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C’ERO ANCH’IO IL 15 SETTEMBRE ALLA MANIFESTAZIONE PACIFICA DI ROSSANO SOLIDARIETA’ AI 14 DENUNCIATI INGIUSTAMENTE. ERAVAMO IN TANTISSIMI   (firma)

 

Fonte: Blog CN24  del 22 gennaio 2013

“Appello ai cittadini, alle associazioni, alle istituzioni. Lo stato drammatico delle ferrovie sulla fascia ionica affonda le sue radici nella storia del meridione ed è figlio di errori ed ingiustizie nei confronti del nostro territorio. A tutto questo troppo spesso ha contribuito anche l’insensibilità della società civile. – Lo si legge in una nota del movimento Terra e Popolo di Rossano - Oggi il nostro territorio è tagliato fuori dal resto del mondo ed ogni investimento nelle tante risorse di cui dispone è destinato a fallire: agricoltura, storia, cultura, natura, paesaggio, clima, nessuno di questi valori può essere apprezzato e può diventare lavoro, economia e benessere per le nostre comunità per il semplice fatto che nessuno può raggiungerci.

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di Lino Patruno

Dedicato a chi andrà a votare e vorrebbe che si facesse qualcosa per il Sud. Cioè per il grande assente nei programmi dei partiti. Allora ciascuno si appunti le seguenti domande. E cerchi di capire chi eventualmente risponde dicendo qualcosa di meridionale.
1. L’Italia non cresce da almeno vent’anni. E si è sempre pensato che potrà crescere se riprenderà a farlo la locomotiva del Nord. Senza nulla togliere ai grandi meriti del Nord, ritiene che continuare a puntare su una sola parte del Paese sia ancòra la scelta giusta?

2. Mettiamo che l’Italia sia un’azienda davanti alla crisi. Ritiene che per superarla debba continuare a puntare sui settori che già vanno meglio ma non possono andare oltre (il Nord), o non debba invece rafforzare i settori finora meno curati e quindi con le potenzialità maggiori (il Sud)?

3.In economia c’è la legge dell’<utilità marginale decrescente>: ogni ulteriore investimento dove ne sono stati già fatti, renderà sempre meno. Lo conferma la Banca d’Italia: ogni euro investito al Nord diventa 1,10 euro per l’intero Paese, ogni euro investito al Sud diventa 1,40 euro per l’intero Paese. A suo parere non è sufficiente per decidere di investire di più al Sud, nell’interesse non del solo Sud ma dell’intera Italia?

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di FAUSTO DI LORENZO (da ” Il Giornale del Sud)

 

La sindrome del gambero colpisce ancora il meridionalismo che più che fare politica, sembra  voglia giocare con la politica. Il grande problema di queste elezioni 2013 è Unione Mediterranea.

Nata (almeno si crede) ufficialmente il 24 novembre 2012, grazie all’impulso di Marco Esposito, con un bel congresso che ha visto la partecipazione di big come Pino Aprile, Lino Patruno e Luigi De Magistris, a distanza di due mesi si è eclissata completamente.

Il progetto è morto prima di respirare: Unione Mediterranea ha subito aderito al movimento arancione di De Magistris.Poi il movimento arancione di De Magistris ha aderito alla lista Rivoluzione Civile di Ingroia. Poi si è aperta la trattativa per inserire gli arancioni nelle liste. Al 22 gennaio, quando le liste sono state presentate è diventato palese che arancioni e meridionalisti sono stati gentilmente messi alla porta da Ingroia, versione politicamente corretta del giustizialismo all’italiana, che non si è fatto tanti scrupoli.

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di Francesco Romano

“Io in Puglia non sono rappresentato da nessuno.l… 24 e 25 febbraio, anche se farà freddo, dovrò andare al mare.” È quanto scrive Rocco Biondi, l’animatore e la colonna portante dei “Sabati Briganteschi” in quel di Villa Castelli, piccola comunità in provincia di Brindisi.

Questo è il punto di vista di un uomo del sud e che vede dal sud che gli hanno rubato il futuro. Praticamente senza speranza e senza di essa non si può vivere. Eppure sarebbe bastato poco per fare contento il popolo duosiciliano ancora una volta messo da parte. Bisogna vivere sempre nell’ala della servitù, senza diritti, sfruttati sino al midollo.

Durante le campagne elettorali vengono dette le balle più altisonanti, nemmeno quelle riguardano quel territorio. Nemmeno la forza di mettere in cantiere la possibilità di parlare di un regionalismo allargato a tutto quello che fu lo Stato delle Due Sicilie, ultimo atto di un’unione di diverse centinaia di anni.

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di Nicola Lofoco

 

La situazione riguardante la guerra civile  in Siria è sempre più preoccupante, sempre più grave ed il numero dei morti aumenta di giorno in giorno. E all’orizzonte non appare , al momento, alcuna soluzione alla mattanza di vite umane che sta insanguinando il paese.

