di Francesco Romano

 

Secondo Marie Louise Von Frantz, una psicoanalista svizzera, allieva e collaboratrice di Carl Gustav Jung, i ladri nei sogni indicano una irruzione nel sistema psicologico del sognatore. Ed è quanto avviene se qualcuno scrive, a proposito di un convegno di chiara matrice duosiciliana che si svolgerà a Bari il 27 aprile 2013, “Non andremo mai da nessuna parte, perché c’è troppa confusione e primedonne che tentano di scopiazzare ogni iniziativa. I meridionali rimarranno sempre meridionali, immaginando il sogno del regno che fu e vivendo l’incubo della colonia che siamo.”Siamo in presenza di un “guastatore” che con fare subdolo inietta un veleno nella società duosiciliana. Poca importanza ha quello che dice a proposito di primedonne e scopiazzature di ogni iniziative. Il fare subdolo viene fuori quando dice che “i meridionali rimarranno sempre meridionali” sicuramente a prendere le distanze da un popolo che non sente più suo.

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di Francesco Romano


“Altro giro, altra corsa”, quante volte lo abbiamo sentito ripetere dai giostrai per invogliare all’acquisto di un biglietto per salire sulla giostra.

E quasi lo sentiamo ripetere ora dal Presidente della Repubblica Napolitano dopo, non si è ancòra capito bene, la rinuncia non rinuncia di un mandato non mandato che lo stesso Napolitano aveva affidato a Bersani.

E nel frattempo l’Italia (sic!) perde colpi su colpi. Slitta sempre più in basso in tutte le classifiche. Non sappiamo più a che posto sia collocato. Se convocassero un G8 non sappiamo se la chiamerebbero. A proposito dei vari G degli anni

In tutto questo la parte più debole dell’Italia, quella riconoscibile in quel che fu lo Stato delle Due Sicilie, non può dire la sua. passati, non si sente più nessuna convocazione. Proprio ora che probabilmente ci sarebbe bisogno per sciorinare quei problemi che affliggono l’Europa.

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di Lino Patruno


Il problema non è solo il governo che non c’è, già una disperazione. Il problema è il precipizio

inesorabile dell’Italia. Quand’anche la politica dovesse fare miracoli in pochi giorni, ci vorranno non meno di dieci anni e a ritmi cinesi per tornare non più che al livello di vent’anni fa, quando comunque eravamo i malati d’Europa.

Rischia di andarsene una generazione. E un brutto allarme è stato il parziale acquisto dei titoli di Stato italiani l’altro giorno, quelli che prima in un modo o nell’altro erano piazzati tutti. Mentre il troppo presto dimenticato “spread” ha ripreso a salire. Con la trappola della spesa per interessi che aumenta vanificando ogni tentativo di tagliare. E l’incubo non così lontano di una Cipro che ha prelevato sui conti correnti della gente senza troppi preavvisi.

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di FRANCO GIULIANO (da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 27 marzo 2013)

Un treno «Frecciarossa» dedicato alla «Freccia del Sud», così come veniva chiamato il grande Pietro Mennea, il campionissimo barlettano scomparso giovedì scorso all’età di soli 61 anni. Peccato che il nuovissimo super «Frecciarossa 1000», il treno da 360 km/h che collegherà in due ore e 15 minuti Milano con Roma (e viceversa) non arriverà mai a Barletta, la città dalla quale il grande atleta pugliese aveva iniziato la sua ascesa nell’olimpo dell’atletica mondiale.

Tutti gli italiani, certamente, ringraziano per la sensibilità dimostrata l’amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato Mauro Moretti che ha voluto dedicare il «treno  più veloce di sempre» all’atleta pugliese «più veloce di sempre».

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Fonte:

del 27 marzo 2013

In relazione ad un’inchiesta di EPolis Bari sul naufragio di FishandShip, manifestazione delle Fiera del Levante, dedicata a chi ama il mare ci ha scritto il dottor Leonardo Volpicella, direttore generale dell’Ente. Ecco il suo testo e la risposta del direttore Dionisio Ciccarese

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Direttore Ciccarese, sul Suo giornale di sabato scorso, parlando di Fiera del Levante e della manifestazione FishandShips, Lei ha perso l’occasione per aprire un dibattito serio ed informato sul ruolo della Fiera nel nostro territorio e su come cambiarla, modernizzarla, attualizzarla.

