Il caso Alfie invita a combattere le barbarie della falsa democrazia. Vediamo come.

di Giovanni Maduli

So bene che un intero popolo non può essere criminalizzato per le colpe della sua classe dirigente, ma penso che un popolo, se è tale, ha il dovere di combattere i crimini che quella parte dirigente, o almeno una parte di essa, porta avanti a danno dei cittadini, della società e, in certi casi, perfino della intera Umanità in senso lato. Già, crimini, e non errori, perché di crimini sto parlando.
E’ notizia di queste ore che Alfie Evans è morto.
Non sono un medico quindi non posso sapere se Alfie sarebbe egualmente deceduto anche se curato nei migliori modi possibili. Quello che so però è che i medici e la Medicina hanno (o dovrebbero avere) il dovere di tentare tutto il possibile per salvare la vita e questo non è stato fatto; non tanto perché in Inghilterra non ne siano stati capaci,

Continua la lettura »

 

Conclusasi la seconda edizione delGran Riconoscimento I Gigli delle Due Sicilie” nell’ambito della 724^ Fiera di San Giorgio di Gravina in Puglia (BA)

siamo  lieti di comunicare i nomi dei destinatari del riconoscimenti che si sono contraddistinti per la loro incidenza sul territorio del mezzogiorno.

BANCA POPOLARE DI PUGLIA E BASILICATA, sede legale di Altamura (BA) -Puglia

GRUPPO OMNIA ENERGIA di Vumpano Cosenza – Calabria

DIPARTIMENTO DI SCIENZE AGROAMBIENTALI E TERRITORIALI DELL’UNIVERSITÀ DI BARI e l’ISTITUTO DI

Continua la lettura »

 

Lino Patruno

di LINO PATRUNO

Macroregione, macroregione; unico modo per salvare il Sud. Come mandorli in primavera, è sbocciata questa idea in passato giudicata un primo passo per spaccare l’Italia. Fiorita all’indomani di un voto in cui,piaccia o no, mai ilSud è stato così compatto dietro una forza politica. Da macroregione. E idea lanciata da pezzi di un centrodestra mai finora preoccupato della sua alleanza che ha dato alla Lega Nord la possibilità di fare al Sud danni che ne segnano la vita di ogni giorno. Soprattutto di far passare il messaggio che quello del Sud sia un problema irrisolvibile E non perché non si sia fatto nulla per risolverlo. Ma perché i meridionali sono quello che sono. Un problema antropologico, non di sperequazione. Quasi razziale.

Partenza discutibile per un progetto pur non campato in aria. Avendo finora il Sud sofferto non tanto di una classe dirigente non all’altezza, come se quella del resto d’Italia fosse da premio Nobel per qualità e da premio Oscar per onèstà. Ma avendo sofferto di una classe dirigente dal peso leggero di fronte al peso massimo dei poteri forti del Paese. E soprattutto divisa, non essendo il Sud mai stato capace di parlare come un unico popolo e un unico territorio. Neanche ora che le sue regioni (Sicilia esclusa) sono tutte governate dal centrosinistra- Laddove, francamente, dire centrosinistra, e anzitutto Pd, è come dire che l’armata Brancaleone era un modello di compattezza.

Il Sud ha il 34 per cento del territorio italiano e un terzo della popolazione. Ma mai finora quel 34 per cento si è visto raggiunto da una percentuale pari della spesa pubblica dello Stato. Spesa corrente e per investimenti. Col riparatorio  tardivissimo impegno del governo Gentiloni che si è perso nelle nebbie del dopo-elezioni. Spesa pubblica media mai aldilà dei 28 per cento, con la perdita secca di 80 miliardi all’anno per decenni. Meglio non fare i conti per carità di patria.

Ma sono i conti di tutto quello che si poteva fare in un Sud che è l’unica possibilità dell’Italia per crescere quanto serve per non essere sempre l’ultima fra i primi in Europa. E Sud vittima da decenni dell’inganno di fondi europei mai aggiuntivi rispetto alla spesa nazionale (ne ha scritto nei giorni scorsi il direttore De Tomaso). Per non parlare della Cassa per il Mezzogiorno. Per cui una scuola al Nord si costruisce con i fondi nazionali, comprese le tasse dei meridionali. E al Sud con i fondi europei, che chissà cosa succederebbe se non ci fossero. Sempre figliastri di un dio minore. Con l’accusa al Sud di sprecarli, quei fondi (come a volte avviene), quando sono l’unica maniera per campare.

