di ROMANO PITARO


Addio all’ottava meraviglia del mondo? Così è se vi pare. Pirandello a parte, il Ponte sullo Stretto s’è squagliato improvvisamente. E in men che non si dica. Mentre tutti fingevano, dopo averne incensato i poteri magici e le avveniristiche virtù tecnologiche per anni ed anni,

di non vederne l’inutilità, divenuta macroscopica e inequivocabile via via che l’Occidente imboccava una strada buia e al momento dagli esiti incerti, il ponte che non c’è (ma per il quale fin qui sono stati spesi parecchi denari) alla fine è stato demolito. Dopo l’Europa, che a più riprese aveva dato segnali precisi, considerando l’opera del tutto priva di senso ingegneristico, economico e geopolitico, è stato Montecitorio a licenziarla in tronco.

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di Vito Sutto


Franko e’ autore che al meglio esprime sia sul versante della storia personale, sia nell’ambito delle proprie scelte ideologiche, il senso più completo della civiltà dell’Alpe Adria, la sua vita può essere riletta in una prospettiva europea e una ipotetica mezza luna lo rende messaggero della civiltà tra Venezia e l’Istria. C’e’ insomma, nella sua storia personale di ricerca uno  sedimento per cui Franko

sembra scavare dalla laguna alla pietra carsica, cosi come nella sua vita sembra ricevere il fascino di Venezia e del mondo slavo, latinità e coscienza slava a confronto, animus e anima, minuetto e ballata popolare cantano e ballano in  un cuore in tumulto.

Non sembri una forzatura, perché Giovanni Franko compie una profonda ricerca sullo spazio con le sue opere che vanno al di là dell’astrattismo e dello spazialismo, proponendo una rivisitazione delle categorie mentali di tempo e spazio alla luce dell’espressione del segno e del gesto.

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Grazie del pacco….noi ci mettiamo il fiocco

Due manifestazioni in una settimana per Veneto Stato!

Lunedì 31 ottobre ore 15 Veneto Stato consegnerà a Zaia un fiocco tricolore da porre sopra la scatola che nasconde il leone di San Marco a Palazzo Ferro Fini, sede della regione Veneto a Venezia. E’ in corso infatti una mostra sull’unità d’Italia e per la ricorrenza è stato deciso di nascondere il leone di marciano, simbolo della nostra storia plurimillenaria, per lasciar spazio a una retorica risorgimentale da ormai molti storici definita come ridicola.

Tale gesto si tratta di un affronto a tutti noi veneti reso ancora più grave in quanto la regione Veneto è governata da un leghista che a parole sostiene la storia e cultura veneta ma nei fatti dimostra costantemente il suo totale disinteresse.

Invitiamo quindi tutti gli indipendentisti veneti a partecipare alla consegna della coccarda, con quei tre colori che per noi veneti rappresentano 150 anni di miserie sociali, politiche, culturali ed economiche, ma che siamo convinti per Zaia sarà una gioia immensa ricevere.

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Gli albergatori della Costiera Amalfitana in rivolta

Altro che Unità d’Italia nell’anno delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario. Nel cuore dell’unità, Roma, capitale d’Italia in questi giorni c’è una forza di governo che di paese unito ha una concezione tutta sua. Perché mentre Napoli e la Campania soffocano tra l’immondizia, ci sono ministri di questo governo che guardano l’Italia da Roma (esclusa la capitale, con molta probabilità) in su. L’emergenza rifiuti, altro non ha mostrato, in questo momento che un altro grande problema strutturale, o meglio la volontà di alcuni:  abbandonare il sud in maniera incondizionata (sui problemi)ma nello stesso tempo utilizzarlo (per far soldi).

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di Gioia Lomazzo

 

Roberto Cota, lo ricorda Gian Antonio Stella, continua a dire che è stato eletto. Ma il punto, scrive l’autore de La Casta sul Corriere, non è mica quello. Perché la parabola di Renzo Bossi, dalle bocciature a scuola fino allo stipendione da 150mila euro portato a casa da consigliere lombardo è la dimostrazione che in Italia la politica costa troppo:

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di Francesco Romano

 

Mala tempora currunt. E’ vero, corrono brutti tempi. Ma sembra proprio che non tutti l’abbiano capito. Oppure fanno gli gnorri.  Come ormai risaputo, visto che lo stiamo sperimentando a nostre spese, è l’Unione europea che ormai, a torto o a ragione, ci impone ogni comportamento. Ad esempio non possiamo pescare che pesci di una certa misura mandando a ramengo  i gusti dei meridionali, insaziabili degustatori di fritture di pesce.

Che ormai, sempre la stessa Unione europea, ci impone di tutto e di più. Quante volte abbiamo sentito i nostri governanti, incapaci di prendersi le proprie responsabilità dichiarano: “E’ l’Europa che ce lo impone”.