Ha preferito invece, come spesso accade, identificare il “bersaglio di turno” a cui addebitare il semplice rinvio al 2014 della manifestazione FishandShips che, trattandosi di un numero zero, non avrebbe neanche prodotto un margine economico per l’Ente.

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«Va fatta in stabilimenti separati da quelli dei formaggi»
Dal 30 giugno le aziende devono scegliere: monta la protesta

 

di Gianluca Abate (da: corrieredelmezzogiorno.it)

I produttori di mozzarella di bufala campana — utilizzando un’espressione tacciabile di conflitto d’interessi culinario — la chiamano «polpetta avvelenata». Quella polpetta è una legge per la quale «la produzione della mozzarella di bufala dop deve essere effettuata in stabilimenti separati da quelli in cui ha luogo la produzione di altri tipi di formaggi». E adesso un decreto attuativo, pubblicato giovedì scorso sulla Gazzetta Ufficiale, fissa per il 30 giugno il termine entro il quale è necessario indicare lo stabilimento nel quale produrre solo quella mozzarella, pena la perdita del marchio dop. Il risultato? La stragrande maggioranza degli imprenditori (che non possono consentirsi due stabilimenti) ripiegherà sulla produzione di mozzarella generica. Un colpo letale al mercato della bufala dop, prima denominazione nel Sud, quarta in Italia, un comparto che vale da solo 500 milioni di euro di fatturato.

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di “Redazione Controcorrente

 

Dopo la conquista del record del mondo nei 200 piani, che ha resistito 17 anni e che ancora oggi è primato europeo, Pietro Mennea ci tenne a sottolineare che a realizzare l’impresa era stato un ragazzo del Sud, cresciuto senza una pista su cui allenarsi. 

Veniva da Barletta, in Terra di Bari, e, contraddicendo gli stereotipi di matrice nordista, ripetuti dalla cultura meridionale subalterna, è stato la dimostrazione vivente della capacità di sacrificio, della determinazione, dell’onestà, della fierezza dei veri uomini del Sud.

Uomo di cultura e scrittore, impegnato oltre che nell’atletica, nella professione forense e in politica, si è sempre battuto a viso aperto in difesa dell’etica dello sport contro il doping e per la salvaguardia di un mondo a misura d’uomo, contro la speculazione finanziaria e le lobbies affaristiche che inquinano anche lo spirito olimpico. 

Uomo verticale e campione autentico, è entrato a pieno titolo nella leggenda dello sport mondiale e, per sempre, nei nostri cuori. Un luminoso esempio da seguire per la riscossa della nostra patria.

Onore a te, Pietro Mennea,
Freccia del Sud 

 

di Libero Sica*

Il divario crescente fra Centro-Nord e Sud è misurabile utilizzando vari termini di raffronto.  Recentemente, alcuni dati pubblicati dall’Istat e dall’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno (SVIMEZ) permettono di comprendere l’entità dell’attuale divario e le probabili drammatiche traiettorie che sono già evidenti e che non fanno prevedere nulla di positivo nel breve e medio termine per la condizione economica dei nostri territori.

Il primo dato è il confronto fra il Prodotto Interno Lordo (PIL) del Centro-Nord e quello del Sud.  Il PIL misura il valore totale dei beni e servizi prodotti in una specifica zona geografica (come una nazione) nel corso di un anno, e destinati al consumo dell’acquirente finale, agli investimenti privati e pubblici, alle esportazioni nette (ovvero le esportazioni totali meno le importazioni totali). Negli ultimi quattro anni, il PIL degli ex territori del Regno delle Due Sicilie è calato da 395 a 365 miliardi di euro, pari a un decremento del 6,8%.  Il PIL dei nostri territori oggi è pari a circa il 24% del PIL italiano.  Nel 2012, il PIL nel Sud è sceso del 3%, quasi il doppio del centro-nord, e le previsioni per il 2013 sono ancora più devastanti.

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di Francesco Romano

Più passa il tempo e più ci prendiamo per i fondelli. Si, ci prendiamo per i fondelli fra noi che è la cosa più grave e pericolosa. Secondo i vari momenti e occasioni ognuno tira l’acqua al suo mulino.

“C’è bisogno che gli stipendi e salari del Sud siano inferiori perché lì la vita costa meno.” Così si tuona dal Nord.

