00 

Sala Consiliare Comune di Villa Castelli (Brindisi) – Piazza Municipio 

Lino Patruno

 

Nell’ambito dei “Sabati Briganteschi” (ultimo sabato di ogni mese), organizzati dall’Associazione “Settimana dei Briganti – l’altra storia”, 

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di Lino Patruno

 

 Bisognerebbe assistere a una seduta di laurea all’università. Due generazioni a confronto. Dietro la cattedra un professore che magari ha fatto il ’68, ha partecipato alle okkupazioni, ha letto tutto di Marx e Lenin, metteva l’eskimo e si intontiva di canne. Dall’altro lato uno studente o una studentessa che non ha fatto né il ’68 né altro, forse ha partecipato ai cortei contro la Gelmini, giù le mani dei privati dall’istruzione, basta con i tagli alla cultura. Forse avendo in fondo, ma senza volerlo, fatto un favore al professore che ha di fronte, passato da rivoluzionario a barone, forse da comunista a reazionario, uno che voleva cambiare il mondo e poi il mondo ha cambiato lui. Dietro la cattedra c’è una frustrazione e forse un cinismo.

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 Verso l’autoritarismo

 

di Canio Trione

Dr. Canio Trione

Molto controvoglia, ma sul caso Ruby ci tocca dire la nostra. La divisione verticale tra quelli che sostengono la lesa moralità e gli altri che invece lamentano la violazione della privacy non è sanabile per la semplice ragione

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A Berlino, in Babel Platz, il 10 maggio del 1933, i nazisti organizzarono il primo rogo ufficiale di libri, nel quale diedero alle fiamme le opere di autori che consideravano sovversivi, come Bretch, Mann, Marx ed altri.

La foto sopra riporta l’immagine della “La biblioteca vuota”, di Micha Ulmann, che si intravede sotto un vetro al centro della piazza, che mantiene vivo il ricordo della barbarie culturale perpetrata dai nazisti.

Riteniamo sia doveroso porre la massima attenzione.

Riportiamo qundi l’articolo

di Nicola De Rossi
 
 

VENEZIA  – Via delle biblioteche libri e opere degli scrittori che hanno “firmato per l’assassino”. L’iniziativa di boicottaggio civile verso tutti gli uomini di lettere che nel 2004, quando fu arrestato in Francia, firmarono una petizione per la liberazione di Cesare Battisti, è stata lanciata ieri a Martellago da un consigliere del Pdl, Paride Costa, e da un cittadino, Roberto Bovo. Ma è stata subito sposata dall’assessore alla Cultura della Provincia di Venezia con delega alle Biblioteche, Raffaele Speranzon.

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