E la guerra continua, da una parte con il cosiddetto “ Esercito Libero Siriano” , composto da disertori dell’esercito siriano ma anche da alcune frange che in molti ritengono essere finanziate da Qatar ed Arabia Saudita per abbattere il “nemico” alawita che comanda la Siria da oltre 40 anni, e dall’ altra con  il regime di Bashar Assad, appoggiato da Russia ed Iran,  che continua nella sua opera di durissima repressione di chiunque gli si opponga. E in mezzo a tutto questo ci sono quotidianamente infiltrazioni di ogni genere.

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Dalla scissione del FNL. La presidenza a Stefano Surace

E’ stato creato da un gruppo di meridionalisti particolarmente attivo riunitosi attorno a Stefano Surace, il giornalista d’inchieste e maestro di arti marziali di rinomanza mondiale.

Sono Ciro Borrelli, Giovanni Cervero, Maria Garenna, Giovanni Precenzano, Domenico Rispoli, Domenico Carandente, Gaetano Marroccoli, Mario Abbate, Antonio Conte, Dario Sorrentino, Giuseppe Bocchino, Claudio ConteE a questo gruppo fondatore si stanno unendo velocemente meridionalisti provenienti dai più diversi ambienti.

Nazione Napolitana Indipendente è stata registrata ufficialmente lo scorso 9 gennaio e la sua sede centrale è a Napoli, via Domenico di Gravina 31, quartiere Materdei (per i contatti 389 459 49 69  -  339 84348 22  - ciroborrelli2011@hotmail.com

Il suo scopo è di attivarsi concretamente per fare recuperare la propria indipendenza al territorio già del prospero e prestigioso regno di Napoli (e poi parte continentale del regno delle due Sicilie).

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di Nicola Manfredelli

 

Non sosterremo nessun partito che non tiene in debito conto, anche nelle candidature, il rispetto della dignità e della difesa degli interessi del Sud”. Per Marco Esposito, Assessore del Comune di Napoli e coordinatore dell’Aggregazione politica Unione Mediterrana, fondata a Napoli lo scorso mese di novembre, e per Nicola Manfredelli, Presidente di Lucania Viva, movimento lucano di rappresentanza e partecipazione che fa parte di Unione Mediterranea, è mortificante che nelle scelte e negli orientamenti che stanno assumendo i partiti nazionali per le candidature alla Camera e al Senato, prevalga, ancora una volta, la logica dell’imposizione centralistica di stampo settentrionale a discapito della realtà meridionale.E’ evidente che il disegno che anche con queste elezioni si sta perpetuando è quello di un Sud che deve continuare ad essere subalterno e funzionale alle altre aree del paese, non solo economicamente ma anche politicamente, a partire dalle candidature e dalla futura composizione del Parlamento italiano.

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di Lino Patruno

Gira per il Nord un video intitolato <Prima il Nord>. E che dice: <Il Nord, si sveglia prima. Per essere sempre pronti. Qui paghiamo le imposte più alte del mondo per versarle tutte a Roma, perché? Qui paghiamo tutti le tasse, veramente, come in Svizzera. Anche qui ci sono gli evasori, certo, ma meno che in Germania. E qui, malgrado la burocrazia e le inefficienze statali, produciamo il 60 per cento della ricchezza nazionale. Perché qui nonostante tutto esportiamo nel mondo intero>.

Il video così continua: <Qui i tagli dei fondi europei non ci impediscono di avere prodotti enogastronomici Dop. Qui se perdi il lavoro non aspetti che mamma Stato ti tenda la mano, perché siamo abituati a rimboccarci le maniche. Qui l’assistenza è per coloro che ne hanno realmente bisogno e ignorano cosa sia il voto di scambio. Qui le pensioni di invalidità ce le hanno solo gli invalidi.

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di Vito Sutto

Non smettono di farci vergognare i leghisti, la loro atrofizzazione cerebrale e’ una malattia contagiosa perché’ anche nelle regioni virtuose qualcuno può’ cominciare a dare i numeri e come in un virus via il contagio…

Non smettono di far vergognare i settentrionali che come alcuni di noi, polentoni da testa al piatto non si riconoscono nella castronate dei duri e puri che magari si smerdano con il latte, ma non si sporcano le mani , o credono di non farlo, cacciando urla isteriche contro il sud sprecone e becero.

I meridionali o sono in mala fede o conniventi e allora basta chiacchiere sulla divisione delle due Italie, tanto noi nordisti siamo migliori, infatti abbiamo partorito solamente i Savoia, la prima guerra mondiale, il fascismo ,le leggi razziali, la seconda guerra mondiale,il craxismo , la lega nord e dulcis in fundo, in fundo, in fundo…Berlusconi.

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di Francesco Romano

Avevamo scritto in tempi non sospetti che le liste elettorali di questa tornata, come del resto da sempre, avrebbe visto la calata dall’alto di personaggi non proprio legati al territorio.

