Di  redazione  Rete Sud

Giovedì, 29 Dicembre 2011

Cari amici e compatrioti duosiciliani, il prossimo 6 gennaio 2012, alle ore 10.30, per il 149° anniversario del massacro compiuto ai danni del mitico Sergente Romano e dei suoi valorosi uomini, ci ritroveremo sui luoghi che serbano muti il dolore di una così efferata carneficina.

Il monumento che fu innalzato qualche anno fa, è testimonianza concreta della nostra volontà di strappare il velo dell’oblio omertoso che per decine di anni ha coperto quel barbaro sterminio.
Siamo pronti anche quest’anno ad impiastricciare le nostre membra con la terra consacrata di quelle zolle che per noi restano sacrario ai “militi ignorati” i quali, proprio per questo motivo, a nostro giudizio, sono stati uccisi più volte: la prima volta fisicamente, la seconda perchè non hanno avuto la pietà di una sepoltura, la terza perchè il loro nome è stato cancellato dalla lista del genere umano, la quarta perchè la loro figura e le loro gesta sono state dichiarate attività delinquenziali, la quinta per lo sberleffo dell’impunità degli esecutori e per le onorificenze loro attribuite per quel crudele scempio.

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Quando i quattrini valgono più della vita

 

di Nicola Lofoco

Ricordo bene le mie piacevoli passeggiate sul lungomare della mia città, la mia amata Bari. Il mare, l’aria profumata, i pescatori , lo storico teatro Margherita e tutto quello che di bello offre il litorale della città. E sì, la mia città, la mia Bari. La città di San Nicola e delle fragranti focacce.  La città opulenta di frutti di mare, della Fiera del levante e del teatro Petruzzelli. La città che amo e dove ho trascorso oltre 30 anni della mia vita. Una città che mi hanno sempre insegnato a tenere nel cuore. Ma anche una città che ultimamente  è stata spesso citata nelle prime pagine della cronaca nazionale per i contestatissimi rapporti tra l’imprenditore Gianpaolo Tarantini e Silvio Berlusconi. E viene citata anche in questi giorni per una storia dai risvolti drammatici. I coniugi Antonia Azzolini e Salvatore De Salvo, da tempo senza una casa e senza lavoro, hanno deciso di chiudere definitivamente i conti con i loro drammi quotidiani. Hanno deciso

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di Lino Patruno

Ma perché hai scelto quella facoltà? Perché è bella. Così ci siamo riem­piti di comunicatori e di archi­tetti. I primi ora spesso a caccia di un lavoro qualsiasi, dall’uf­ficio stampa ai sondaggi tele­fonici. I secondi mortificati in segreterie o insegnamenti gene­rici, dopo infruttuosi incarichi di ridisegnare il salone di una casa. Non perché incapaci, ma perché essi studiavano ciò che è bello, il mercato richiedeva ciò che è utile. Soprattutto al Sud, ovvio. Dove pare che tutto si av­viti in una inutilità senza fine.

Non per seminare sfiducia all’inizio di un anno che ha bi­sogno di molta fede. Ma tanto per capirci mentre impazzano stremate ricette salva-Paese. E per capirci sul Sud, viste le buo­ne intenzioni che tappezzano la strada del nuovo ministro Bar­ca.

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Ora che finisce l’anniversario patriottico sarebbe giusto riportare al Pantheon la salma dell’ultimo re d’Italia

di Marcello Veneziani

 

Ora che finisce l’anniversario patriottico sarebbe giusto riportare al Pantheon la salma dell’ultimo re d’Italia. Non dico il re di Maggio, ovvero Umberto che regnò poche settimane fino al referendum. Dico Vittorio Emanuele III, piccolo sovrano di lunga durata, re d’Italia per 47 anni, dall’ assassinio di suo padre Umberto I. Vit­torio Emanuele mori come oggi, 28 dicembre del 1947, in Egitto, e morì da cittadino italiano perché non c’era ancora la Costituzione che vietava l’accesso in patria ai Savoia vivi e morti.  Il re che regnò più a lungo, tra guerre mondiali e coloniali, fascismo e impero, riposi con sua moglie Elena accanto ai suoi avi. Indipendentemente dal controverso giudizio storico su di lui, che pure fu Re Soldato ed ebbe il sommesso affetto degli italiani che lo consideravano il brutto anatroccolo della Casa, nano sulle spalle di giganti.

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il 28 dicembre 2011 , alle ore 22,15

ripropone la replica della presentazione pubblica di Bari della Confederazione Duosiciliana

 

 

 

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In occasione del Convegno Annuale di Gaeta, sabato 11 febbraio, alle ore 12.30 presso l’Hotel Serapo, riunione delle singole Commissioni e seduta finale nel primo pomeriggio. I neodelegati convocati nella seduta napoletana del 4 dicembre scorso e quelli che hanno presentato domanda di ammissione al “Parlamento”, saranno convocati personalmente. I lavori saranno coordinati dal Presidente del”Parlamento”, dr. Giuseppe Genovese. Si invitano i delegati a presentare nell’occasione proposte/progetti di lavoro che saranno analizzati nel corso delle riunioni singole e sottoposte al “Parlamento” in seduta plenaria. Per informazioni e proposte inviare mail a neoborbonici@neoborbonici.it e a coordinamento@parlamentoduesicilie.com . La seduta è convocata nei giorni della celebrazione della caduta del Regno e in un luogo altamente simbolico, Gaeta, città-simbolo della difesa e della eroica resistenza dei Popoli delle Due Sicilie e della speranza del loro riscatto futuro. Nei prossimi giorni sarà resa nota la composizione del nuovo “governo-luce” del “Parlamento”.

