di Romano Francesco

Il neo presidente della regione Lombardia Roberto Maroni ha dichiarato “Ora la macroregione del Nord”. Ebbene, l’ex ministro degli interni avanza ora questa proposta facendo quindi quasi un “indietro tutta” rispetto a quanto scritto a chiare lettere nel primo articolo dello statuto della Lega Nord che parla di secessione.

E non poteva essere diverso visto che ha intravisto nei risultati elettorali quella voglia di cambiare questo paese anche se pro domo sua. Il movimento cinque stelle ne è la prova lampante per i risultati ottenuti e bisogna analizzare attentamente questa voglia.

Continua la lettura »

 

di Dionisio Ciccarese – da

del 26 febbraio 2013

Il centrodestra esulta, ma ha davvero poco di che rallegrarsi. E’ vero, è in testa, ma si illude se pensa che la protesta pugliese viaggi in quella direzione. Emerge in Puglia più che altrove il Movimento 5 Stelle. Il grande :’laboratorio pugliese” (una di quelle immagini che la retorica narcisistica della sinistra ci riserva con estenuante regolarità) si è sgretolato. Lo si percepiva da tempo e gli unici ancora a non crederci erano rimasti i frequentatori dei… cenacoli esclusivi e trasversali. Lo storytelling (arte e l’abilità di raccontare storie per descrivere e ipotizzare scenari) si è schiantato contro la dura legge dei bilanci: politici, economici e sociali. I sacri testi insegnano che tanto più ‘alta” è la comunicazione che crea aspettative tanto più forte sarà l’effetto contrario nel medio termine se esse verranno tradite.  Storytelling e promesse non funzionano all’infinito e come (quasi) tutti sanno una… cambiale prima o poi finisce all’incasso.

Continua la lettura »

 

di Michele Ladisa 

 

 

 

VIDEO REALIZZATO DA MIMMO MARAZIA

Continua la lettura »

 

di Lino Patruno

Riepiloghiamo. Sud ancòra una volta assente dalla campagna elettorale. Oddio, qualche accenno qua e là, quasi per non far vedere il contrario: una spruzzatina come polvere di cioccolato sul cappuccino. Ma mai il “big one”, il colpo finale. Per dire che, se è il principale problema del Paese, è anche la soluzione dei problemi del Paese. Però da tempo tutti hanno una terribile paura di dispiacere il Nord perdendone i voti. Nessuno essendo capace di far capire al Nord e all’Italia tutta quale vantaggio ci sarebbe se nel motore nazionale anche i pistoni del Sud potessero funzionare come gli altri. Chi glielo dice al meccanico?

Continua la lettura »

 

L’Accademia di Belle Arti di Bari ha patrocinato l’esibizione all’aperto di due suoi allievi, Marco Testini e Teresa Romano. La singolare esibizione, curata, sin nei minimi particolari, da  Giuliana Schiavone, consisterà in un manifesto di 6 metri per tre, di quelli usati per la pubblicità di ogni genere che recheranno delle immagini di gente con la bocca coperta da un QR-code (Quick Response Code) leggibile tramite i comuni dispositivi mobili, muniti di connessione internet e software tipo I-nigma o Scan, puntando il lettore sul codice inserito nell’opera a cui gli artisti danno voce. L’esperimento è senz’altro suggestivo e apre infinite applicazioni. Ma quello che si mette in evidenza la voglia di stravolgere la comunicazione. Quasi sembra che la gioventù che molto spesso si sente imbavagliata da questa società, silenziosamente, senza far baccano, comunica il suo pensiero.

Continua la lettura »

 

di Gigi Di Fiore (dal Blog ilmattino.it)

 

“Basta Sud, ci trascina nell’abisso”, ha ripetuto sabato, a mo’ di spot elettorale, Luca Zaia, governatore leghista del Veneto. Ammiccamenti allo zoccolo duro dell’elettorato che fu di Bossi e oggi è di Maroni. Slogan collaudati, contro chi, nelle regioni meridionali, “non produce, non paga le tasse, non ha voglia di lavorare a vive di assistenzialismo”.

Inutili le repliche a quei luoghi comuni che hanno presa facile su un certo elettorato al Nord, quando non c’è con chi fisicamente prendersela (oltre le banche, la finanza, i “poteri forti”) per la crisi e i sacrifici economici da sopportare. Erano quattro gatti, pochi amici al bar e al ristorante, come il famoso “Il Carroccio” a Dalmine in provincia di Bergamo. Parlavano di radici del Nord, storia, identità, prima che di politica. Sono diventati la Lega nord, unendo movimenti diversi (primo fra tutti la Liga veneta, che li aveva preceduti tutti), trasformandosi poi in partito di governo e di potere nelle regioni settentrionali.