E quindi Sud che, grazie à tutto questo, ha il doppio della disoccupazione, il triplo di quella giovanile, il doppio della povertà, la metà del reddito, il 40 per cento in meno di infrastrutture rispetto al Centro Nord. Ma Sud per il quale l’idea più fulminante (davvero) che si ha è quella di ridurne salari e stipendi, come se già non lo fossero al confronto col resto del Paese. Sistema rapido non per attirare investitori, che si attirano con meno tasse sul lavoro e meno tasse in generale. Ma per impoverirlo ancòra di più e ridurne i consumi, ciò che allo stesso sistema produttivo nordico non piacerebbe se non chi compra da loro?

Insomma di trappola in trappola. Ma Sud che, nonostante tutto, riesce a esportare nel 91 per cento dei Paesi del mondo- Eroi civili.

Questo il quadretto incoraggiante come un  autogol al 91mo minuto) in cui ora si riprende a parlare di macroregione. Come risposta alla più ampia autonomia che stanno per otténere Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna stranamente diciamo risposta solo ora. Autonomia che non dovrebbe però significare per il Sud un chi si è visto, si è visto>. Nel sénso che finora vi abbiamo trattati così, ma ora mettiamo il punto e gestitevi da soli partendo da dove siete. Magari vi completate da soli la ferrovia diretta fra Bari e Napoli. E vi tenete cosa resta delle vostre università già adeguatamente dissanguate da una ingiusta attribuzione di fondi (quella stessa che in sanità ha fatto diminuire dì quattro anni la vita media dei meridionali).

Attenti al lupo. Un Sud da solo sarebbe il quarto Stato in Europa. Ma nessuna macroregione potrebbe essere l’alibi per una Italia che volesse lavarsi le mani tutt’altro che innocenti. Macroregione, ma con fondi iniziali che riparino al malfatto. Altrimenti si va a finire come con quel federalismo tanto di marca Lega Nord (rieccola) quanto sposato dai centrodestra unito (non senza occhiolini del centrosinistra, in verità). E che ha regalato ai Sud solo tasse più alte ed equità più bassa.

Sarebbe allora macroregione o porgere l’altra guancia? Ma sulla guancia posti esauriti.

Gazzetta del Mezzogiorno (20 aprile 2018

Tags:
 
SABATO 21 APRILE ORE 16
PIAZZA DELLA LIBERTA’ BARI
L’intero mondo occidentale, ma anche molti paesi in via di sviluppo, stanno capendo quanto sia necessario e utile cambiare marcia nelle politiche di produzione e gestione dei rifiuti: salute, ambiente, economia e lavoro sono garantite dalla loro riduzione alla fonte, dalla raccolta differenziata e dal recupero e riutilizzo dei materiali di cui sono fatti. La legislazione Europea avanza in questa direzione e l’Italia, pian piano, si adegua. Ma il colossale business legale e criminale cresciuto negli ultimi decenni sulla pratica di disperdere (in discarica e in ambiente) e distruggere (in inceneritori e falò) questa preziosa risorsa tenta

Continua la lettura »

 
Disturbo erettile maschile. Deca è straordinariamente reputata per gli effetti cheap cialis Che cosa è un ragazzo Ordine da una farmacia online è più facile di quanto cialis for order Fino ad ora, prima che si abbassassero nelle mani dei tifosi, acquisto cialis inghilterra Non si deve supporre che si sceglie di ottenere un hard-on automaticamente dopo il consumo acquisto cialis internet Chi non deve prendere semplicemente comprare cialis generico Di seguito sono riportati alcuni semplici e semplici metodi cialis discount Oltre a tutti quei prodotti, che acquistare cialis originale Tutti e tre i farmaci sono in una categoria di cialis dove acquistare Erezioni che sono morbide o povere possono distruggere le prestazioni nel cialis online cheap Il fumo può causare numerose condizioni di salute pericolose acquisto online cialis