di Giuseppe Picciariello

Ancora occasioni perse e mal gestite dagli incapaci amministratori che si susseguono alla gestione della parte culturale della città di Bari e della Puglia.

Partiamo dalle cifra stanziate dai Pon 2007/2013 di ben 1 miliardo di euro, poi ridotta a 600 milioni per assenza di proposte progettuali delle regioni meridionali che invece dovevano realizzare grandi progetti ovvero attrattori culturali per l’archeologia, i monumenti storici, i Poli Museali, i Teatri etc., possibilmente connessi in rete: ovvero il nostro rilancio economico mancato, ovvero amministratori arruffoni che continuano a non saper intercettare i cospicui flussi del turismo culturale internazionale! Ovvero una ulteriore prova di incapacità delle regioni come Enti di programmazione e indirizzo in cui le città e i comuni devono inserirsi per una politica di respiro locale.

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di Lino Patruno

Scena di vita al Sud. Incontro con un consigliere regionale, solito caffè, poi va via in fretta.

Ma dove, visto che non c’è Consiglio né commissione? Sai, c’è sempre la clientela. Clientela significa gente da ricevere e da ascoltare, gente cui magari promettere. Osservata dall’esterno, sarebbe immediato il commento: ecco la classe politica meridionale, non cambierà mai come non cambierà mai il Sud. Lasciamoli tutti al loro destino. L’incontro ripropone appunto il problema della classe dirigente, da alcuni ritenuta unica causa di tutti i mali del Sud. Come se fosse un modello a sé in un’Italia in cui ogni giorno c’è uno scandalo “made in Lombardia”. E ora ci si mette anche il Piemonte, mentre tutte le Regioni sono al centro della vergogna per le loro spesucce con soldi pubblici (per la verità, tutte tranne la Puglia).

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Trieste, una vita….


di Vito Sutto

Una giovanissima Nidia Robba, classe 1924, continua a produrre opere letterarie con immutato amore per Trieste, l’Italia e l’Europa. Nata vicinissima al “Vecio” Acquedotto, ha vissuto una vita da triestina

comune fino ad un momento della sua esistenza illuminante: cosa abbia fatto scattare la sua vena letteraria non ve lo possiamo dire, ma fatto sta che dal 2002 ad oggi un fiume di idee la consacrano scrittrice fervida e generosa.Trieste la linda, Raggi d’amore, Sotto il segno della nebulosa (nel ricordo del ritorno di Trieste all’Italia) Schermo, La cetra d’oro, Quadri dell’anima, Sortilegio della città rosa, La verità falsa, Il filo fiorito, L’angelo nello specchio, I carati dell’amore, Un uomo di neve, Quinto elemento, Dedicato a…, Castel Rovino, Lo schiaffo, Dileto dialeto, La nebbia e per finire -ma non sarà finita-Dalla parte del perdente, sono diciotto titoli di pubblicazioni che l’animosa Nidia ha offerto ai suoi lettori in questi dodici anni in cui non ha conosciuto altro che carta penna e fantasia.

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di Michele Finizio

Ci sono quelli che “l’ambientalismo sono io”. Ci sono quelli che “la protesta sono io”. Ci sono quelli che“la salute mentale è roba mia”Ci sono quelli che “la politica la so fare io”. Quelli, sono quelli il problema della Basilicata. Ci sono quelli che “l’antimafia sono io”. E’ una rincorsa alla primogenitura sulle disgrazie. Fa pena questa Italia dell’esclusivismo individualista alla don Cozzi, alla don Ciotti.

Fa pena questa Italia senza vertebre, senza rivoluzione nel sangue. Fanno pena le donne del Pd che in nome dell’unità del partito rinunciano alla corsa alla segreteria. La parità di genere è una loro prerogativa, sono pari, molto pari alla cultura maschilista della gestione del Potere.

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di Rita Nappi e Anna Iseppon

Il 17 marzo 1861, nasce il Regno d’Italia. La proclamazione avvenne in lingua francese a Torino. Il Cont

e Cavour con l’aiuto della Massoneria inglese, della Camorra, di Garibaldi e di Vittorio Emanuele II diede vita ad una Nazione mai unita nella sostanza, ma solo formalmente parlando. Dopo aver saccheggiato, messo a ferro e fuoco i paesi del Regno delle due Sicilie e rubato circa 411.475.000 del Banco di Napoli, Cavour creò un paese corrotto, sorto sul sangue dei meridionali.

L’Unità d’Italia ha cancellato non solo la memoria del Sud, ma anche quella degli altri popoli italici preunitari.

Anche in Veneto c’è chi festeggia l’Unità 17 marzo, dimentico che in quella data la parte nordorientale dell’odierna Italia ancora non faceva parte del Regno. I territori Veneti infatti sono stati annessi all’italia solo 5 anni dopo, con l’imbroglio e la forza, per mezzo di un plebiscito truffa.

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di Francesco Romano

La posizione di molti di questo variegato mondo meridionalista che ben si conosce, non è solo quella

di evitare conflitto tra i diversi movimenti del Sud, ma di sentirsi parte di ognuno di essi, fuochi, per continuare ad usare la metafora, di uno stesso incendio.

Non si conosce bene la storia delle vicende attraverso cui si è andata sviluppando la grande guerra del brigantaggio, e per questo si sollecita il pensiero e i dotti scritti di Valentino Romano, ma da quello che se ne sa non ci pare che le diverse bande si combattessero tra di loro.

Sapete quanto si ritenga esiziale e affligga la divisione, tanto più quando essa tende a diventare endemica, nascendo da una non adeguata consapevolezza del ruolo (di servizio) nel difficile processo di riscatto di questo territorio.

