di Raffaele Vescera

I risultati delle elezioni regionali siciliane confermano la forte volontà di cambiamento dei cittadini. Forte astensionismo, dimezzamento dei partiti di centrodestra e ridimensionamento di quelli di sinistra. Unico vero vincitore è il movimento di Grillo.
Molteplici sono le cause di carattere sociale e culturale che stanno sconvolgendo la geografia politica italiana. Da una parte la crisi finanziaria internazionale che accentra nelle mani della speculazione un potere economico enorme in grado di strozzare finanziariamente le nazioni più deboli con maggiore debito pubblico, come l’Italia.

Dall’altra i partiti tradizionali, ridotti vieppiù a comitati d’affari che, anziché preoccuparsi di mettere al sicuro i conti, si sbranano tra loro per spartirsi i proventi delle ruberie dei beni pubblici, corrispondenti a circa un terzo dell’intera produzione nazionale. Affari colossali che vanno dal tunnel Tav da venti miliardi di euro all’acquisto di aerei militari per 15 miliardi, e che vedono coinvolti la totalità dei partiti maggiori (si pensi alla richiesta di 550 milioni di euro per una sola tangente alla Finmeccanica da parte “dell’inconsapevole” ministro Scajola, a fronte dei miseri 50 milioni di euro offerti da Monti per il lavoro ai giovani).

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di Francesco Romano

Sembra che il popolo meridionale si stia svegliando da quel torpore indotto da oltre centocinquanta anni. Dimostrazione di questo è il bagno di folla a Cava de’ Tirreni,  riservato a un discendente della casa dei Borbone.

Cava, una cittadina di oltre cinquantatremila abitanti in provincia di Salerno, interamente  tappezzata di bandiere bianche con lo stemma della casata e nessun tricolore, tranne la fascia dell’ottimo sindaco.

Dimostrazione sono i numerosi convegni e le riunioni di quei meridionalisti che hanno raccolto l’eredità dei loro avi e le manifestazioni di brigantaggio censurati in altri tempi.“Perché dovrei preoccuparmi per i posteri? Cosa hanno fatto i posteri per me?”, famoso aforisma di Marx, uno dei fratelli, Groucho. Appunto a noi, posteri di quei grandi meridionalisti che furono Zitara, Manna, Alianello, Salvemini, Dorso, il compito di dare quella risposta tanto invocata dai numerosi scrittori e

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di Rocco Biondi

 

Dopo aver letto il libro di Lino Patruno sorge spontanea una domanda: ma noi del Sud che ci stiamo a fare ancora nell’Italia unita? Se è vero che i piemontesi entrarono in casa nostra con la violenza, rapinarono le nostre ricchezze, rovinarono la vita a chi ci abitava, costrinsero i nostri figli ad emigrare, perché li sopportiamo ancora? Come ci si libera dal virus iniettato in 150 di unità d’Italia, virus di colpe – scrive Patruno – tanto attribuite da essere state fatte proprie dalle vittime fino al punto di vergognarsene, se non ricorrendo ad un potente antivirus che potrebbe essere l’indipendenza?Abbiamo mezzi e capacità per poter fare e stare da soli. Il libro ne elenca tantissimi: abbiamo grandi stabilimenti di chimica di base a Brindisi e in Sicilia, abbiamo impianti per l’estrazione di petrolio e gas, raffinerie di petrolio, industrie della gomma dei cavi della plastica del vetro della ceramica di fertilizzanti di detersivi, abbiamo l’avanzatissima industria aeronautica e aerospaziale, avionica, energie rinnovabili e alternative, domotica, produciamo materiale ferroviario, abbiamo a Catania un polo informatico di livello mondiale come l’Etna Valley,

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 Cava de’ Tirreni – 20 ottobre 2012

 

Video realizzato da Mimmo Marazia

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 Il 27 e 28 ottobre presso l’Hotel Pisani a San Nicola La Strada (CE) il Presidente Nazionale dei Comitati Due Sicilie Fiore Marro, sarà lieto di accogliere i soci e i simpatizzanti dei CDS per il IV Congresso Nazionale.

