di Francesco Romano

Si è chiuso ieri la due giorni duosiciliana che ha visto la città di Bari protagonista della sesta riunione del Legittimo Parlamento delle Due Sicilie e il secondo congresso duosiciliano a carattere straordinario.

Al termine di ogni riunione generalmente un po’ tutti cantano vittoria, sia per la partecipazione di illustri nomi che di quella popolare.

Ma non faremo niente di tutto. Nessun nome di grido nel campo del moderno meridionalismo, non perché abbiano declinato l’invito ma perché non sono stati scientemente chiamati.I nostri nomi illustri sono stati i partecipanti, uno per uno, e li ringraziamo sentitamente perché sono loro che ci interessano. Perché sono loro il vero popolo duosiciliano.

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di Giuseppe Corapi

 

Carissimi, vi invito a riflettere sul sottotitolo del libro di Lino Patruno “Ricomincio da Sud – E’ qui il futuro d’Italia (Rubbettino Ed. 2012 pag. 250 € 14,00.) Appunto, “è qui il futuro d’Italia”. Questa è la chiave che può risolvere i problemi dei meridionali o duosiciliani che dir si voglia, se si riesce a fare uno sforzo nel risvegliare le proprie coscienze sulla situazione di  subalternità che si vive nelle nostre città del  sud.

Siamo una colonia del nord Italia e dobbiamo dircelo a viso aperto e senza nasconderci; dobbiamo acquisire questa amara consapevolezza e risvegliarci da questo torpore che ci vede in ogni decisione, importante e non, succubi del sistema tosco-padano, ben orchestrato e che funziona da anni a meraviglia, per loro!!

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Pasquale Troncone: “La legislazione penale dell’emergenza in Italia
Jovene Editore, Napoli 2001, pp. 256

di Rocco Biondi (dal Blog di Rocco Biondi)

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Il libro analizza gli aspetti giuridici di quello che accadde nel Mezzogiorno nel decennio 1860-1870 in cui si realizzò la cosiddetta unità d’Italia. Le spinte ideali che portarono all’unità furono annullate dall’azione condotta dal potere sabaudo. Per contenere la rivolta sociale contro l’invasione, dai piemontesi furono usate leggi eccezionali particolarmente repressive. Oltre la metà dell’esercito intervenne nel Sud e diede vita ad iniziative arbitrarie. Venne ingaggiata una lotta spietata e senza regole contro il brigantaggio.
Il fenomeno del brigantaggio anche se ha profonde radici storiche, tuttavia nel periodo postunitario assume una connotazione particolare. All’aspetto di disagio sociale si aggiunge quello di rivolta politica contro i nuovi modelli di governo imposti dal potere piemontese e contro la cacciata dei sovrani borbonici. Il legittimismo borbonico ebbe anche un attivo sostegno della Chiesa.

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di LINO PATRUNO (da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 12 aprile 2013)

 

Ci vorrebbe per l’Italia in questo momento una saggezza alla Gandhi. Ci vorrebbe quel piccolo indiano che a mani nude e senza violenza sconfisse la più grande potenza coloniale del mondo. Ci vorrebbe per capire con lui che la vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia. Certo, con lo sconforto che c’è intorno, è roba da essere mandati a quel paese insieme a questa filosofia da accattoni. Purtroppo, si sa. Mentre state leggendo questo articolo, quattro altre aziende avranno chiuso in Italia. Alla fine della giornata, a chiudere saranno state in mille, altre 3mila persone avranno perso il lavoro, altri 250 giovani saranno fuggiti all’estero. Si spera che non ci siano altri suicidi fra lacrime e vergogna.

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Pubblichiamo l’intervento con cui Fiore Marro, Presidente Nazionale dei Comitati Due Sicilie, commenta il riavvicinamento tra il suo movimento culturale e il Partito del Sud, la formazione politica autonomista e identitaria guidata da Andrea Balia, Enzo Riccio e Antonio Ciano che celebrerà il suo congresso il 27 aprile a Roma. Appuntamento a cui non mancheranno i vertici dei Comitati Due Sicilie.

(da www.ilgiornale.net)

Non ho mai precluso il dialogo con chi si occupa di cose meridionaliste. Chi ha seguito il mio percorso identitario di questi anni, sa che non ho mai snobbato collaborazioni, mai eluso approcci con altre realtà sudiste, siano esse politiche che culturali o di pensiero.

Quindi chi dovrebbe meravigliarsi di questa mia apertura al dialogo con Balìa e co. ha una visione periferica, se non distorta del mio pensiero.

La prova della collaborazione con Nando Dicè di questi tempi, dove ci fosse stata necessità di prova, credo sia chiarificatrice di ciò che intendo come alleanze.