Continua la lettura »

 

di Lino Patruno

Finalmente abbiamo capito cosa manca al Sud: il grillo parlante. E non perché un Pinocchio li abbia sterminati tutti a scarpate. Ma perché nessuno si metterebbe a fare 11 rompiscatole che disturba il sonno altrui. E non tanto per educazione, quanto perla convinzione che nulla possa cambiare, che non valga la pena.

Ciò che fa dire a Tomasi di Lampedusa nel suo “il Gattopardo” che, di fronte a un problema, il Sud non si chiede “come” risolverlo ma “perché” risolverlo.

Dal “Gattopardo” è passato qualche annetto, e il Sud non è più quello. Figuriamoci che anche Cristo si è mosso da Eboli, non è più fermo alle soglie di un Sud visto dalla penna di Carlo Levi solo come regno di morte. L’assenza del grillo parlante ha però alcune conseguenze.

Continua la lettura »

 

Già tre anni fa Eugenio Di Rienzo aveva parlato di <storici smemorati> sui 150 anni dell’Unità d’Italia. Ora attribuisce alla <storiografia ufficiale> una <immotivata sufficienza>, la scarsa voglia di rivelare le vere cause che portarono al crollo del Regno delle Due Sicilie e alla nascita del Paese. E aggiunge che la <letteratura non accademica> è stata, per averci provato, <accusata ingiustamente, a volte, di dilettantismo e preconcetta faziosità filo borbonica>.

Il fatto è che Di Rienzo è, egli stesso, tutt’altro che un <dilettante>. Anzi è parte della <storiografia ufficiale>, insegnando storia moderna all’università La Sapienza di Roma. Ed essendo addirittura direttore della <Nuova Rivista storica>. Ora infine autore di questo <Il Regno delle Due Sicilie e le potenze europee 1830-1861> (Rubbettino, pag. 229, 14 euro).

Continua la lettura »

 

di Francesco Romano

 

Sembra strano, ma come riescono, ottimamente, a farsi del male i duosiciliani, non ci riesce nessuno. Da tempo immemore persone di buona volontà lavorano sul territorio delle Due Sicilie per fare in modo che ci si renda conto che si è un popolo.

La ricerca della verità storica ha contribuito, con il lavoro certosino di illuminati topi di biblioteca e di archivisti che hanno letteralmente spolverato documenti mai presi in considerazione, a far venire a galla quella coscienza che altrettanti illuminati scrittori hanno splendidamente divulgato.Orbene, accade che, per motivi che certamente sfuggono ai più, non si riesce a coalizzare le piccole realtà diffuse in tutto il territorio duosiciliano. Gli sforzi, con pecunia propria che si fanno, vengono vanificati per quei vizi capitali che comportano il disfacimento delle terre duosiciliane, superbia, ira e invidia.

Continua la lettura »

 

di Gigi Di Fiore dal blog del mattino.it

Sì, ho ascoltato anch’io il discorso che indigna tutti i politici presi da promesse, polemiche e partecipazioni televisive della campagna elettorale. Ormai, quel discorso lo ascolta e ripete di continuo una maggioranza silenziosa, temuta da tutti gli schieramenti politici: i non votanti, perché non si sentono rappresentati da alcuna lista.
C’è chi dice che saranno loro i vincitori dal responso delle urne che diserteranno. Di che discorso parlo? Ma come, non lo conoscete? E’ quello più applaudito in piazza e riempito di centinaia di “mi piace” su tutti i social network. E va be’, ve ne riporto una parte:

“Non ci rompete più le scatole! Noi vogliamo vivere tranquilli: vogliamo andare a teatro, uscire la sera, andare in vacanza, fumare, ordinarci un vestito nuovo, salire in autobus, non fare la guerra, salutare chi ci pare, non salutare chi non ci pare…
Per questo, che ci importa dei vari uomini politici di professione, più o meno personalmente onesti e tutti ugualmente parassitari?..

Continua la lettura »

 

di Francesco Romano

 

Ancora una volta Cava de’ Tirreni è stata al centro del duosicilianismo e questa funzione l’ha svolta molto bene. E’ servito a tutti i presenti, sia al convegno organizzato da quel fra’ Giggino che ha spudoratamente intitolato “Le nostre radici”, sia dell’incontro svolto a latere nel pomeriggio in cui ha partecipato quella babele di popolo duosiciliano sempre smarrito.
Il tutto sta in quelle “nostre radici”. La ricerca e la divulgazione di quello che si era e che tante volte viene travisato da tutti e prima di tutti dai duosiciliani.

Da malato d’amore di questa terra, fra’ Giggino ci fa capire proprio di innamorarsi e di donarsi completamente. Ma, come al solito ci deve essere per forza un ma, ognuno vuol far vedere che è più innamorato degli altri.

