di Francesco Romano

Ogni cosa, col tempo, cambia. Ed è cambiata anche la questione meridionale. Non se ne può parlare perché subito entra in campo la questione settentrionale. Tutti verso la soluzione della questione settentrionale dimenticando quel sud capace solo di essere vittima di se stessa.

Passa sotto silenzio che il Politecnico di Bari è il primo in Italia per qualità e ricerca scientifica superando ben altri politecnici che vengono premiati con più risorse economiche.

Si devono ascoltare economisti e uomini politici che consigliano ai giovani di emigrare per poter trovare un posto di lavoro. Si deve ascoltare gente che ripete all’infinito che la regione Sicilia ha più di 23.000 dipendenti. Ma il colmo è che chi lo dice va in Sicilia a prendere i voti alleandosi con la peggiore specie di ascari.

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di Canio Trione

 

Una delle cose fondamentali che gli economisti non hanno capito e che anche i politici ignorano è che la crisi non e’ solo quella del debito italiano e dell’euro! le crisi sono tre. La prima è quella interna all’Italia  e all’euro; i media la considerano l’unica crisi esistente; secondo loro una volta risolta la questione spread e, più ampiamente, della sostenibilità del debito pubblico italiano rapportato al pil si esce dalla crisi! Non è così perchè esiste la seconda crisi che è il commercio internazionale; oltre ad essere in contrazione esso è malato gravemente di asimmetria: i deficit si accrescono sempre piu’ (Italia, Grecia,… ma anche USA…) come anche i surplus (Germania e Cina ma non solo) senza che nessuno immagini cosa fare per invertire la tendenza; però ad un certo punto la tendenza dovrà invertirsi e qualcuno sarà chiamato a pagare il conto che sarà tanto più salato quanto più tardi sarà presentato. Infine esiste la terza crisi, anch’essa capace di uccidere l’intero sistema economico planetario, che è un problema finanziario globale che e’ ormai anche economico: che si fa dei debiti pubblici e privati di tutto il mondo? il goffo tentativo di addossarne il peso sulle spalle della gente comune e’ visibilmente fallito ancor prima di aver prodotto un sia pur minimo risultato positivo; è il fallimento degli economisti come della politica, ed e’ globale. Quindi anche questa bomba è sempre lì lì per esplodere.

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la testimonianza di Marco Mascaro *

 

È ufficiale, siamo in uno Stato di Polizia. E quello che è successo durante il blocco, da parte degli autotrasportatori, della 106 ionica all’altezza di Botricello (Cz) ne è la conferma.

Possiamo stracciare tranquillamente l’Articolo 21 della Costituzione, perché la libertà di pensiero e il diritto a manifestarlo non esiste più.

Intorno alle 18.00, come nei miglior film polizieschi dove si da la caccia ai terroristi, si sono presentati al Sit-in dei manifestanti, quasi in assetto antisommossa, Polizia e Carabinieri comandati da Questore e Vicequestore, obbligando tutti gli scioperanti a rimuovere il blocco di protesta con la minaccia di sottoporre tutti i mezzi a stato di fermo e sequestro!

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di Lino Patruno

 

Eh sì, secca un po’ che il Sud si svegli così. E’ vero che è sempre meglio essere un popolo col forcone che un popolo caprone. Ma sarebbe stato meglio se il risveglio fosse avvenuto con un computer che parlasse di futuro più che con una rivolta di piazza che parla di passato. E con camion fermi che hanno fatto salire il prezzo della zucchina a 6 euro al chilo. Aggiungendoci il rischio che una giusta rabbia terrona finisca in una marmellata in cui si sono buttati tutti: il Sud si trova inopinatamente alleati, chessò, farmacisti e notai, che finora non se lo sono mai filato.

Momento e modo sbagliato per una causa niente affatto sbagliata. Come se fossero le liberalizzazioni di Monti ad aver messo in ginocchio la Sicilia e il Mezzogiorno.

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di Nando Dicè

Come per ogni Sistema, basta bloccare la rotella giusta per mandarlo in pezzi.

La mobilitazione del Movimento dei Forconi e il blocco attuato dagli autotrasportatori hanno fatto sentire il loro peso sulla vita di gran parte del Paese.

Code ai benzinai, supermercati vuoti, strade bloccate e, nonostante tutto, adesione e solidarietà della gente. Fate bene, non chiamatela rivoluzione, ma le “prove tecniche” non c’è nulla da dire, sono andate bene.

In Sicilia, la manifestazione è stata programmata da tempo, con il sostegno delle categorie interessate e nonostante l’oblio mass mediatico è riuscita a farsi valere nel suo insieme. Gli effetti, poi, hanno coinvolto tutti i siciliani che, volendo o nolenti, sono stati costretti a prendere posizione. Ora si sposteranno a Roma e siccome siamo convinti che “Roma” risponderà quello che ha sempre risposto in 150 anni, dobbiamo sperare che i Forconi si innalzino sempre più.

