di Giovanni De Crescenzo

Diciamoci la verità, vedere una squadra di Calcio del Sud competere con le grandi del Nord per titoli prestigiosi, fino ad ieri era un evento a dir poco inconsueto. Eppure, nonostante il mondo del calcio moderno, intrinsecamente tende a favorire sempre di più i grandi club a discapito di chi possiede dei budget inferiori, negli ultimi tempi assistiamo ad una vera e propria inversione di tendenza, ovvero le “Strisciate” hanno un antagonista in più, un nemico in casa se vogliamo, le squadre del Sud iniziano a Vincere!

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di L’ALTRO SUD (con commento di Carlo Marzo)

La straordinaria vittoria di Luigi De Magistris al ballottaggio per le elezioni amministrative di Napoli (il 65,4% contro il 34,6% di Lettieri), segna un svolta epocale per la storia della città ed è la premessa per un’era di riscatto per il Mezzogiorno intero.
La città perduta, quella del malaffare, dei camorristi e dei disonesti, come è spesso dipinto il capoluogo partenopeo, ha smentito i suoi secolari detrattori con un voto che è, prima di tutto, un voto per la legalità. Un voto per un Sindaco che è espressione di quella parte sana della società partenopea: competente, onesta, trasparente, che solitamente non

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di Francesco Antonio Schiraldi

    

 Non si può che accogliere positivamente progetti volti ad eliminare squilibri di reddito e di economie, consentendo che la mobilità sociale, come delineata nello studio di “Italia Futura”, possa realizzarsi soprattutto al Sud, dove le intelligenze traboccano ma vengono penalizzate da condizioni di partenza disomogenee rispetto alle aree attualmente più fortunate del Paese.

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di Vinicio Leonetti


Si chiama Fuoco del Sud la nuova Lega del riscatto meridionalista. Nove movimenti hanno sotto­scritto un patto in una saletta del piccolo comune di Motta Santa Lucia, nel cuore della Calabria, nella Valle del Savuto. Altre cin­que formazioni che non c’erano hanno garantito che nel prossi­mo incontro aderiranno all’inte­sa. L’obiettivo unitario è <riven­dicare la dignità delle popolazio­ni del Mezzogiorno, offese nella memoria e nella quotidianità da non più tollerabili menzogne sto­riche, soggette ad una condizio­ne colonialista perpetrata dalla partitocrazia imperante che ha sottratto ogni forma di diritto al­lo sviluppo e al lavoro».

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Il meridionalismo d’oggi spiegato dai protagonisti. Un libro di Lino Patruno presenta la “ribollente galassia” dei movimenti del Sud

di Pino Aprile

La ribollente galassia dei Movimenti meridionali viene raccontata da Lino Patruno in Fuoco del Sud, il suo nuovo libro. E’ un lavoro importante, per chi vuol capire cosa stia accadendo nel Mezzogiorno, nel sostanziale disinteresse (che comincia a mutarsi in stupore) del resto del Paese.

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Nel Piccolo comune del Savuto il meeting dei più grandi movimenti meridionalisti

 

di Vinicio Leonetti

Ottocento abitanti sul lato meridionale del Savuto, Motta Santa Lucia si candida a diventare la Pontida del Sud. Lo fa oggi e domani con alcuni incontri tra i rappresentanti di almeno dieci movimento sudisti lontani dai partiti politici ma vicini a un’idea di nuovo meridionalismo combattiva, neanche cugina di quella di Dorso e Salvemini. Il “noi del Sud ce l’abbiamo duro” parte da Motta dov’era nato e fu ucciso il brigante Giuseppe Villella nel 1870. Il suo teschio finì nella mani di Cesare Lombroso, padre dell’antropologia criminale italiana. Da lui partì il razzismo antimeridionale: sul teschio di Villella c’erano due fossette occipitali particolarmente marcate, chiari segni di una criminalità atavica. Chissà se le fossette c’erano pure sui teschi di Hitler o Milosevic, che non erano certamente calabresi?

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di Antonio Dell’omo *

 

Siamo alle soglie di cambiamenti epocali. La stessa Storia del Sud, quella che noi abbiamo sempre conosciuta, non sarebbe riemersa se anche l’ubriacatura liberista non fosse alla frutta. Dobbiamo certamente ridare dignità alla nostra Storia, ma dobbiamo contemporaneamente riesumare valori eterni. Bisogna, innanzitutto, credere profondamente in una Comunità forte e volitiva nella quale ciascuno abbia come obiettivo primario il riconoscimento dell’altro.