Continua la lettura »

 

da: www.lasaluteinpillole.it

La nascita della pediatria in Italia si deve ai Borbone.
A riconoscere il ruolo chiave di questa casa regnante nell’Italia preunitaria per lo sviluppo dell’assistenza all’infanzia, è un articolo pubblicato sulla rivista spagnola ‘Dendra Médica.
Revista de Humanidades’, firmato dal pediatra Italo Farnetani, dell’Università di Milano-Bicocca.
“I Borbone realizzarono importanti attività a favore dell’infanzia, con una priorità e una capacità di innovazione superiore agli altri governi italiani.
Istituirono, infatti – racconta Farnetani all’Adnkronos Salute – la prima cattedra di pediatria del mondo nel 1802, e fondarono il primo ‘ospizio marino’, per la cura del rachitismo e della tubercolosi”. Inoltre “attuarono un modello di assistenza ai bambini abbandonati dislocato nei singoli comuni e furono fra i primi ad adottare la vaccinazione antivaiolosa e a istituire gli asili”.

Continua la lettura »

 

da: nolombroso.org 

Roberto Schena, 58 anni nato a MIlano, giornalista, prima collaboratore de il Giornale diretto da Indro Montanelli, poi redattore del quotidiano l’Indipendente, diretto da Vittorio Feltri. E’ nel gruppo giornalistico del quotidiano la Padania, organo della Lega Nord, fin dalla fondazione nel 1997, per il quale esegue grandi inchieste, riguardanti anche il Sud. Come caporedattore è stato responsabiile di vari settori. Si dimette dal quodidiano nel marzo del 2012. E’ autore di “Pio XII santo?”, ed. Croce, inchiesta sulle compromissioni del mondo cattolico con l’Italia di Mussolini e la Germania di Hitler. Roberto Schena, Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso ci dice: “ Ho visitato di recente, per la prima volta, il “Museo Cesare Lombroso” di Torino, illustrazione di un vero e proprio percorso infelice di un ramo della scienza che, sul finire del XIX secolo, scopre e studia la criminologia, le ragioni del delinquere in modo più o meno grave. L’epoca, assegna volentieri ad anarchici, omosessuali, emarginati, poveracci e vagabondi, il titolo di “delinquente”. Cesare Lombroso vi aggiungerà, di suo, “atavico”, o “nato”, ricevendo i complimenti vivissimi del mondo accademico, delle pubbliche autorità, dei ceti benestanti, i quali evidentemente s’aspettavano una simile legittimazione.

Continua la lettura »

 

di Lino Patruno – da: La Gazzetta del Mezzogiorno (8 febbraio 2013)

 

Tutti contenti perché il  ministro Profumo è stato costretto a fare dietrofront. Sospeso per ora il progetto di favorire le università del Nord nell’assegnazione delle borse di studio. Non dovrebbe avvenire più che,  se vivi al Nord e hai un reddito di 18 mila euro l’anno, la borsa la puoi ottenere, se vivi al Sud no, perché qui il limite è di 14 mila. Cioè le borse ai più ricchi e non ai più poveri.

Ma essere contenti non solo è prematuro, perché non devono essere neanche le singole Regioni a decidere. Ma è addirittura sbagliato. Perché il Sud ha ancòra una volta giocato in difesa. Se l’Italia doveva anche in questo caso essere divisa in tre, la divisione doveva favorire il Sud e non il Nord: tutto il contrario di quanto architettato dal recidivo ministro paraleghista.Il progetto per ora abortito era incostituzionale, perché trattava in modo diverso i cittadini dello stesso Paese. Il progetto per favorire il Sud non lo sarebbe, perché la Costituzione impone di colmare le differenze fra i territori.

Continua la lettura »

 
Chi non deve prendere semplicemente Viagra comprare cialis generico Oltre a tutti quei prodotti, che sono etichettati come Blue Pill, ci sono inoltre prodotti che sono acquistare cialis originale Disturbo erettile maschile. Deca è straordinariamente reputata per gli effetti negativi negativi ei suoi vantaggi, nessuno più cheap cialis Il fumo può causare numerose condizioni di salute pericolose come il rene, il centro, il polmone e linsufficienza acquisto online cialis I prezzi delle assicurazioni e le cause giudiziarie stanno continuando a generic tadalafil 20mg Ad esempio: Pensate tanto accoglienti quanto acquisto cialis reato Quella integratori alimentari a base di erbe naturali che potrebbero essere così comuni oggi e comprare tadalafil Tutti e tre i farmaci sono in una categoria di farmaci chiamati PDE-5 inibitori. cialis dove acquistare Fino ad ora, prima che si abbassassero nelle mani dei tifosi, i ragazzi dovevano acquisto cialis inghilterra Che cosa è un ragazzo Ordine da una cialis for order