di Antonella Musitano

Viaggio d’istruzione di tre giorni, grande responsabilità, ma anche occasione, per qualcuno unica, per conoscere aspetti della nostra storia, della nostra arte, della nostra cultura, per i ragazzi, esperienza di vita e di crescita da “album dei ricordi”. Motivazioni didattico-educative, entusiasmo, amore per una terra ospitale e affascinante, hanno orientato la scelta della meta verso la Calabria.

E certamente non è stato il solito viaggio di istruzione, è stato un viaggio sulle tracce antiche della nostra storia, nel cuore di quella cultura millenaria che ha insegnato al mondo intero l’arte, la filosofia, la matematica, la letteratura, insomma, tutto lo scibile umano…e non solo. Siamo stati nella Calabria estrema, nella locride, terra dai mille volti, dove le spiagge chiare e il mare cristallino, fanno da cornice e contrasto a fitte e “selvagge” foreste varie di vegetazione, dove le fiumare impetuose talvolta distruggono ma poi si acquietano e con dolcezza si trascinano a valle per tuffarsi nello Ionico mare.

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Dal sito istituzionale della regione puglia

La seduta straordinaria e monotematica del Consiglio regionale sulla xylella è rinviata sine die. Impegni ufficiali  sopravvenuti non consentono la partecipazione del Commissario nazionale Silletti alla seduta in un primo tempo convocata per domani, 29 aprile. Il Governo regionale è inoltre impegnato nelle decisioni da assumere sulle misure che saranno adottate in sede comunitaria e che si annunciano particolarmente severe, puntando sull’eradicazione estesa alle piante di ulivo circostanti quelle affette dal batterio.

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NON LASCIAMOLI SOLI

Dal presidio degli olivicoltori di Veglie ctr Monteruga zona La Duchessa.

Un vero miscuglio di intense sensazioni traspaiono dai volti e dagli sguardi dei due olivicoltori intervistati. Sbigottimento, incredulità, tristezza misti ad amari sorrisi. Ma anche grande determinazione con l’avvolgimento in un lunghissimo abbraccio quasi a significare la realizzazione di una insormontabile barricata umana.

I due intervistati raccontano cose dell’altro mondo, episodi da film di fantascienza: le istituzioni italiane “ordinano” l’eradicazione di alberi secolari senza documentarne la necessità. Si tratta di desertificare un intero territorio, di distruggere le capacità produttive, demolire autentici monumenti della natura, stritolare il cuore e l’anima stessa di centinaia o migliaia di persone dediti alla terra e di quello che essa offre.

Fuori dalla  telecamera hanno raccontato di riunioni segrete in prefettura con l’assenza imposta ai giornalisti, dei ruolo dello IAM (Istituto Agronomico Mediterraneo) di Valenzano (Ba) che tutti ritenevano un Ente italiano e che invece appare godere di una particolare immunità internazionale: nemmeno il Procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta, è in grado (dicono) di ottenere esiti degli analisi dallo IAM.

Eradicazioni senza preavviso sono attese da un momento all’altro anche se il TAR del Lazio ne ha sospeso l’esecuzione. Perché tutto questo si chiedono disperati gli olivicoltori come anche noi stessi?

Il puzzo di qualcosa di molto, molto strano si avverte prima ancora di entrare nel territorio salentino. Qui c’è voglia di battersi sino in fondo a qualsiasi costo. La “barricata umana” composta anche da donne e bambini si anteporrà, disarmata, all’assalto delle istituzioni italiane con determinazione. Quanta di questa gente finirà nelle patrie galere solo per aver difeso il lavoro, la Terra, le produzioni ?

E questo è il minimo che potrà capitare…

POSSIAMO LASCIARLI SOLI?

di Michele Ladisa

 

…ma guarda un pò …

“Energia pulita, attenzione per il territorio, supporto allo sviluppo dell’economia locale”. Queste le parole chiave, le dichiarazioni della Trans Adriatic Pipeline contenute in questo video con immagini e parole che sprizzano serenità e tranquillità in ogni passaggio del messaggio divulgativo.
Sullo sfondo anche i nostri “ulivi” e le nostre costruzioni storiche monumentali.
Guardare il video è un dovere, porsi degli interrogativi è logico, naturale, conseguenziale.

 

di Francesca Passarelli

Charles Baudelaire scrisse “Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere” e io aggiungerei “chi mangia di fretta cibi precotti e confezionati ha il cuore di pietra e vive male“.

Oggi si parla della gola, del godimento attraverso la bocca, della serotonina che circola nel corpo, di un odore inebriante, della dolcezza, dei muscoli che si rilassano, degli occhi che si socchiudono. Inutile continuare con questi preamboli vi diamo la notizia cruda e nuda: Qualsivoglia aprirà una succursale di youporn con hotline e Cassandra in posa provocante.Ovviamente non è vero (anche se sono sicura che avremmo più lettori), ma l’argomento di oggi rasenta il pornografico, nel senso prorompente e scandaloso del termine “porno”. Oggi si parla di: CIBO.

