COMUNICATO  STAMPA

di Luciano Troiano


Un lungo cammino che, tra racconti, narrazioni e simboli, accompagnerà il pubblico nella visita della ‘Tavola dei Morti’, ovvero nella riscoperta dell’antica tradizione abruzzese di lasciare ‘apparecchiata’ la tavola di casa nella notte tra il primo e il 2 novembre con le migliori pietanze contadine, dalla pasta all’uovo rigorosamente fatta a mano al pollo al forno con le patate, sino al vino e al dolce, per accogliere e rendere più sereno il passaggio delle anime dei propri defunti che in quella notte, si narra, tornano a trovare i propri cari e i propri affetti. E’ l’evento organizzato per la sera di domenica prossima, primo novembre, dall’Associazione ‘Fontevecchia’ a Spoltore e che si svolgerà presso il Borgo di Case Troiano.

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di LINO PATRUNO

Masterplan, ultime notizie: nessuna notizia. Però come si fa a dire che non c’è nulla per il Sud nella Legge di stabilità, obietta il ministro Del Rio. Ci sono misure che faranno crescere l’Italia: e se cresce l’Italia, cresce anche il Sud. No, ministro, il contrario. Se cresce il Sud, cresce l’Italia. Ovviamente se il Sud è considerato ancòra Italia. Tranne che non ci si voglia sempre accontentare di una crescita complessiva talmente striminzita che l’Europa la definirebbe decrescita. Si figuri che si fa problemi anche la Cina perché cresce solo al 7 per cento annuo.

Però onestamente non è vero che non si stia parlando per nulla del Sud. Anche se si sentono dire cose per le quali si ha il dubbio: ma non è roba vecchia riciclata?

Si sente parlare di una spesa nazionale per investimenti di 5 miliardi. Che insieme ai fondi ” europei (ma non dovevano, essere aggiuntivi?) diventano 11, dei quali 7 al Sud. Un divario di circa il 50 per cento di reddito nazionale rispetto al Centronord e del 40 per cento di infrastrutture da affrontare con 7 miliardi. Si confida nel mago Otelma.

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LA STORIA, LA MOSTRA, IN UN INTERESSANTE CONVEGNO A TERAMO IL 24 OTTOBRE 2015

di Luigi Spina *

La piccola migrazione di qualità verso la Crimea, prima del 1861, fu sollecitata dagli emissari zaristi alla

famiglia Borbone, poiché il Regno delle Due Sicilie rappresentava per essi il meglio nell’agricoltura, nell’artigianato e nella pesca: infatti, agricoltori, pescatori e artigiani di qualità vennero invitati in Crimea allo scopo d’insegnare ai sudditi dello Zar l’arte della pesca, della navigazione, l’agricoltura e la manifattura ed il Regno delle Due Sicilie decise di aprire il consolato di Kerc per coadiuvarli in loco.
La grande migrazione verso la Crimea, dopo il 1861, fu causata dall’impoverimento dei territori del Regno delle Due Sicilie, dovuto all’invasione piemontese, caratterizzata dal trasferimento di migliaia e migliaia di famiglie, provenienti soprattutto dalla Puglia, dalla Campania, dall’Abruzzo e dalla Calabria, che si concentravano soprattutto nelle città costiere come Kerc: tra di esse non vi erano solo agricoltori, artigiani e pescatori, ma anche musicisti, avvocati, architetti, medici e scrittori.

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Rito svoltosi a Conversano (BA) l’ 08 dicembre 2015

 

di Michele Ladisa

Non vi sono incertezze, la visione di questo filmato puo’ suscitare più sensazioni, dalla forte irritazione, allo sgomento, oppure pietà per un pallone aerostatico forato e in caduta libera.

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delega speciale del Movimento Duosiciliano a Michele Ladisa divenuto responsabile per la Puglia dei CDS

San Nicola La Strada, 12 Ottobre 2015

Fiore Marro eletto ancora una volta presidente dei Comitati delle Due Sicilie ed inizia oggi il suo ultimo mandato che terminerà nel 2018. Sono questi i tratti più significati usciti fuori dal congresso dei Comitati delle Due Sicilie, che si è tenuto ieri ed oggi nello splendido salone del Convitto Borbonico di San Nicola la Strada in provincia di Caserta. Questa bellissima struttura è l’ennesima rappresentazione della lungimiranza dei sovrani che hanno diretto il Mezzogiorno fino a 150 anni fa. Voluto da re Ferdinando, il convitto è uno dei primi esempi di edilizia sociale, realizzato per accogliere gli orfani dei militari borbonici caduti in guerra.

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IL MOVIMENTO DUOSICILIANO
AVVIA L’AZIONE SULL’INQUINAMENTO DELLE ACQUE DEL PERTUSILLO

Michele Ladisa

In data 08 ottobre il Movimento Duosiciliano  ha inviato una  interrogazione sottoscritta dal segretario generale Michele Ladisa,  ai seguenti Enti:

Ministro dell’ambiente, Prefetto di Bari, Presidente della Regione Puglia, Sindaco Metropolitano di Bari, Sindaco di Bari, Arpa Puglia, Protezione Civile Roma, amministratore unico AQP spa

L’interrogazione è mirata ad ottenere precise informazioni relativamente all’inquinamento del lago Pertusillo.  L’invaso fornisce acqua alla città di Bari e a milioni di utenze in Puglia, Lucania, Campania e probabilmente al nord-nord est  della Calabria.

Giuseppe Di Bello

Vi sono fondati motivi che partono da lontano sul possibile inquinamento del lago da metalli pesanti e alogenati cancerogeni. C’è infatti chi in Lucania da tempo, come il ten. Giuseppe Di Bello,  denuncia e sostiene fermamente che le acque del Pertusillo siano letteralmente inquinate a causa dell’incredibile vicinanza della più grossa centrale di estrazione petrolifera che, tra l’altro, pare, utilizzi la vietatissima tecnica di estrazione chiamata fracking.

La centrale in questione è il CENTRO OLI ENI DI VIGGIANO – COVA che trovasi a pochissima distanza del lago del Pertusillo. Nel Centro Eni avviene anche il trattamento di prima raffinazione del petrolio.

Il 29 aprile scorso un approfondito servizio televisivo mandato in onda dall’emittente nazionale la 7, titolato “Attenti a quell’acqua, dentro c’è il petrolio” nell’ambito della trasmissione La Gabbia, mise a nudo la situazione ed altrettanto clamorose furono le dichiarazioni del responsabile stampa dell’Acquedotto Pugliese il quale ammise motivi di preoccupazione dello stesso AQP spa.

A fine agosto scorso l’incredibile moria dei pesci del lago hanno rafforzato l’allarme che oggi il MDS ripropone pubblicamente in quanto è possibile che le condizioni di potabilità delle acque del lago siano particolarmente preoccupanti.

In seguito all’ interrogazione, il Movimento aspetta che gli Enti interessati si pronuncino in maniera chiara e che confermino o meno la “potabilità” dell’acqua erogata ai nostri rubinetti. Non può essere accettato in alcun modo il superamento dei limiti di legge ma neppure sotto tali limiti se è in gioco la nostra salute e non gli interessi  delle internazionali del petrolio.

IL MDS seguirà la propria azione tra la gente e nelle strade, per informarla capillarmente sui rischi che sta correndo.