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di Rita Nappi

Il Meridione è la mia Nazione. Napoli capitale!” E con questa frase , il rapper partenopeo  Tueff

, dopo aver dato l’esclusiva del video e della canzone al giornale “La Repubblica” nei giorni scorsi, si concede una piccola intervista ad Onda del Sud.

Federico Flugi esordisce da solista con il nuovo singolo “Fratelli d’Itaglia”, estratto dall’album “My Raplosophy”, in collaborazione con Dj Jad – ex Articolo 31. Un lavoro straordinario ed intenso, un brano che racchiude la storia dell’ex Regno delle due Sicilie fino ad oggi, ma partiamo dall’inizio:

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di Lino Patruno

Rimediare. Rimediare ora che ancòra una volta la parola Sud non è dal sen di Renzi neanche per sbagli

o sfuggita. Rimediare solo facendo sentire tutto il peso del Sud, se il Sud ci riuscisse. Eppure, volendo, sarebbe una Macroregione di un terzo d’Italia. Anche se si fa più presto a parlarne che a capirsi. Ricordiamo cosa successe quando si lanciò quel mezzo aborto di Banca del Mezzogiorno con le sue presunte magnifiche sorti e progressive. Di quale regione il presidente? E di quale il vice? E in quale la direzione? Il rischio di una guerra civile più che cin cin per il lieto evento.

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di Antonella Musitano

prof.ssa Antonella Musitano

Un vecchio detto recita “l’occasione fa l’uomo ladro” e probabilmente molti giornalisti non resistono alla tentazione, quando devono parlare della Calabria, di definirla  terra di “ndrangheta”, giusto per mettere subito le cose in chiaro, o, secondo gli ultimi “aggiornamenti” terra di “Gomorra”. Può darsi che tra non molto su qualche dizionario aggiornato della lingua italiana alla voce “Calabria” troveremo la seguente spiegazione: terra di “ndrangheta”.

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di Rita Nappi

Quando nel 2008 prima a Pianura (Quartiere di Napoli) e poi nel 2010 a Chiaiano, la gente protestava,

inveiva giustizia e legalità contro l’apertura della discarica e contro i cumuli di monnezza per le strade, tutti i media, compresi i politici, asserivano che queste stesse persone erano legate alla criminalità organizzata.Lo stesso Bertolaso (ex direttore della Protezione Civile) era contro i manifestanti ed appoggiava le orde agguerrite dei carabinieri e della polizia.

Dopo qualche giorno, il Presidente del consiglio dell’epoca (Berlusconi) promise che in 30 giorni il problema dei rifiuti a Napoli ed in provincia sarebbe stato risolto.

Come no!  Furono stanziati milioni di euro per la costruzione dell’inceneritore di Acerra (2008/2009), avendo poi come riscontro un enorme dissenso dai parte dei cittadini, in quanto vi erano numerose irregolarità degli enti nelle gestione del ciclo dei rifiuti e nella costruzione dell’impianto stesso. Mr Berlusconi volle anche gli yankees a presidiare l’impianto, ma senza aver successo poiché lo stesso impianto non è mai stato completato.

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di Filomeno Cafagna

Sarà presentato alle 19,30 del 14 Marzo 2014 presso la libreria La Maria del Porto di Trani in collaborazione con l’Associazione culturale “Libera i Libri” l’opera di Antonella Musitano “ Su

d, tutta un’altra storia” .

Con questo lavoro la scrittrice, continua l’opera di scuotimento delle coscienze di uomini e giovani meridionali affinchè prendano consapevolezza su quella che è stata la vera storia che il mezzogiorno italiano.Ognuno di  noi è tenuto a sapere quelli che sono stati gli avvenimenti che, all’indomani dell’unità d’Italia, hanno insanguinato la nostra terra, (storie queste, mai raccontate ed opportunamente celate nei libri di storia) in modo tale che il meridionale si renda conto che il Sud non è sempre stato come ancora oggi, ci vogliono far credere, ossia una palla al piede per il Paese, ma ha avuto per moltissimo tempo un ruolo primario e d’eccellenza al pari delle più grandi nazioni europee e mondiali mentre il tanto decantato Nord arrancava affannosamente.

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di Rocco Michele Renna

Dalle 11 del 10 marzo l’intera città di Gravina in Puglia è senza Gas metano. La situazione meteo non è delle migliori e il freddo si fa sentire. Il pensiero va alla sofferenza dei malati e alle famiglie che non hanno la possibilità di cucinare e nemmeno di riscaldarsi.Il sindaco Valente si arrampica sugli specchi. Editti, proclami e attivazione delle forze di protezione civile, perché non ha cosa dire alla cittadinanza.

Finalmente quella che sembra una buona notizia si trasforma quasi in tragedia. il guasto è stato riparato ma serviranno ancora alcune ore per riportare la fornitura di gas in tutte le abitazioni. Dal comando di polizia municipale spiegano che, sistemato il guasto, ora bisognerà procedere alla “pulizia” delle condotte di gas ossia liberare le tubature dall’aria. Per questo, e al fine di compiere le operazioni nel più breve tempo possibile, in queste ore stanno arrivando a Gravina molte squadre di tecnici della società di distribuzione di gas che effettueranno le operazioni di pulizia per ogni singolo impianto. Ogni singola abitazione è interessata. Si chiede di collaborare con i tecnici dando loro la possibilità di compiere tutte le operazioni nella massima sicurezza e celerità. Con il trascorrere del tempo si fanno più seri i disagi dopo l’interruzione del gas in città.

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