Sicuramente la generazione schiava dei social e di internet avrà sentito parlare dei termini FOOD PORN e COMFORT FOOD. Nel primo viviamo un’ intensa, ossessiva, travolgente, orgasmica (per rimanere in tema) relazione con il cibo, un po’ sul filone di “fate l’amore con il sapore“. Nel secondo caso invece ti infili le pantofole, la felpa, ti arrotoli come un taco nel piumone e mangi tutto ciò ti dia conforto: dal piatto ultra calorico al raw vegan, l’importante è che accenda sensazioni e ristori lo spirito. E noi oggi vi vogliamo parlare proprio del cibo che rincuora e ci appaga, oggi comfort food per tutti.

Siete comodi? Siete distesi su qualcosa di morbido? Siete arrotolati nel piumone? Bene allora possiamo iniziare.

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Di Francesco Romano

Confesso, sto con gli emigrati e sono favorevole al loro accoglimento. Non perché abbia la capacità di risolvere il problema, magari ne fossi capace. Non posso ascoltare l’onnipresente Matteo Salvini che parla, anzi sparla, con la complicità dei media, avendo probabilmente difficoltà a capirsi.

Sarebbe troppo facile ricordare l’emigrazione subita dal popolo meridionale subìto dopo l’annessione sabauda del 1861. Come facile sarebbe ricordare l’emigrazione durante il periodo giolittiano, come del resto anche nel periodo fascista anzi si pensò bene di cambiare nome di “emigranti” con “lavoratori italiani all’estero”. Non si cambiò registro neanche dopo la seconda guerra mondiale con la vendita di lavoratori meridionali al Belgio con la contropartita del carbone.

Ed è facile anche ricordare l’emigrazione interna verso il nord nei primi anni sessanta fino ad arrivare ai nostri giorni con l’emigrazione intellettuale. In comune, questi emigranti avevano, e continuano ad avere, tutti la giovane età.

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di Michele Ladisa

Dice un vecchio detto:  a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.  E’ tutto molto strano quello che accade in Salento di questi tempi. Prima la Tap, sto maledetto gasdotto che da Kipoi approderà sulla costa incontaminata di San Foca a quattro passi dalla più famosa Melendugno (Le),  poi il “fenomeno” della Xyllela che sta uccidendo i nostri secolari ulivi e che il “potere” italiano e internazionale (sic !) intende estirpare a man bassa

In ambedue i casi si tratta di distruzione di una territorio famoso per le sue bellezze naturali e poi bla bla bla, cose che tutti conosciamo.

Dicono che per evitare il contagio non c’è soluzione alla estirpazione dei monumentali ulivi, piante che madre natura ha inteso regalarci, oltre che come fonte di produzione economica, anche scolpendo con la propria mano autentiche opere artistiche di valore inestimabile.

E l’ulivo si sa è pianta protettissima il cui abbattimento è legato da vincoli di legge spesso insuperabili.

E il gasdotto tap che c’entra ?  Mah ! Forse per realizzare il gasdotto dopo l’approdo a San Foca  si suppone ci sia da realizzare una tubazione immensa che dovrebbe interessare, in primis,  i campi del Salento, dall’Adriatico allo Ionio come nello stesso tracciato TAP (vedi eloquenti mappe) è stabilito.

E per realizzare questo tracciato quanti ulivi bisognerebbe estirpare ? Migliaia, sicuramente migliaia. Estirpazioni che richiederebbero autorizzazioni senza fine che il business internazionale non può e non deve sottostare.

Allora  potrebbe essere proprio la Xylella a superare ogni autorizzazione, lasciando “campi liberi” a stò stramaledetto  Tap che al Salento, al sud, alle Due Sicilie, non serve ad un cazzo.

Si dirà: ma la Xylella è sbarcata anche in Francia. Depistaggio, puro depistaggio.

 

La nuova amministrazione comunale ha deciso di rimuovere il busto del principe della risata Antonio De Curtis. I Verdi: “La statua ai napoletani”. Si fa avanti la provincia di Firenze


Niente da fare. Totò, nella piazza di Alassio, non è più gradito. Tant’è che la nuova amministrazione comunale ha deciso di rimuovere il busto del principe della risata Antonio De Curtis. Un vero e proprio sfratto perché secondo il neo sindaco Roberto Avogadro non vì è nessun legame tra il personaggio e il territorio.

A quanto pare, dunque, il busto installato dalla precedente amministrazione nei giardini di piazza Stalla sarà subitorimpiazzato da un personaggio del luogo, magari il conte Luigi Morteo che lasciò in eredità un patrimonio agli alassini.

