di Lino Patruno

Lettera di fine estate. Caro turista che sei stato al Sud., magari ti sei ricreduto. Non si sa se sei uno di quelli che quando stanno a casa loro, dicono “fuori i terùn”, e poi vengono a farsi le settimane tutto compreso proprio fra i “terùn”.

O se sei come quegli inviati dei grandi giornali che al Sud ci vengono due soli giorni disinteressati a capire, tanto bastano i loro siderurgici pregiudizi di partenza. Ma senza pregiudizi solo sulla cucina di quaggiù, essendo fra i principali obiettivi del loro navigatore gps.
Vuoi saperne una? Sai di quanto avvenuto tempo fa a Caivano. la cittadina del Napoletano salita alla ribalta per alcuni atroci assassinii di bambini. Purtroppo la famiglia non è più quel protettivo rifugio di un tempo, al Nord come al Sud. Ma nelle schede per descrivere Caivano al di là della cronaca, nessuno ha detto che non è solo luogo di delitti. Che per esempio ospita la più grande fabbrica di gelati d’Europa. Che un terzo dei cornetti o brioche che la mattina ci facciamo col cappuccino vengono di lì. E che lì un ex camorrista reduce dal carcere e sfidando la legge mafiosa secondo cui dalle mafie non si esce, ha creato un centro sportivo proprio per i ragazzi che rischiano di finire nella malavita. E a chi gli ricorda che fine può fare, risponde: “m’accidessere”.

Questo è il Sud degli eroi positivi che nel silenzio si battono per evitare abbandono e degrado. Il Sud del quale nessuno parla. Ora, caro turista che sei venuto da lassù, è immaginabile che tu abbia dovuto penare se hai preso il treno. Tu abituato alla tua alta velocità che ti fa andare in due ore e mezza da Milano a Roma. O ti fa percorrere i 307 chilometri tra Milano e Firenze in un’ora e 39 minuti, mentre per fare i 349 chilometri fra Messina e Trapani di ore ce ne vogliono nove. La sai qual è la velocità media dei treni al Sud? Sessantaquattro chilometri orari (vedi partenze e arrivi in due città qualsiasi e accerta). Ti sembra possibile dopo essere andati sulla Luna?

La speranza è che ti chieda come mai, se l’Italia è una e non c’è un’Italia Italia e una diversamente Italia. E la speranza è che tu non ne dia colpa al Sud, visto che le ferrovie le costruisce lo Stato. E visto che la stessa Costituzione dice che non ci deve essere differenza a seconda di dove sei nato. Quando il buon Dio ha fatto il Sud, doveva essere il suo giorno di riposo o un momento di distrazione tanto lo ha fatto periferico. A Sud ci si va, non ci si passa. E se tu non gli dai i collegamenti, lo condanni all’’isolamento. Lasciarcelo non è problema geografico, ma scelta politica: Sud diviso e ricattatile. Col voto.

Tu, caro turista, avrai anche notato come i servizi pubblici del Sud siano anch’essi un’altra Italia rispetto a quelli di casa tua, come del resto dicono gli stessi meridionali quando vengono da voi. Bus non puntuali, esempio. Non hai avuto bisogno del pronto soccorso, ma si sa che non sono il posto più efficiente di questa terra non solo al Sud. Certe città turistiche come ora Bari non hanno capito che non si può tenere chiuso all’ora di pranzo (loro) il punto di informazione (per te).

C’è di sicuro un peggio Sud che ce la mette tutta per confermare i pregiudizi. E sono tutte cose (criticità, si dice oggi) che non danno certo una mano alla qualità della vita. Sprechi e cialtronerie, in un Paese peraltro in cui l’ultimo tristissimo terremoto sta alzando il velo su una fogna di responsabilità di chi poteva evitare disastri e lutti e non lo ha fatto. Ma quando, a fine anno, di quella qualità della vita si fanno le classifiche, e il Sud è sempre agli ultimi posti, bisogna capirsi. E al Sud che dovrebbe vergognarsene bisognerebbe chiedere invece scusa, visto che sfugge un particolare piccolo piccolo: la spesa pubblica dello Stato per i servizi è ancòra superiore al Nord rispetto al Sud, benché dovrebbe avvenire il contrario se davvero si volesse colmare il divario. Anche così si spiegano quelle classifiche.

Se anche a te, caro turista, dovesse essere sfuggito il “tutti i soldi che vi abbiamo dato”, ora si spera che conosca la verità. E così gli aeroporti. E i porti. E le strade. E la sanità. E le scuole. Sarai andato, immaginiamo, a Matera, capitale europea della cultura dopo essere stata definita vergogna nazionale. Ma anche unica città italiana senza ferrovie dello Stato. E la strada che vi arriva da Bari è solo ora tutto un cantiere, dopo essere stata un sistema punitivo.

Caro turista, avrai apprezzato al Sud luoghi dei quali il poeta Orazio disse: un dio ha fatto i miei ozi. Ma hai anche visto cose inammissibili per una Italia che non scelga di avere figli e figliastri. L’Italia potrebbe essere una Germania se fosse tutta Italia allo stesso modo. E senza che la Germania abbia qualcosa che somigli ai trulli o all’incanto del Salento. Roba che, come si sa, neanche se ti chiami Merkel puoi comprare al mercato.

Da: La Gazzetta del Mezzogiorno del 2 settembre 2016

 

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