A parte il fatto che si tratta di una grossa baggianata, se anche per assurdo si ammettesse che la vita costi di meno, non si capisce quale di questa vita costi di meno, forse quella “second life” del mondo virtuale.Un esempio per tutti: le assicurazioni. Il sole24ore.com del 9 marzo 2013 ci ricordava che l’Italia si conferma al primo posto tra i paesi Europei per iprezzi delle polizze RC Auto. Benissimo. Ora pensate che in Italia, che come si diceva ha “le tariffe più alte d’Europa”, il Sud ha le tariffe più alte d’Italia. Quindi immaginate di quanto più alte sono le tariffe assicurative praticate sul suolo duosiciliano rispetto alla media europea.

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di Vito Sutto

 

Il Centro Culturale Zerouno di Barletta, ospita una rassegna di grande impatto con le tele di Eugenio Galli, artista lombardo che giunge in terra di Puglia con la sua nuova produzione ma anche con la sua storica rappresentazione di spazi vissuti da fremiti e da improvvise folgorazioni luminose.Artista eclettico con una viva dialettica che affonda le radici nel rapporto spazio creato -.spazio mentale, Eugenio Galli offre al pubblico una viva rappresentazione delle dinamica filosofica dell’essere non essere, infatti la sua pittura e’ affermazione e negazione allo stesso tempo del colore e della linea, e’ affermazione di bianchi intensi e allo stesso tempo superamento di essi.

Vigile interprete di una lettura spazialista che si esprime ancora nella poetica artistica contemporanea, Eugenio Galli testimonia anche in questa mostra in Puglia di saper offrire emozioni che peraltro provengono dalla sua dimensione personale nella quale il rapporto spazio -tempo trovan configurazione nei bianchi intensi dei quali accennavo.
Almeno per il pubblico pugliese, una mostra da non perdere.

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di LINO PATRUNO 


La situazione è questa. Chissà come e quando si riuscirà a fare un governo. Si teme di dover andare di nuovo a votare lasciando il Paese ai negozi che scompaiono, ai fallimenti delle imprese, alla gente che va a mangiare alla mensa comunale, al pianto di chi ha perso anche la dignità, ai suicidi di chi non ce la fa. Un giovane su tre non lavora. Il rischio che Cipro sia costretta a uscire dall’euro per l’ennesima idiozia dell’Europa sta allarmando anche l’Italia dei piccoli risparmiatori. 

 Per fortuna la gente scoraggiata riacquista un po’ di fiducia grazie a papa Francesco che promette primavera: ma è solo un cerino per riscaldarsi. 

Figuriamoci se, in un clima del genere, qualcuno alza il dito e dice: ma di Sud, non parliamo? Per favore, non disturbi.

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di Francesco Romano

Martedì 26 marzo grande giorno. La fabbrica AnsaldoBreda (non so se rinnova il ricordo di qualcosa o di qualcuno  questa fabbrica) partorirà il freccia rossa 1000. Grande avviso dell’amministratore delegato delle ferrovie Mauro Moretti. Il supertreno porterà il nome di Pietro Mennea.

Grandissima iniziativa dedicare questo treno a un ragazzo del sud che della fatica ne ha fatto la sua ragione di vita, che la sofferenza lo ha accompagnato per i suoi 60 anni, che le grandi sfide sono state il filo conduttore della sua esistenza.Non penso possa essere contento di una decisione del genere pur se apprezzabile. Ma gli apprezzamenti giungono solo per le eccellenze del Sud che, dimenticando le origini territoriali,  diventano eccellenze nazionali. Vengono letteralmente scippate le origini: il petrolio della Basilicata è petrolio italiano mentre il parmigiano reggiano è un formaggio padano e gli esempi possono continuare in eterno.

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di Michele Ladisa

La Bridgestone Europa chiude? La Bridgestone pneumatici farà Harakiri. Questa è l’opinione pubblicitaria diffusa a tappeto dal duo Vendola- Emiliano sollecitati dalla veemente reazione di circa 1000 operai.

Cos’è questo harakiri. Nell’altro che l’auspicato suicidio della Bridgestone da indurre con la  richiesta a tappeto di non comprare più pneumatici  Bridgstone visto che l’azienda, pur avendo sede a Bari, è di proprietà nipponica.

Ci dicono che sia stato sufficiente questo per costringere il managment del sol levante ad un’inversione di rotta, il quale si rende ora disponibile a riconsiderare la questione. Staremo a vedere.

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