di Michele Ladisa *

Il sud continentale, un problema che si propone per un sud inscindibilmente unitario, giacchè tale fu il processo formativo che incorse nei secoli e che porta tuttora connotati di alto valore intellettuale, morale e  profonde cicatrici nell’animo”. Queste parole scritte, circa un ventennio or sono dal compianto Pasquale Calvario, descrivono esattamente “l’origine e il nocciolo” di tutti i mali che affliggono quel dorato lembo di mondo, il vecchio secolare Stato delle Due Sicilie, assorbito dalla cosiddetta unità d’italia e ridotto ad appendice coloniale. Divenne e resta oggirelegato al ruolo di un sud qualunque di una qualche parte del mondo, di un meridione di un’altra entità politica, di un mezzogiorno buono per la voracità di appetiti insaziabili.

Oltre un secolo e mezzo fa con la scusa di comporre il puzzle della frammentazione politico/territoriale degli Stati preunitari dello Stivale, non fu sufficiente privare della propria soggettività le Due Sicilie,  fu necessario distruggerle economicamente e finanziariamente,  vivisezionarle chirurgicamente, più a fondo possibile, al fine di mutilarne per sempre ogni possibilità di rivitalizzazione.

Poi, con la madre di tutte le leggi del 1948, frutto del “ventennio” e dei nefasti effetti della 2° guerra mondiale,  i  “ (santo) padri costituzionalisti” intesero smembrare il territorio ex Due Sicilie, per secoli uno e unico,  in sette micro territori regionali destinati a rivoltanti egoismi, quasi a voler significare che quanto accaduto nei passati decenni, fosse stato causato dalla volontà del belligerante e autoritario popolo ex due sicilie (sic!) e che per questo andava, dunque, frazionato, disunito, indebolito.

Giusto quindi spezzarne le ossa, senza possibilità  di ricomporre le multiple fratture.

Le conseguenze di tutto ciò sono lapalissiane e elencarle si rischia di essere tacciati di piagnoneria.

In questi ultimi 155 anni di malnata unità, il cosiddetto sud si è sottoposto, soccombente, ad ogni volontà e scelta politica del nord: dalleinnumerevoli guerre al fascismo, dalla monarchia alla repubblica, dall’italiauna e indivisibile all’europa, dalla lira all’euro e via discorrendo. Mai una sola volta, una proposta politica è partita da uomini o da forze politiche made in Mezzogiorno.

E’ veramente assurdo, troppo, inaccettabile.

Il Sud ha l’obbligo, quindi, se vuole finire di essere incudine e farsi martello, di promuovere iniziativa politica e programmare il proprio futuro.

Il compianto avv. Pasquale Calvario – scrittore giornalista politico

Per far questo ha necessità di rinverdire il proprio passato o meglio dire che qualcuno gli sveli cos’è stato un tempo: un territorio, nonchè uno Stato, ricco, florido che primeggiava nel mondo e con un popolo di pace e che non emigrava.

Il punto di partenza, da considerarsi solo punto di partenza, è dunque la riaggregazione del territorio, nei confini delle ex Due Sicilie, con la ricostituzione del proprio popolo.

Il primo obiettivo è l’eliminazione delle attuali delimitazioni regionali al fine di costituire una sola macroarea o macroregione che dir si voglia. Sommare infatti le ricchezze delle proprie risorse e delle proprie economie, facendole uscire da una condizione spesso di conflittualità tra loro, può risultare vincente e  fatto di inconfutabile vitale importanza.

L’obiettivo successivo è imprescindibilmente la riaffermazione della soggettività politica e amministrativa dei territori riaggregati, unico vero modo per dare loro consistenza e peso contrattuale nei confronti di chicchessia e per giocare una partita da protagonista in italia, in europa, nel mondo.

Utopia ?  Sappiamo bene che quest’italia savoiarda, quest’europa dei prepotenti e del dio euro non vorranno, per ovvie convenienze, mollare. Ma sempre meglio combattere e lasciare la pelle sul campo  che morire da inermi schiavi dissanguati  dalle quotidiane frustate impartite dal nerbo tricolorato.

La posta in gioco è altissima. Durissima è la battaglia. Ma se sì è fatta l’italia la si può rifare o anche, se necessario e indispensabile, disfare. “

Questo è il nuovo nocciolo della questione meridionale.

*Segretario generale – Movimento Duosiciliano

 

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