Siamo stati fin facili profeti. Riportiamo la lista presentata da “Rivoluzione Civile” alle politiche nel collegio della Calabria: al primo posto INGROIA ANTONIO, nato a Palermo, al secondo posto STRAMACCIONI GABRIELLA nata a Roma, il terzo posto è occupato da SOFFRITTI ROBERTO nato a Ferrara, in quarta posizione LUCARELLI ALBERTO nato a Napoli ed il primo calabrese lo incontriamo al quinto posto, è MIGALE SALVATORE nato a Cutro (KR)

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da: Epolis Bari (pag. 7)

Un’inchiesta nata dalla bancarotta, da oltre 80 milioni di euro, di una cooperativa milanese di produttori di latte e che ora ipotizza un giro di mazzette ricavate dalle operazioni irregolari della stessa società e intascate da funzionari pubblici e politici che avrebbero dato appoggio alla causa degli allevatori che non volevano pagare le multe all’Ue sulle quote latte per eccesso di produzione.

E’ nell’ambito di questa indagine – anche se formalmente per il filone della bancarotta – che la Gdf, su ordine del pm di Milano, Maurizio Ascione, è entrata nelle sedi della Lega Nord di Milano e Torino, a caccia di documenti relativi all’attività di Daniela Cantamessa e Loredana Zola, la prima segretaria particolare di Umberto Bossi e la seconda segretaria amministrativa della sede torinese.

“La Lega non c’entra, l’inchiesta riguarda una società che non c’entra niente con la Lega. Non hanno trovato nulla e noi siamo terzi (rispetto all’indagine, ndr) e quindi la questione è chiusa”: è stata la reazione

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Il testo integrale della mozione votata  con 16 voti a favore, 13 astenuti e 7 no. Ma servirà a qualcosa? Ai lettori la valutazione.

 
IL CONSIGLIO COMUNALE DI TORINO

premesso che 

in data 27 novembre 2009, in via Pietro Giuria, n.15, presso il polo museale facente capo alla Università degli Studi di Torino, è avvenuta la riapertura del Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso”;
il Museo trae origine dalla collezione privata che Cesare Lombroso allestì procedendo, per anni, a scorticare cadaveri, mozzare e sezionare teste, effettuare i più orripilanti interventi su individui ritenuti criminali, malati di mente, omosessuali e prostitute unicamente per le misure di parti del cranio e del corpo;
il Museo contiene una raccolta di ben 904 crani, oltre a scheletri, cervelli e macabri oggetti tra cui maschere in cera, calchi in gesso, foto di volti di individui, anche di fanciulli, con precise etichette di condotte sociali devianti, riportanti scrupolosamente anche il luogo di nascita del soggetto esposto;

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Il mio intervento in aula sul Museo Lombroso 

Un problema del cranio

(di Vittorio Bertola) 13.01.13 19:37

 

Qual è, secondo voi, la priorità del consiglio comunale di Torino di domani? Probabilmente vi aspettate che sia la discussione sui blocchi del traffico anti-smog (sui quali peraltro ribadiamo la posizione espressa da mesi), e invece no: il Partito Democratico ha chiesto di mettere al primo punto la mozione, presentata dal consigliere calabrese del PD Domenico Mangone, di restituire e seppellire il cranio del bandito ottocentesco Giuseppe Villella,

Teschio di Giuseppe Villella

 conservato nel Museo Lombroso.

Anche se alla fine l’ordine è stato invertito, la discussione sarà calda; i consiglieri comunali stanno ricevendo decine di mail dalla Calabria che li invitano a votare a favore. Difatti è stato il sindaco di Motta Santa Lucia, paesino dei monti calabri di cui Villella era originario, a portare in causa il Comune e l’Università di Torinoottenendo dal tribunale di Lamezia una sentenza che li obbliga a restiuire il cranio al Comune d’origine, che per legge esegue la sepoltura in assenza di parenti; anche se la sentenza qualche giorno fa è stata sospesa dopo l’appello.

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MARONI: IL 75% DELLE TASSE NON BASTA AL NORD, VOGLIAMO TUTTO

 

di Raffaele Vescera

 

Come se non bastasse  la sfacciata richiesta di trattenere nelle regioni settentrionali il 75% delle tasse  versate nelle sue regioni, Maroni vuole anche gli “appalti a Km zero”. Ovvero, una legge che impedisca alle aziende centromeridionali di partecipare alle gare di appalto per i lavori pubblici nel Nord. Di più, pretende che gli enti locali “padani” abbiano il privilegio di affidare i lavori alle “proprie” imprese. Per finire, la “falange maronita” chiede anche l’apertura al Nord di una sezione distaccata del Consiglio di Stato. Ovvero l’organo supremo che decide in materia amministrativa. In questo modo, avrebbe anche il cane da guardia giudiziario per difendere il bottino.

E’ noto che il Nord già si appropria  delle tasse che le grandi aziende che operano nel Mezzogiorno, versano a Nord, avendo là la propria sede legale. E’ superfluo rammentare che, in occasione dei lavori per l’Expo di Milano, la Regione Lombardia ha provato a fare una legge che escludesse le imprese meridionali. Tutto ciò mentre le imprese subalpine, in buon accordo con le mafie, operano a man bassa nella cosiddetta “terronia”.

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