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di Antonello Zonna

 

Chi sono stati i traditori dell’ultimo Re del Regno Duosiciliano? Cerchiamo di capire dal passato qual è stata la varietà umana ingannatrice e voltagabbana che ha pensato solo ai suoi sordidi ed estemporanei interessi e trasferiamola ai nostri giorni.

Cerchiamo di capire  cosa ostacola, oggi,  la presa di coscienza della nostra identità, per sviluppare una nuova classe dirigente assolutamente diversa e distaccata da quella che, fin qui, ci ha accompagnato così malamente.

Cosa ha agevolato la negazione assoluta dei fatti storici reali, con l’invenzione  di sana pianta della storia, fatta  dai conquistatori, di quella guerra mai dichiarata e vinta dai piemontesi (con i francesi e gli inglesi) 150 anni fa?

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NAPOLI, 15 OTTOBRE 2011

Giornata organizzata dalle testate giornalistiche “ilBrigante” e “Onda del Sud”

 

 

 

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http://www.julienews.it/filmato/speciale-il-sud-la-politca-parliamone—/137_8562.html#videoplayer

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I Comitati delle Due Sicilie di Lombardia  e Piemonte, assieme al Movimento di Insorgenza Civile sez. Nord, annunciano una riunione che si terrà sabato  22 ottobre ore 10:30 a Milano, in via Ariberto n. 11,  presso la sede UNI3 (Università della Terza Età, ex Mantegazza).

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di Anna Laura Orrico (Io resto in Calabria):

Purtroppo, ci ritroviamo in questo assolato lunedì mattina di ottobre a fare i conti con la becera e cieca violenza, di cui questa nostra terra è ancora capace e di cui è in molti casi prigioniera. “Non è più possibile restare a guardare mentre imprenditori onesti e impegnati nel sociale come Salvatore Battaglia, della ditta “Battaglia S.r.l – Soluzione ai progetti”, subiscono danni e intimidazioni che mettono a rischio la sicurezza delle persone, oltre che decine di posti di lavoro”, queste sono le parole della Presidente dell’Associazione “Io resto in Calabria” Anna Laura Orrico,

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di Massimo Brancati

POTENZA – Chissà, forse qualcuno a Roma avrà captato l’eco della polemica potentina: la metropolitanacosta 200mila euro all’anno e viene sottoutilizzata. È il caso di risparmiare questi soldi? Se il sindaco Vito Santarsiero tergiversa, il Governo centrale non ci pensa su due volte e taglia. Taglia tutto. Santarsiero, sulla Gazzetta, nei giorni scorsi ha ammesso che il servizio oggi non è utilizzato in massa dai cittadini, ma ha invitato a pazientare, spiegando che con il progetto di potenziamento della metropolitana, già finanziato dal Ministero delle Infrastrutture, il capoluogo potrà presto contare su collegamenti migliori. Tre giorni dopo l’appello all’ottimismo arriva la doccia fredda. È lo stesso Santarsiero

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“Il mistero di 2000 tonnellate d’oro depositate presso la Bank of England. Ma sarà vero ?”

 

di Antonello Zonna

E’ sicuramente meglio un concordato preventivo rispetto ad una dichiarazione di  fallimento.

Nel primo caso, una volta individuati i mezzi per pagare i propri reali debiti (condizione essenziale)  seppur in maniera ridotta, si propone ai creditori il piano di pagamento in modo dilazionato e concordato.

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di Pino Marino *

Fino al 1860 la penisola italiana era divisa in vari stati tutti sovrani.Riportiamo l'Italia al 1860

Queste nazioni Erano talmente indipendenti e diverse tra loro che, per dirne una, i Piemontesi (tra l’altro di lingua francese) quando viaggiavano verso la penisola dicevano “allons en Italie” (Andiamo in Italia).

Il regno del sud esisteva come unità territoriale da 800 anni, con lingua, tradizioni, costumi e concezione di vita, affini dal Tronto a Lampedusa.

Nel 1734, Carlo di Borbone sconfigge gli Austriaci nella battaglia di Bitonto, nasce così il “Regno delle Due Sicilie” –indipendente-. Sarà governato dai Borbone, assai meglio di quanto tramandatoci. Ciò nonostante, poco resta nella nostra memoria di questa dinastia e, cosa assai strana, dei cinque re succedutisi (con almeno sette regine) non vi è traccia alcuna nei toponimi stradali delle nostre città. Un caso? No di certo.

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di Pietro Golia *

La situazione in Europa è molto seria. Niente paura, per adesso solo le borse sono nel panico. La crisi ha dimensioni notevoli ed inquietanti. Ma deve ancora arrivare. C’è chi parla di un nuovo 1929, di una nuova caduta, di un precipitare delle Borse, di una nuova Wall Street. Analisi e notizie contraddittorie dietro le quali ci sono turbolenze manovrate dall’Alta Finanza. Non ci sono all’orizzonte pareggi di bilanci, si profila il grande freddo.

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