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di Francesco Romano

Non ci siamo messi a dare i numeri. Vorremmo darli, se fossero vincenti per questo suolo duosiciliano sempre più accantonato, messo da parte, e considerato sempre un buon serbatoio di voti.Si potrebbe persino lanciare un concorso e scomodare i più importanti presentatori di quiz, sia televisivi che radiofonici.

Ma ci limitiamo a mutuare una nota rubrica di un settimanale enigmistico “Forse non tutti sanno che …”.

E forse non tutti sanno che a Capurso, in provincia di Bari,  paese meglio conosciuto per aver dato i natali a Checco Zalone, comico pugliese che ha mietuto tanti successi televisivi e cinematografici, si erge la Reale Basilica S. Maria del Pozzo.

Nessuno si spaventi per il “reale” in quanto possiamo assicurare che non è sepolto nessun re e che tanto meno ci sia un rigurgito monarchico Fu terminata nel 1770 e per volontà di Papa Pio IX venne elevata al rango di Basilica minore e, in seguito, per interessamento della famiglia reale di Napoli, i Borbone delle Due Sicilie, a Reale Basilica.

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di Lino Patruno

La domanda che ci ripetiamo è come abbia fatto l’Italia ad arrivare a un punto così basso. Né consola ricordare che l’umanità è nata da un fratricidio, Caino che uccide Abele. E che poi è andata avanti con Eva che fa uno scherzo da preti ad Adamo. Il regista e scrittore Davide Ferrario fa notare che quella parte di umanità che sono gli italiani, per non farsi mancare niente, ci ha aggiunto un suo fratricidio locale, Romolo che uccide Remo.

E che poi è andata avanti a Orazi e Curiazi, Montecchi e Capuleti, Guelfi e Ghibellini, Cavour e Garibaldi, Fascisti e Antifascisti, Coppi e Bartali, Rivera e Mazzola, Mina e Milva, Inter e Juventus, Nord e Sud. Fino alla più recente madre di tutte le battaglie: Berlusconi e anti-Berlusconi. FRATELLI COLTELLI Se nell’atto di nascita abbiamo l’odio tra fratelli, cioè l’odio di tutti per tutti, allora Grillo non è affatto un innovatore. Uno che si presenta sulla scena politica non dicendo cosa pensa, ma dicendo cosa pensa di tutti gli altri (“Vaffa”) fa parte del paesaggio non apportando nulla di originale.

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(…e c’è chi crede ancora in Napolitano, Monti, Bersani, Berlusconi e compagnia cantando)

 
di Solange Manfredi – tratto da http://paolofranceschetti.blogspot.com/ Il Grande inganno: da Maastricht a Lisbona

Premessa
Nel corso di questi anni ho scritto diversi articoli sottolineando alcune sentenze o leggi che, a mio parere, presentavano diverse anomalie: 
violazioni costituzionali nell’esercizio della politica monetaria; 
attentato agli organi costituzionali; 
La costituzione inesistente, abbiamo perso tutto; 
Il lodo Alfano? Un falso bersaglio, l’Italia ha perso la tutela dei diritti umani.
Non riuscivo a spiegarmi, allora, perché questi fatti non venissero segnalati, commentati e, soprattutto, perché i media tacessero la “pericolosità” di quanto stava accadendo. 
Oggi, probabilmente, ho capito il perché di quell’assordante silenzio. 
Quella che vi sto per raccontare è la storia di un grande inganno, un inganno che parte da lontano, sin dalla fine della seconda guerra mondiale. 
E’ la storia di un progetto (eversivo???) che vuole l’Europa governata da una oligarchia. 
Poiché il progetto subisce, nel 1992, un’importante accelerazione, è da tale anno che inizieremo a raccontare questa storia.

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LA RECENSIONE DI LINO PATRUNO
(dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 4 aprile 2013)

Se il Sud si staccasse dal resto d’Italia, non ci perderebbe niente. Tanto già ora staccato lo è per come è trattato, e come tutte le cifre dimostrano. Quindi non una scelta di andarsene da solo ma l’inevitabile conseguenza delle politiche di un presunto Paese unito in cui ogni decisione è presa nell’interesse di una sua sola parte. A questo punto “Separiamoci”, dice Marco Esposito nel suo ultimo libro a metà fra scandalo e necessità (Magenes ed., pag. 165, 12 euro).Esposito non è un brigante, né un nostalgico, né un folle. Giornalista economico a “Milano Finanza”, “Voce”, “Messaggero”, “Repubblica”, “Mattino”, già autore di libri sui tranelli del federalismo fiscale leghista, con alcune sue inchieste ha impedito leggi infide e dannose per il Sud. Ora è assessore alle attività produttive del Comune della sua città, Napoli, dopo essere stato responsabile Mezzogiorno per l’Italia dei Valori. Uomo di studi prima che di passioni, addirittura uomo mite.