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25 gennaio 2012 No Comment

Il prossimo venerdì 27 gennaio alle 18:30 la Feltrinelli Libri e Musica di Via Melo 119, Bari, ospita Fiorella Mannoia con la presentazione del suo ultimo lavoro discografico intitolato “Sud” (Sony) e dedicato a tutti i Sud del mondo attraverso dodici brani inediti nati da collaborazioni ormai consolidate come quella con Ivano Fossati, ed altre nuove e inaspettate come quella con Frankie Hi-Nrg. La cinquantatreenne artista romana incontrerà il suo pubblico al quale spiegherà questo nuovo progetto musicale, da lei voluto e amato. Un album che disegna una parte del mondo, il Sud, con le sue meraviglie, i suoi dolori, le mille contraddizioni di terre e popoli diversi ma uniti dallo stesso spirito. Il suo tour partirà con un concerto in programma per il 21 Marzo al Palapartenope di Napoli.
Ci auguriamo che l’artista, ultima arrivata in questo senso, non si arruoli anche lei in quell’esercito della salvezza che vuole insegnarci limiti e confini del riscatto meridionale, collaborando a quell’operazione sottile che sta cercando di ridurre il meridionalismo ad una sterile corrente della sinistra italiana, depotenziandolo della sua carica di ribellione popolare e “brigantesca”. (g.g.)

Tratto da         

 

IN THE MOOD FOR LOVE (in balia dell’amore) è il titolo di una tre giorni organizzata dall’Istituzione Castello e Museo delle Arti di Nocciano e prevista per l’11 il 12 e il 14 Febbraio 2012, dalle 17.30 in poi.

La rassegna, a cura di Eugenio Cancelli, docente di Storia della moda e del costume del master universitario in Economia e gestione della moda di Penne (Pe) nonché membro del comitato tecnico-scientifico del Museo di Arte Contemporanea di Nocciano, ha l’obiettivo di analizzare da vari punti di vista (letterario, poetico, cinematografico, stilistico e artistico) un aspetto particolarmente presente nella vita dell’essere umano: l’amore.

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FIMA: attenzione al monito di cambiamento che dalla Sicilia giunge al Paese. Disinformare e’ un errore, ma occorre prudenza.

 

“Dopo l’ iniziale silenzio mediatico ed istituzionale calato sulle iniziative di protesta degli agricoltori siciliani, cui abbiamo ribadito la nostra vicinanza e sostegno, e’ in atto il tentativo di delegittimare l’immagine di un movimento spontaneo, che ha il merito di aver sollevato la questione agricola e fiscale, in particolare del mezzogiorno, dove il disagio delle popolazioni rurali, piu esposte alla crisi, fa sentire la sua eco in tutto il Paese”. Lo dichiara Saverio De Bonis, coordinatore della neonata FIMA, Federazione Italiana Movimenti Agricoli.
La personale conoscenza di molti agricoltori che guidano il movimento e la storia drammatica di tragedie familiari vissute nel silenzio ci consente di testimoniare la sincerita’ dei manifestanti, animata da uno spirito di servizio verso i piu’ deboli e negli interessi generali del Paese, pur nella rabbia comprensibile di chi soffre e non viene ascoltato. Quelle rivendicazioni sono sacrosante. Da anni i movimenti agricoli italiani e le associazioni autonome stanno denunciando alle istituzioni, a tutti i livelli, la grave situazione in cui versa il settore, presentando proposte e soluzioni, tuttora inattuate.

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di Lino Patruno

 


Come era naturale e inevitabile, il Fuoco del Sud sta esplodendo. Lo dicevo nel mio libro così intitolato per l’editore Rubbettino e uscito nel marzo scorso: c’è un fuoco tanto sofferto quanto ignorato, si annuncia una insurrezione non soltanto delle coscienze. Meno di un anno dopo, il <Movimento dei forconi> infiamma la Sicilia.

Dopo i camionisti, gli agricoltori, i pescatori, gli edili, scendono in piazza le scuole, i centri sociali, alcuni sacerdoti. Si bruciano i tricolori. E su Facebook, la rivolta trova adepti, al momento solo in rete, in Calabria, Campania, Puglia.

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In memoria dei coniugi De Salvo, vittime della malapolitica

 

di Michele Ladisa

 

Giornata nefasta quell’8 gennaio 2012 a Bari.   I coniugi  De Salvo avevano da poco lasciato la loro “casa di pena sociale”  per concedersi gli ultimi momenti della loro vita in un dignitoso albergo sul litorale barese a quattro passi dalla Fiera del Levante. Qui hanno deciso di dire addio per sempre e a tutti. Lo hanno fatto in un modo clamoroso, non lesinando di lasciare i più ”sentiti ringraziamenti”  all’indirizzo dell’ineffabile Sindaco di Bari, Emiliano e all’ineguagliabile governatore pugliese Vendola, sempre instancabilmente proteso a rendere tutto “migliore” dalla Puglia alla penisola intera.

Proprio loro due, soprattutto loro due ma non solo, sono gli accusati, rei con poche o insignificanti attenuanti. Ma questo non va detto, anzi va sottaciuto.

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di  Lino Patruno

 

Non è una gran scoperta sapere che il Sud è decisivo per la crescita dell’Italia. Quindi ha fatto bene il presidente Monti a dirlo ai governatori meridionali, ma non è che questo passerà alla storia. E’ ovvio che possa crescere di più chi è finora cresciuto meno. La legge dei vasi comunicanti: l’acqua in eccesso da una parte tenderà ad equilibrarsi dall’altra parte. Lo scandalo è che finora non sia avvenuto, perché uno dei due vasi, il Nord, ha ritenuto che all’altro vaso, il Sud, dovessero andare solo quattro gocce. E’ anche la famigerata teoria della locomotiva: se parte quella del Nord, i vagoni del Sud verranno appresso.

Così mai nessuno ha fatto caso a quel venti per cento di meridionali che non lavorano rispetto al Nord.

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