L’opera era stata inaugurata dalla figlia Liliana e dalla nipote Diana nel 2009, appena due anni fa. Quando il busto, realizzato dall’artista Flavio Furlani, fu regalato alla cittadinanza ligure, il sindaco di allora Marco Melgrati disse: “Dopo Charlie Chaplin, a cui è già stata dedicato un giardino, Totò è stato il personaggio che più è apprezzato dalla popolazione di Alassio, tra cui molti partenopei che hanno contribuito a rendere Alassio dinamica e viva, forte di una tradizione che l’ha sempre vista all’avanguardia nel turismo di cui è naturalmente vocata”. Con la figlia dell’attore che ricordava: “Totò appartiene all’Italia tutta e l’ha rappresentata nella sua totalità, anche se la sensibilità dei politici di ogni epoca, sotto questo aspetto è stata molto carente. Però, ha continuato, continuerò a lottare, non per me stessa, ma per i napoletani che hanno amato Totò in modo assoluto”.

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IMPRESSIONI

di Gabriella Sabato

E’ stato un autentico privilegio leggere recentemente “il Barone Filangieri” di Giuseppe Picciariello.

Ne ho tratto impressioni che ribadiscono la matrice storica del ricercatore di tradizioni artistico-religiose locali ed, in particolare, risorgimentali, impressioni che affascinano per la creatività fantastica ed umana dell’intreccio. Storia vera e fantastica generano un tessuto di eventi pubblici e privati che,  senza rinnegare la storia vera della caduta a tradimento del Regno dei Borbone, esalta il vissuto del protagonista: Valerio Filangieri, ultimo barone erede di una famiglia solida, vicina  e fedele al casato regnante.

Dal punto di vista stilistico, emerge un bell’andamento: grandi squarci su periodi e fatti di rilevanza storica e di coinvolgimento personale. Questa alternanza domina tutto il racconto, sin dall’inizio.

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di LINO PATRUNO

Come nei Paesi ex comunisti europei. Lì quegli orribili scatoloni di case tutte uguali erano costruiti più dai contabili del regime che dagli ingegneri. Fondamenta di sabbia e muri di carta, attraverso i qualiRisultati immagini per palermo agrigento strada passava ogni mezza parola (magari perché i condomini si facessero le spie fra di loro). Da noi viadotti e scuole che vengono giù pur non essendo stati fatti in economia, anzi: non c’è opera pubblica che non parta con una cifra e non arrivi con un’altra. E se un’economia si fa, il più delle volte è perché ne possa uscire una tangente. Il famoso tre per cento che spunta dalle inchieste giudiziarie. Si racconta negli ambienti delle opere pubbliche delle anime pulite che si affannavano a raccomandare di rafforzare, di mettere più roba in ,una galleria, su un ponte, in una campata. Più roba vuol dire più cemento. Per non ritrovarseli squagliati alla prima pioggia. Per evitare anche di peggio, il Paese che crolla.

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di Antonella Musitano

L’inchiesta e gli arresti per le tangenti sulle Grandi Opere sono una ulteriore prova che in questo Paese, gli unici rimasti onesti sono i cittadini, quelli che ogni giorno, con grande dignità si recano al lavoro per uno stipendio sempre più risicato e per un lavoro sempre più a rischio.

Già, gli italiani onesti, quotidianamente “offesi” da un malcostume dilagante e da una arroganza sconcertante.

Fino a qualche decennio fa, quando su un politico (con la P maiuscola) si insinuava qualche ombra…..questo si dimetteva….a prescindere, per dignità, per “salvare la faccia” davanti ai suoi elettori, oggi nessun politico più si dimette, al massimo cambia casacca.

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di LINO PATRUNO


Il  Sud è un ulivo morto e nessuno se ne importa. Ma purtroppo gli ulivi di Puglia non sono l’unicaoccasione per ricordare il grande Pino Daniele e il suo struggente canto su Napoli. Perché non soltanto di ulivi si lascia scomparire il Sud. Basta seguire la cronaca per fare il pieno di cattive notizie: dacci oggi il nostro danno quotidiano al Sud.

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di Maria Rita D’Orsogna

E’ successo il 1 aprile, nessuno ne ha parlato.  Nei pressi della città di Fier, in Albania sorge quello che viene considerato il più grande campo petrolifero d’Europa per riserve di greggio, quasi due miliardi di barili – contro i soli cinquecento milioni della Val D’Agri. Il campo albanese si chiama Patos-

Marinza oil field, dista 10 chilometri da Fier ed è in uso dal 1928. Il giorno primo di aprile una serie di boatiesplosioni e di tremori hanno portato all’evacuazione dell’intero villaggio di Marinza. Circa 70 case sono state danneggiate.

Lo scoppio è accaduto mentre si trivellava un pozzo orizzontale: una fuga di gas ha portato allo scoppio con fumi tossici innalzatisi nel cielo per centinaia di metri. I residenti hanno filmato pozzi artesiani che sono scoppiati a causa degli scompensi nel sottosuolo con miscele esplosive di gas, acqua e roccia

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