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di Francesco Romano

Non capisco e non riuscirò mai a capirlo. O meglio lo capisco ma non voglio ammetterlo. Non lo ammetto perché basterebbe poco a comprenderlo tutti. Mi chiedo, se nella mia squadra di calcio giocasse uno straniero, che fosse bianco, nero, giallo, rosso, e persino azzurro, mi porrei qualche domanda se lo stesso fosse l’uomo squadra che mi facesse vincere lo scudetto? Quante volte abbiamo chiuso gli occhi su Maradona, e continuiamo a farlo con Balotelli, ma gli esempi sono moltissimi, che hanno comportamenti diversi in campo e nella vita?Il problema sta proprio qui. Non siamo duosiciliani, siamo italiani. Per me duosiciliano è sinonimo di unità, infatti quello che fu lo Stato delle Due Sicilie è stato unito fino a quando non fu, con un eufemismo, inglobato nel Regno di Sardegna, con tutto quello che ha comportato e continua a comportare sino ai giorni che stiamo vivendo.

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di LINO PATRUNO

Inutile dire che è giustissima la battaglia che questo giornale sta conducendo per avere l’alta velocità ferroviaria anche al Sud. Anzi sacrosanta. I cowboy conquistarono l’America con gli sbuffanti “cavalli d’acciaio” che andavano verso il West. E anche sùbito dopo l’unità d’Italia furono i binari a fare un Paese altrimenti inesistente.

Lo fecero soprattutto al Nord, tanto che 150 anni dopo tra Bari e Napoli ci vogliono ancòra più di quattro ore. Insomma la storia si ripete sempre, ovviamente a danno del Sud. Astiosa la polemica che da allora si ripropone. I Borbone vantavano la prima ferrovia della penisola, la famosa Napoli-Portici. Nove chilometri, obiettano gli storici. E per fare andare il re da una reggia all’altra.

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La lettera   di Francesco Tassone al Legittimo Parlamento
 

Non so  se potrò essere a Bari, come mi auguro e come desidero.

Il Parlamento delle Due Sicilie – Parlamento del Sud mi sembra un’ottima iniziativa, forse il primo tentativo serio di istituire una Consulta Permanente dei Movimenti, secondo la definizione di Osvaldo Balestrieri in una sua recente telefonata.   

     I Movimenti hanno in comune due necessità. La prima  è quella  di definire la comune posizione politica nei confronti dello Stato italiano, che non può essere che di opposizione e di rivendicazione della sovranità sottratta al Meridione con la conquista .

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Fonte:
 
 
 
Dalle cene alle auto di lusso. Ecco come i politici calabresi spendono i fondi destinati ai rimborsi. E c’è persino chi usava soldi pubblici per pagare le proprie bollette della tarsu. Dieci consiglieri regionali e quasi tutti i direttori amministrativi dei gruppi consiliari sono finiti sotto indagine dopo gli accertamenti della Guardia di Finanza a Palazzo Campanella

di GIUSEPPE BALDESSARRO

  
REGGIO CALABRIA – C’è stato anche chi ha avuto la faccia tosta di farsi rimborsare i “Gratta e Vinci”. I contribuenti calabresi hanno mantenuto ai politici regionali di tutto. Qualcuno s’è fatto pagare il singolo caffè, le multe, i viaggi all’estero, gli hotel e i ristoranti. E poi auto di lusso, iphon, ipad, ricariche del telefono, bollette della tarsu, detersivi, il tagliando della macchina e persino le tasse da versare all’Agenzia delle entrate. Gli uomini del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno trovato di tutto. Da settimane spulciano i conti dei gruppi del Consiglio regionale e non c’è giorno che non salti fuori qualche fattura che puzza lontano un miglio. Ora l’inchiesta condotta dal pm Matteo Centini è arrivata ad un primo step. La procura nei giorni scorsi ha iscritto sul registro degli indagati quasi tutti i direttori amministrativi dei gruppi di Palazzo Campanella, e con essi dieci consiglieri regionali che dovranno dare spiegazioni di fatture e ricevute che non convincono gli inquirenti. Per tutti l’accusa è di peculato. Avrebbero infatti distratto soldi pubblici per finalità non istituzionali. Dieci nomi eccellenti, sui cui tuttavia c’è ancora il massimo riserbo, e ai quali nel giro di qualche settimana, man mano che la Finanza procede con le verifiche, potrebbero aggiungersene altri. 

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