di Giuseppe Picciariello (*)

Il ritmo delle nostre terre duosiciliane, profumate e baciate dal sole e dal mare e odorose di vento e di pioggia che benedice è scandito da balli arcaici come la tarantella e la taranta, che guarisce dai mali

antichi che risalgono fino alla magna grecia ed ai riti sfrenati di Dionisio, Bacco, Apollo dell’edonismo classico.

Ecco, dalla Campania alla Lucania alla Calabria fino giù alla nobile Sicilia per risalire alla nostra Puglia all’Abruzzo al Molise, noi discendiamo dalla bellezza classica dell’antica grecia madre di ogni dignità culturale: è lì che ha origine la nostra arcaica cultura contadina legata ai riti della terra e degli astri: nelle nostre bellissime regioni il cielo si unisce alla terra in un amplesso ancestrale,  l’antico è sempre moderno come mostrano le sempreverdi feste paesane ove nobiltà, borghesia marinai e contadini si accomunano in un unico popolo rendendoci particolari, giustamente orgogliosi, belli e incontaminati!

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Riceviamo dal Movimento Duosiciliano di Napoli e volentieri pubblichiamo

La notizia ha dell’incredibile  e non per un motivo soltanto, ma andiamo per gradi.

Il premier Renzi lancia un appello ai Sindaci di tutta Italia per segnalare le emergenze presenti nei rispettivi comuni.

Due i sindaci protagonisti della vicenda: Michele Griffo del Comune di Trentola Ducenta (CE) e Gianluigi Cristina, sindaco di Pisano Novarese (NO).Un gesto di solidarietà, quello del Sindaco trentolese, che evidenzierebbe uno Spirito di Carità cristiana e di grande sensibilità al servizio del “povero”comune del novarese le cui scuole, materna ed elementare, sono state messe in sicurezza negli ultimi dieci anni al 90%. Per concludere l’opera e portare la sicurezza al 100 %, servono 11.500 euro.

Evidenzierebbe si, se le scuole del comune di Trentola fossero tutte in sicurezza al 100 %,altrimenti il paradosso sarebbe evidente anche ad un non vedente.

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di Lino Patruno

Eppure il Sud conviene. Anzi se la vogliono fare, la facciano questa secessione al Nord, magari

un po’ meno comica di quella veneta. Ignari di quanto dal Sud ricavano. Anzi forse per nulla ignari, si alza un polverone per ricavare di più. Oltre che per protestare contro uno Stato che, questo è vero, dà meno di quanto toglie. Ma a tutti. Anzi di più a chi meno già ha, cioè il Sud.
Ci hanno provato prima col federalismo, che se non fosse stato in salsa leghista, non sarebbe stato neanche male. Dare più autonomia a Comuni e Regioni in modo che gestissero meglio i loro soldi, pagando con la non rielezione in caso contrario. Invece questo principio conteneva il retropensiero del Nord: ci teniamo i nostri soldi perché siamo stanchi di darli al Sud. Quante se ne sono sentite da quel galantuomo di Bossi.

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di Giuseppe Corapi

Si consideri il peso esercitato dalle Fondazioni in due colossi bancari italiani: in Intesa-Sanpaolo il 9,8%

è in possesso della Compagnia di San Paolo, il 4,6% da Cariplo e il 4,1% dalla Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, mentre in Unicredit il 4,6% è detenuto da Cariverona e il 3,6% dalla Cassa di Risparmio

di Torino. Tutte fondazioni del nord.Per comprendere meglio tale dinamica, è utile fare un esame. Cariverona è primo socio di Unicredit, poiché ne controlla il 4,6%. Su una trentina di membri del consiglio generale della Fondazione, ventidue sono nominati dagli enti territoriali: quattro dal sindaco di Verona (Veneto), uno il primo cittadino di Legnago (Veneto), uno il presidente della Provincia di Vicenza (Veneto), uno il sindaco di Feltre (Veneto) e gli altri sono indicati dalle Camere di Commercio locali (Veneto).

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di Francesco Romano

Delle due l’una. O Emiliano è un politico ormai alla frutta oppure è un credulone. Per carità, Emiliano è uno dei tanti della classe dirigente meridionale e non possiamo avercela con lui. Così devono andare le cose decise sempre altrove. Il sindaco di Bari prima cambia politico di riferimento e passa con il toscano Matteo Renzi contribuendo alla vittoria alle primarie contro il friulano Giovanni Cuperlo e il lombardo Pippo Civati.

Che cosa cambia? Niente. Da vicepresidente dell’ANCI non può ambire alla presidenza dopo l’abbandono dell’emiliano Graziano Delrio perché nominato ministro con il governo dell’altro toscano Enrico Letta.

Resta di riserva caro Emiliano, gli sarà stato detto, nominiamo presidente il torinese Piero Fassino, probabilmente farai il ministro.

Ed Emiliano non abbandona il telefono in attesa di quello squillo che avrebbe ricevuto come segnale per diventare ministro. Il telefono però resta muto. E gli viene detto che ci sono degli equilibri da rispettare ed Emiliano allora  attende almeno una nomina a sottosegretario. Altra delusione. Ma come si fa con i bambini, gli è detto che sarà capolista, per la regione meridionale, alle Europee del 2014.