Sabato 27 a partire dalle ore 9.00 ci sarà l’apertura del congresso col saluto da parte del Presidente, delle Autorità locali e dei convitati seguito dalle relazioni della dirigenza uscente e dalle relazioni dei vari coordinatori regionali e provinciali, dopo la pausa pranzo dalle 13.30 alle 15.30, seguirà al presentazione delle candidature e le prospettive di interventi sul territorio. I lavori si chiuderanno alle 19.30 con interventi musicali e cena. Si riprenderà domenica 28 sempre alle ore 9.00 con il ritiro delle schede elettorali, lo spoglio delle stesse e a finire, la proclamazione degli eletti e le dichiarazioni del nuovo direttivo. Seguiranno infine i saluti e la chiusura della seconda giornata di lavori congressuali.

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di Romano Pitaro
 

E’ sfumato il federalismo hard targato Lega? “Non proprio”, risponde  il professor Giuseppe Gangemi, che da tempo ha introdotto nel dibattito il concetto di “federalismo antropologico”. Docente di Scienza dell’amministrazione all’Università di Padova e presidente del corso di laurea magistrale in Scienze del governo e Politiche pubbliche, il professor Gangemi, nato a Santa Cristina d’Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria,  il 4 giugno 1949 e  per anni docente presso l’Università di Catania, studia il federalismo da prima che nascesse la Lega: “Il federalismo che ho studiato, e che ho visto essere stato molto utile al Nord Est, essendo stato in quell’area  praticato per decenni, già prima del fascismo, non è il federalismo territoriale della Lega, ma è il federalismo antropologico”.

Il professor Giuseppe Gangemi docente di Scienza dell’amministrazione all’Università di Padova

Cos’è? “Dico subito – argomenta il prof Gangemi – che nella mia  visione, il federalismo è una cosa più seria di quello della Lega e della riforma del Titolo V della Costituzione. Credo, inoltre, che sarebbe molto utile alla Calabria, 

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di Romano Francesco

 

Il gran rifiuto di Pino Aprile a voler capeggiare un movimento meridionalista ha messo al muro tutti quanti. Ha richiamato quel senso di responsabilità che il popolo meridionale ha verso se stesso. In altri tempi si era attribuita la responsabilità sia a Aprile sia a Patruno, come a tantissimi altri scrittori, di aver fatto emergere un lavoro secolare iniziato il 18 marzo 1861.

Pur se tutti convengono che è giunto il momento di mandare a casa questa classe dirigente, che, come si dice in giro, non esistono più la destra e la sinistra, che le ideologie ormai appartengono al secolo scorso, che si assiste al continuo degrado della società, nessuno fa nulla se non continuare a sperare che “adda passà ‘a nuttata”.L’alternativa è che venga una personalità forte capace di aggregare tutti. E qui si vedono nascere “i grillini”, “i forconi”, gli “indignati”, quelli “se non ora, quando” e chi più ne ha più ne metta.

Cosa si deve fare! Abbandonare i sogni? No, nella maniera più assoluta.

E’ necessario mettere da parte l’arroganza, la saccenza. Spogliarsi dalle proprie caratteristiche e sollevarsi da quel torpore latente.

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di Lino Patruno

L’annuncio dice “Cercasi responsabile marketing strategico”. Ci vai e ci sono cento persone disperate, ti dicono che loro cercano varie figure, ma che si parte tutti dallo stesso livello: quale? Vendita di macchinette di caffè e similari, solo che ti devi comprare il kit che costa 1000 euro e venderne almeno 60 per cominciare a essere pagato. Niente fisso, niente rimborsi spese ma “provvigioni ad altissimo livello”. Ragazzi laureati ci mettono l’anima, arrivano a 50, poi lasciano. Ci hanno perso tempo e capitale. Intanto tanti sono andati in giro a fare pubblicità gratuita all’azienda, hanno piazzato qualche macchinetta alla nonna 90enne. Queste sono le offerte di lavoro dalle nostre parti. Ma la Fornero, dove vive?>.

