di Luigi Del Gaudio

Unico luogo in città a portare il nome di un legittimo sovrano napoletano. Piazza Carlo III, sede di uno degli edifici più lunghi d’Europa, Palazzo Fuga, oggi versa in condizioni disastrose giacendo nell’indifferenza e nell’incuria più totale. Un anno fa la delibera della Giunta comunale sul restyling dei giardini della piazza e dello stesso Palazzo Fuga.

La riqualificazione dell’area sarebbe una manna dal cielo per il turismo in quest’area e per tutto l’indotto che ne deriva. Il Real Albergo dei Poveri, fatto costruire per l’appunto da Carlo di Borbone Re di Napoli, potrebbe diventare il “Louvre napoletano”. La sua ampia superficie potrebbe ospitare tutti i pezzi conservati nei depositi dei vari musei napoletani come quelli dell’Archeologico, di Capodimonte, del Duca di Martina e del Museo di San Martino. Questa è una tesi che si sta diffondendo sempre più e che sta prendendo sempre più piede nella coscienza civile dei cittadini dell’area, oramai vittima di una IV municipalità sempre senza fondi.

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di Dionisio Ciccarese

Nel dramma dell’economia europea la vicenda del Mezzogiorno d’Italia ha esiti tragici sui fronti dell’occupazione, dell’istruzione, della criminalità, dei giovani.


Questi ultimi non sono sprechi, sono molto di più, giacché incidono sulla capacità di “rendere merito” a quel capitale umano che, sempre più frequentemente, lascia le nostre terre per approdare in aree in cui valore e competenze sono riconosciuti.Il problema è che questo esodo offusca la prospettiva e costringe il territorio a subire la violenza di una classe dirigente ignorante se va bene, criminale se va male.Oggi tutti penderanno dalla bocca del premier Renzi. In verità in questi mesi non gli abbiamo sentito spesso pronunciare le parole Sud o Mezzogiorno. Mai come negli ultimi 20 anni, grazie soprattutto (ma non solo) alla Lega, parlare del Sud è diventato un specie di tabù. Un Mezzogiorno marcio, corrotto, sprecone e criminale. L’economia del Mezzogiorno è un capitolo a parte, generato dai decennali egoismi di una parte della classe dirigente del Nord, dall’inettitudine della rappresentanza politica parlamentare meridionale e, infine, dal clientelismo e dalla corruzione che troppo spesso si accompagna alle azioni delle nostre amministrazioni locali.

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di ANTONELLA MUSITANO

Dovrebbe partire dai Bronzi la riscossa della Calabria e i calabresi dovrebbero ritrovare la loro antica fierezza, il loro orgoglio di popolo, un popolo prigioniero dell’immagine negativa fatta di luoghi comuni,

di pregiudizi, di offese strumentalizzate ad arte soprattutto dai media, quei media che, per “dovere” di informazione, dovrebbero   invece indagare, analizzare, raccontare le ragioni storiche, politiche e sociali della attuale condizione della Calabria, il suo mancato sviluppo, la sua condizione di marginalità in un Paese  in cui 153 anni di Unità hanno creato un divario Nord – Sud che non ha eguali in nessuna parte del mondo  e che per la Calabria è una morte lenta.Ma la vicenda dei Bronzi  ha dimostrato che la Calabria è altro, che la Calabria è cultura, è arte, è capitale umano  che ritrova la sua identità  nei  grandi valori della civiltà mediterranea  di cui è figlia.

La faccenda Bronzi  non è stata una semplice “querelle” di mezza estate,  un gossip di cui discorrere sotto l’ombrellone,  è stata  e continua ad essere,  un vero attacco alla Calabria, alla sua cultura, alla sua gente, alle sue istituzioni.

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Giovanni Maddamma

Molte persone come me, hanno perso moltissimi anni della propria esistenza dietro a partiti politici che mascherano i loro veri obbiettivi. Infatti, oggi in Italia sono pochi i partiti e rappresentanti politici, che riconoscono il valore del nostro territorio e ne promuovono il suo sviluppo Duosiciliano. In molti casi, abbiamo visto persone elette nel nostro territorio, fare una politica a favore di altri territori “extra nazionali” come la Lega Nord. Mi sono permesso di chiamarli “territori extra nazionali”, perché oltre all’Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia, non ci sono altri, queste Regioni assieme formano “il Regno Duo Siciliano”.


La Lega, nega ogni contatto con questo territorio, tanto da lanciare contro di noi accuse davvero pesanti e fuori dal normale. Per portare alla vostra attenzione un esempio, Mario Borghezio (Lega Nord) disse in un suo comizio, che tutte le persone del Sud sono “neri puzzolenti” e se fosse stato per lui “abbatteva il Sud con dei missili”.

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di Lino Patruno

Riecco Calderoli. Depresso per il silenzio di qualche giorno attorno a lui, che ti fa il senatore leghista che più che un senatore sembra la vignetta di se stesso? Ne spara un’altra delle sue poco memorabili. E obiettivo, ancòra una volta, l’ex ministra dell’Integrazione, Cécile Kyenge, quella da lui già definita graziosamente «orango» perché di origini africane.

Così ne accusa il padre di essere uno jettatore e di avergli fatto la macumba. In verità il signor Kyenge, stanco per le continue offese alla figlia, aveva solo detto: «Signore, libera questo tuo figlio dalla malvagità dello spirito». Avrebbe invece dovuto dire: «Signore, libera la terra da questo clown», ma tant’è.
Fatto sta che, dalla preghiera del signor Kyenge in poi, Calderoli è finito sei volte in sala operatoria, due in rianimazione, una in terapia intensiva, è scivolato e si è rotto due vertebre e un dito. Non si sa quanto sia stata efficace la preghiera o quanto il buon Dio l’abbia presa a cuore. Ma più che liberare lui dalla «malvagità dello spirito», di questo passo finiremo (e sarebbe ora) per liberare noi di lui.

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di Giovanni Maddamma

Notiamo sempre la mancanza di coerenza della politica italiana nei confronti del nostro amato territorio. Grazie, alla politica scorretta del governo italiano, il nostro territorio viene sempre messo da parte. La mancanza di fondi per lo sviluppo, che non consentono più alle nuove generazioni d’interpretare i propri sogni ed essere imprenditori di se stessi, la mancanza di fondi per la cultura, che non ci consentono di promuovere i beni architettonici e paesaggistici famosi in tutto il mondo, la mancanza di fondi per l’istruzione, che non ci consentono di finanziare nuove scuole e nuove borse di studio per tutti i nostri giovani, che purtroppo sono costretti ad emigrare in zone più favorevoli.

Tutto questo “pasticcio politico-burocratico italiano” ci porta a capire, che il cambio della classe politica di questo nostro territorio “è necessaria”. A difendere i diritti dei cittadini del Sud, meglio dire delle Due Sicilie, negli anni sono nati moltissimi movimenti politici, che col tempo e con l’elezione, hanno cambiato la linea politica e sono scesi a compromessi con questo Stato Italiota.

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