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di LINO PATRUNO

Nuovo attacco sul fronte meridionale. Si pubblica la mappa della pericolosità fiscale, già inquietante nel termine. E nell’Italia a totale rischio di evasione viene compreso più o meno tutto il Sud.

Qualche zona simile qua e là nelle otto Italie della mappa. Ma Centro Nord quasi al completo con l’etichetta “stanno tutti bene”, come la solitamente grigia Agenzia delle entrate l’ha definito prendendo a prestito titoli di film. Ovvio il dito sùbito puntato sul solito Sud, non c’è classifica che non lo confermi brutto, sporco e cattivo.Tanta la soddisfazione di potersi assolvere trovando il consueto colpevole di tutti i mali del Paese, che nessuno stavolta ha obiettato: con l’attuale livello di tasse, l’evasione potrebbe essere legittima difesa. Ma le tasse sono tanto più alte quanto più le si evade. Per la verità sono tanto più alte quanto più uno Stato inqualificabile continua a spendere. Però senza tasse, niente servizi pubblici, anche se con quel bassissimo livello di servizi pubblici a Sud lo Stato bara e pretende ugualmente. Così restiamo nella tenaglia di uno Stato dissennato e di una evasione altrettanto.

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di Giovanni VALENTINI

Il vento della secessione che spira dal Veneto non è solo il vento del separatismo e dell’egoismo sociale che anima il ricco Nord-Est contro il resto dell’Italia, e in particolarecontro il nostro povero Sud. Fin qui, si potrebbe anche interpretare come una rivendicazione più o meno legittima di autonomia e indipendenza, in difesa degli interessi locali. E magari come una reazione ai tanti vizi, presunti o reali, attribuiti ai meridionali: l’assenteismo, l’assistenzialismo, il clientelismo, la corruzione, l’evasione fiscale, la criminalità organizzata e chi più ne ha più ne metta. Ma in realtà questa corrente secessionista rappresenta qualche cosa di più e di peggio.

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di Francesco Romano

Nessuna preoccupazione. Non è un messaggio criptato e nemmeno un sito hard. E’ soltanto una indicazione per conoscere e consapevolmente devolvere il 5 per mille alle associazioni presenti nel territorio della provincia di Bari.

Ed è anche un invito a commentare queste due righe inviando i codici di altre province meridionali, magari anche indicando l’associazione e il suo indirizzo.

Perché fare questo? Motivo semplicissimo. Lasciare i nostri soldi nei nostri territori.

Per carità, sembra quasi una guerra fra poveri. Ma chiediamoci una cosa: come mai le associazioni nazionali fanno tanta pubblicità per accaparrarsi la nostra preferenza. Evidentemente in un’analisi costi benefici, quest’ultimi superano, e di molto, i primi.

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Convegno a Napoli - sabato 14 giugno 2014

L’Alfiere solennizza l’uscita del suo 100° numero con un
convegno a Napoli, sabato 16 giugno 2014, ore 17,30, nel
magnifico Palazzo San Teodoro, alla Riviera di Chiaia.

Una battaglia culturale che continua nel segno della
tradizione e nella linea di Silvio Vitale: difesa del Sud, della verità storica e della dignità dei popoli delle Due Sicilie.

Nei prossimi giorni sarà diramato il programma.

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di LINO PATRUNO

Due storie meridionali a confronto. La prima ricavata da Facebook. Ho incontrato al bar un amicochenon vedevo da tempo. Mi ha detto che fra un po’ si trasferisce con la sua ragazza in Olanda per cercare di darsi un futuro. Fra qualche settimana una mia collega psicologa va a vivere in Francia, raggiungendo il fidanzato che è già lì da mesi. E un mio conoscente diplomato all’istituto alberghiero se ne è andato un anno fa in Canada.

Altri due ragazzi con i quali uscivamo la sera sono già uno a Milano e l’altro a Verona. Ho saputo tutto questo nel giro di pochi giorni, si scappa di corsa, sembra un esodo inarrestabile. Perché andare via è l’unica possibilità per noi del Sud? Sembra una cronaca di altri tempi, quando si narrava l’esodo biblico di fine ’800 verso la Mèrica.

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Sventola su Sirignano un forte senso estetico e di appartenenza identitaria.

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di Fiore Marro

Non è facile ed è anche anomalo affrontare un tema leggero come una kermesse mondana qual è una

sfilata per un concorso di bellezza: una manifestazione che ci ha visti come Comitati Due Sicilie in prima linea come testimonial per certificare la vicinanza e l’approvazione ad un evento che esula da ogni riferimento al percorso di ricerca storica duosiciliana che ci ha contraddistinto in questi lunghi anni.La manifestazione in questione è : Una Miss per il Regno delle Due Sicilie, avvenimento tenutosi a Sirignano in provincia di Avellino, comune amministrato da una giunta che ha come sindaco Raffaele Colucci , esponente di Insorgenza Civile.

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