E’ uno fra i tanti sfoghi su Facebook dopo l’ultima uscita della ministra del lavoro, che ha invitato i ragazzi a non essere <choosy>,schizzinosi, nel rapporto col loro futuro: <Lo dicevo sempre ai miei studenti, prendete la prima offerta e poi vi guardate intorno, mettetevi in gioco. Oggi certo non è più così in un mercato tanto difficile e debole, ma abbiamo visto tutti dei laureati sempre in attesa del posto ideale>.

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di Michele Ladisa

Lucia Denadai due mesi prima delle elezioni bitontine non sapeva cos’erano le Duesicilie, cosa furono i briganti per questa Terra. Sapeva invece che tanti diseredati avevano bisogno di lei e da tempo combatteva in solitaria una battaglia senza quartiere contro la sopraffazione. Furono sufficienti quattro parole “quattro“ per farle indossare con orgoglio la coccarda rossa.  L’agguerrita candidata “indigena” della Confederazione Duosiciliana-Italia Prima fece molto parlare di sé in paese, i suoi video sul  youtube contarono diverse centinaia di “visite”.

Denadai, fu subito chiara: “io con quella gente non ci sto”.  Da  vera “brigantessa” aveva promesso fuoco e fiamme contro chi vincendo quelle elezioni, avesse mancato di portare al primo posto dell’agenda politica i problemi del lavoro, della casa, del disagio sociale.  La Denadai, fulminata sulla via di Damasco, capì immediatamente l’origine dei mali della nostra Terra e per questo sferrò senza alcuna esitazione attacchi a tutto campo contro il sistema dei partiti e di questa sciagurata politica.  Sapeva che chiunque avesse occupato le ambitissime poltrone comunali, nulla o poco avrebbe potuto dinanzi ad un bilancio bucato da ogni parte e senza alcuna possibilità di mungere dalla vacca anoressica di questo balordo Stato.  “In fondo, affermava la brigantessa dei quartieri popolari, la bicicletta l’avranno pretesa loro e anche senza sedile, dovranno inforcarla”. Parole strafottenti, irriverenti se volete ma molto, molto determinate.

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da “il Brigante”
 
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Al centro di piazza “26 Maggio 1734”, svetta l’Obelisco Carolino, monumentale testimonianza della battaglia che, in quel luogo ed in quella data, si svolse tra le truppe spagnole ed austriache, battaglia determinante per la guerra di successione, per la ricostruzione del regno meridionale, e che riportò (*) sul trono di Napoli i Borbone con Carlo (VII di Napoli e III di Sicilia). Obelisco che sarà presto riportato nuovamente al primitivo splendore. Saranno, infatti, presto terminate le operazioni per rimuovere le scritte lasciate dai ragazzini che imbrattavano completamente il monumento simbolo della città di Bitonto (Terra di Bari). Da alcuni giorni un’impalcatura “protegge” la base del cippo fatto erigere da Carlo di Borbonein occasione della importante vittoria.

L’obelisco alto 18 metri, è di tufo rivestito da lastre di marmo bianco di Carrara, mentre di roccia dolomia bitontina sono gli scalini, i quattro cantonali e gli otto medaglioni incastonati sullo stelo. Come si evince da vecchie foto, in principio l’obelisco presentava a vista quattro grandi scalini, dei quali purtroppo attualmente sono visibili soltanto due, in quanto i restanti si trovano sotto il livello della piazza, ed è lì, sotto di essi che si cela un piccolo “tesoro”: due medaglie d’oro con quattro monete d’argento venute da Napoli ed un “un pezzo da otto spagnuolo”“Proteggere” nel vero senso della parola visto che gli operai impegnati a togliere i graffiti venivano letteralmente presi a pallonate dai ragazzini della piazza

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di Lino Patruno

Quando tutta l’Italia dovrebbe marciare unita per salvarsi, da lassù qualcuno continua a non amarla e a spaccarla. Così questa storia della `ndrangheta al Nord. Secondo i leghisti la colpa è tutta di chi un giorno decise di mandarvi i boss in soggiorno obbligato. Ne sarebbe nato il contagio, vittima soprattutto la Lombardia.