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All’indomani della presentazione pubblica della Confederazione Duosiciliana, la dichiarazione  dell’Ambasciatore David Thorne 

 

 

 

 

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di Francesco Romano

Caro Babbo Natale,

non so se chiamarti S. Nicola di Myra, tanto miracoloso e tanto caro ai baresi ed onorato in ogni parte del mondo.

Ti scrivo questa lettera per chiederti i rituali doni di Natale. Spero sia nelle condizioni di accontentarmi.

Da essere umano, ti dico che ho i miei begli anni. Da meridionale però appartengo ad un popolo che ha molto bisogno di crescere.

Ed essendo quindi un bambino ti chiedo dei doni che a Te potranno sembrare quanto meno irrituali.

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E’ stato assegnato quest’anno a Lino Patruno il “Premio Provincia di Bari per il progresso e la cultura” riservato ad autori di alto profilo nazionale distintisi per un impegno culturale legato ai temi della pace, dello sviluppo sostenibile e dell’affermazione dei diritti universali, sociali, civili. All’unanimità la giuria ha premiato il giornalista e saggista pugliese, già direttore della “Gazzetta del Mezzogiorno”, per il suo lungoimpegno a difesa del Mezzogiorno espresso in articoli, interventi pubblici, libri. In particolare è stato rilevato il particolare valore divulgativo dell’ultimo lavoro editoriale, “Fuoco del Sud” (Rubbettino ed.), oggetto di oltre cento presentazioni in tutto il Mezzogiorno e in altre parti d’Italia (dopo il precedente “Alla riscossa terroni”, Manni ed.).

La consegna del premio avverrà giovedì 22 dicembre, ore 17, nella sala consiliare della Provincia di Bari (ingresso libero).

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di Romano Francesco


La domanda più frequente che ci è posta è: cosa vi separa dalla Lega Nord?  La prima risposta è “sicuramente la secessione”, che i leghisti hanno nel primo articolo del loro statuto, e spieghiamo perché. Non siamo per la secessione perché sarebbe fuori di ogni tempo. Dopo 150 anni che ai meridionali hanno fatto credere che l’Italia fosse unita non si può ora deluderli. E non si deve fare perché è il popolo meridionale che ha conosciuto e continua a conoscere un’emigrazione che lo priva continuamente di larghe fasce di generazioni.

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di Gianni Pisciotta (*)

 

Sabato 10 dicembre 2011, a Bari si è consumata una giornata storica per il mondo meridionalista la presentazione pubblica della Confederazione Duosiciliana, un soggetto che nasce dall’aggregazione confederata di 4 singoli movimenti: Insorgenza civile, Comitati Due Sicilie, Italia Prima e Movimento Meridionale.

La grande novità della proposta consiste nel fatto che per la prima volta nasce un soggetto politico autonomo meridionale con finalità aggregative, riuscendo a superare le logiche di orticello e gli sterili personalismi che sempre ne avevano inficiato le iniziative precedenti. Le differenze di vedute ci sono, ha detto Nando Dicè, ma se “Vendola e Rosi Bindi coesistono in un’unica coalizione”, anche le diverse anime del meridionalismo possono coesistere e cooperare in maniera aggregata per un obiettivo comune che resta la rinascita del sud.

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di Lino Patruno il guastafeste

Non è vero che gli italiani siano così felici di andare in pensione. Magari lo sono quelli che lavorano in un centro siderurgico. Quelli dai turni massacranti compresa la notte. I pendolari. Quelli che non sono mai andati d’accordo col capo. Quelli che non hanno mai digerito il lavoro che fanno. Quelli che non stanno bene. Quelli che hanno i soldi e non hanno mai potuto goderseli. Quelli che non hanno avuto la promozione. Soprattutto quelli che temono domani una pensione peggiore. Ma ad ascoltare dell’attuale sommossa contro l’innalzamento dell’età per andare in pensione, a cominciare dalla sventuratissima classe ’51 e ’52, si può avere la sensazione che gli italiani siano un popolo di sfatigati.

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Riceviamo da Federico Madonna, allievo dell’I.T.G. Marinoni di Udine e molto volentieri pubblichiamo questa recensione del libro di Michele Bisceglie. La storia del sud nelle scuole del nord.

di Federico Madonna

Il libro “dieci anni di storia nascosti, espone una realtà storica diversa da quella raccontata comunemente nelle scuole; una verità raccontata da Michele Bisceglie, che, stanco di centocinquant’anni di menzogne riguardo il caloroso Sud, scrive questo libro per far fronte alla dura realtà storica accaduta nel periodo compreso tra il 1861 e il 1871 (10 anni).

L’autore afferma che la storia raccontata nelle varie scuole è equivalente a una “favoletta”, non avendo nulla a che vedere con la vera storia, il vero avvenimento storico raccapricciante esposto dall’autore con l’attenta lettura di vari libri legati a quest’ultimo, con l’intenzione di poterlo condividere.

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dal sito del Comune di Bari

 

Entro la fine del mese di gennaio partiranno i nuovi servizi per agevolare la mobilità degli studenti universitari. Il Comune di Bari, assieme ad Amtab e alle cooperative dei tassisti, ha predisposto un piano straordinario per aiutare gli studenti a spostarsi tra le varie facoltà della città di Bari.

La novità consiste nell’istituzione di una circolare che collegherà il Campus e il Dimeg, il dipartimento di ingegneria gestionale nel quartiere Japigia: saranno due i mezzi a coprire il percorso con una frequenza di passaggio di 20 minuti, dalle 7 del mattino alle 20.50 per 314 giorni all’anno (escluse le due settimane centrali di agosto). Il capolinea sarà al Polivalente.

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MICHELE LADISA - INTERVENTO AL CENTRO RICERCHE ENEA DI ROTONDELLA (MT)

 

 

 

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