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A CHE GIOCO GIOCHIAMO ?

di Michele Ladisa

Il condirettore della nostra testata, Franco Romano, ha recentemente scatenato un dibattito nel gruppo FB “Fuoco del Sud” ponendo un semplice quesito: si è per l’aggregazione sì o no?  In poche ore  hanno invaso la pagina del FB  oltre un centinaio di commenti, in larghissima parte tutti estremamente positivi salvo qualche scetticismo (fisiologico) di troppo. 55  a 4 è finito il primo round della partita. 55 sì e

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di Associazione Culturale TERRONIA

UN VIDEO DA NON PERDERE

 

 

 

A MOTTA SANTA LUCIA (CZ) UN SOLO IMPERATIVO: AGGREGAZIONE DEI MOVIMENTI MERIDIONALISTI DI BASE

 

Il 28 maggio 2011 dalle ore 11,00  la città del sindaco Amedeo Colacino,  Motta Santa Lucia in provincia di Catanzaro, ospiterà il Consiglio Nazionale del partito Per Il Sud, una formazione politica  fortemente impegnata nell’ambito meridionalista e prima attrice nel processo di aggregazione del movimentismo “sudista” di base non ispirato da politici di carriera o partiti tradizionali.

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di  Francesco Romano


Giuseppe Villella brigante

Il 29 maggio 2011 si terrà nella città del brigante Giuseppe Villella, ed organizzata dalla testata giornalistica web “ondadelsud.it,  con il Comune di Motta S. Lucia (CZ), Rotary Club “Reventino” e il Comitato NoLombroso, la presentazione dell’ultima fatica di Lino Patruno “Fuoco del Sud” La ribollente galassia dei Movimenti meridionali  (edizioni Rubbettino,  200 pag., € 14.00).

Alle ore 11.00 presso la “Sala polifunzionale” del Comune di Motta Santa Lucia,

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di Romano Pitaro

 
L’Italia purtroppo è unita nel disonore. I molti analisti, compreso l’ autorevole Ernesto Galli della Loggia, se ne facciano una ragione.

 Unita nel tracollo di buone maniere e di stile. A Milano la Moratti che sferra un colpo basso a Pisapia, fa il paio con Paolini a Cosenza, che immagina di scavalcare Occhiuto agitando il rossiniano venticello. E’ unita nel mercimonio elettorale. Persino nel Laurismo, che è attecchito al Nord, come testimoniano non irriducibili meridionalisti ma le cronache politiche di questi giorni. E’ unita nelle mafie.

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di Antonio Dell’Omo*

Sono in tanti a tremare, da Roma a Milano. E’ un voto che ha visto perdenti tutti, governo e opposizione. Gli elettori hanno semplicemente detto no! a tutti i partiti, nessuno escluso. Insofferenza e protesta che coinvolge tutto e tutti.

Il vuoto di speranze, la mancanza di una capacità politica, l’assenza di progetti credibili, la lotta per bande hanno dato il segno di una classe dirigente chiusa in se stessa e appassionata soltanto alla difesa dei propri privilegi. L’abisso che separa gli italiani, dal Sud al Nord dalla classe dirigente sembra ormai incolmabile.

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di Paolo Bricco

Giannola (Svimez): con la seconda guerra mondiale il vero stop alla rimonta

 

L’autobiografia della nazione attraverso i numeri. Che, sgranandosi uno dopo l’altro in un rosario lungo 150 anni, mostrano come il Nord senza il Sud non sarebbe esistito, ma anche come il Mezzogiorno abbia una (forse) irriducibile specificità fatta di industrializzazione senza imprenditori, minori infrastrutture materiali e analfabetismo difficile da sradicare.

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di Canio Trione

 

La questione che si è aperta a Milano merita un’attenta riflessione.

Come primo elemento va chiesto: chi ha perso veramente e di più e che cosa può accadere adesso?

Certamente quelli che hanno fatto la peggiore figura sono stati i politologi e i sondaggisti che, nel loro mestiere hanno sbagliato tutto perchè non hanno previsto nulla di tutto quello che è accaduto.

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