Ma nessuno per questo con la `ndrangheta era obbligato (appunto) a farci gli affari che ci hanno fatto. Né qualcuno era obbligato a comprarci i voti per farsi eleggere. Non è che se ci avessero mandato delle galline, tutti per contagio si sarebbero messi a fare le uova. La `ndrangheta è stata la più inquietante smentita all’illusione che l’Italia possa continuare ad andare avanti come se ce ne fossero due. Anzi non solo illusione, ma un disegno da sempre perseguito.La malavita organizzata al Sud non è stata una scelta dei meridionali “delinquenti nati” come riteneva Lombroso: così si trasforma in colpa una iattura subita per ragioni storiche e sociali.

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L’ Accademia di Belle Arti di Bari partecipa al Viewconference di Torino dal 16 al 19 ottobre 2012 con il cortometraggio Mr. Clap.
E’ un’animazione in 3D
(tridimensionale) che narra le disavventure domestiche, ironizzando sulla perdita di manualità dell’individuo inserito in un futuro prossimo, in cui la tecnologia, messa al suo servizio per facilitarne la vita, finisce talvolta per complicarla.Se ogni elettrodomestico delle nostre abitazioni si azionasse con un semplice battito di mani, cosa accadrebbe qualora un banale guasto richiedesse un intervento manuale più tradizionale? Il corto di animazione è creato interamente dalla Student Artist Production in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bari.
Prodotto creato e distribuito da: Fabio Lanzillotta, Michele Natale, Annalisa Cantarini, Fabrizio Centonze, Michele Antonacci, Filippo Ardito, Emanuela Bavaro, Concettina Bellini, Sara D’Angelo, Mauro Di Ceglie, Grazia Di Rella, Angela Lovero, Michele Mongelli, Maria Sciannimanico, Marco Testini.

Ecco il trailer:http://vimeo.com/49021355

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di Dionisio Ciccarese

Ve la ricordate la storia dei tarallini di Puglia con il sospetto di contenere crusca per cavalli? Si? Bene, è una bufala. E questa volta a farcelo sapere non è nessuna “fonte ufficiale”, ma il legale di quell’azienda che prova a limitare i danni prodotti dalle notizie giunte alla stampa e dal passaparola dei consumatori.
Un danno incalcolabile. L’Arpa ha controllato tutto: in quei taralli non solo non c’è crusca, ma non c’è nulla di anomalo. Anzi.
Come la mettiamo? Nel Paese in cui la dietrologia e la cultura del sospetto sono discipline con grande proselitismo la notizia del sequestro ha avuto gioco facile. Anni fa c’è stato anche un signore (che è stato per qualche tempo leader di un movimento) che era riuscito a dire, nell’indifferenza generale, che “il sospetto è l’anticamera della verità”. Una brutalità.
Non c’è stata in questi giorni vending-machine in cui il prodotto non sia stato ritirato (università, ospedali, aziende). Contratti saltati, banche in allerta, maestranze disorientate nonostante sapessero esattamente come avveniva la produzione.

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20 OTTOBRE 2012. Nel segno della continuità  dei grandi legami  da sempre esistiti tra la Città di Cava e i Borbone, dalle guerre che videro protagonista il Popolo di Cava contro i francesi nel 1799, alla presenza sul territorio di industrie, manifatture, opere artistiche e strutture ecclesiastiche protette e valorizzate dalla dinastia napoletana, sempre attenta anche a rispettare e condividere culti come quelli legati al Santuario di San Francesco e S. Antonio, la visita di S. A. R. il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie effettuerà il giorno 20 ottobre 2012. In un momento di crisi

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