di Lino Patruno

Per terra, mare, cielo: nulla ti è risparmiato quando sei Sud. A cominciare dai treni che con una mano ti danno e con l’altra ti tolgono. Vedi la tratta Bari-Roma della quale questo giornale si è già ampiamente

occupato. Sulla quale dovevano essere utilizzati i pendolini Etr 600 e invece ci verranno i V250.Che non è questione di sigle, ma di velocità, il primo andando a 135 chilometri l’ora fino a Caserta, il secondo a 110. Il che significherà ripiombare oltre le 4 ore di percorrenza, per la serie non puoi partire di prima mattina e trovarti nella capitale entro le 9,30. Cioè quando sarebbe utile sia pure in una città che, diciamo, se la prende comoda. Non ci resta che piangere, diceva Massimo Troisi. Non ci resta che pernottare colà con spese aggiuntive e serata precedente persa.

Gli è che i pendolini più veloci servono per linee da Venezia e Verona. E quando c’è il Nord di mezzo, allora Prima il Nord, roba alla Salvini o alla Trump. Con la beffa di sapere che i sopradetti V250 sono stati rifiutati da quell’Olanda per la quale erano stati appositamente fabbricati, Olanda che è dieci volte più piccola dell’Italia. Ne hanno denunciato i sistemi elettronici di sicurezza, non avevano quindi più mercato e finora hanno fatto solo viaggi di prova. A chi rifilarli, bidoni simili? Risposta incorporata.

Beh, ma ora ci sono i bus che con i dieci euro di una pizza e birra abbattute, ti fanno fare anche mille chilometri. Quella Flixbus tedesca che in due anni ha trasportato due milioni e mezzo di passeggeri in Italia e 400mila in Puglia, dove collega dieci città col Centro e col Nord. Bus amatissimi dagli studenti, dai pendolari, dai giovani, dai globetrotter. E che grazie a un autogol del Sud, sono ora un “low cost”, un basso costo, che potrebbe sparire. Essendo questo il risultato di un emendamento in Senato con la prima firma del foggiano Lucio Tarquinio. Sarebbero una concorrenza sleale. In un Paese che considera sleale tutto ciò che avvantaggia i consumatori, come rischia di avvenire anche col servizio Uber alternativo ai taxi sia pure con regole e limiti precisi.

Dice: sempre questo Sud lamentoso. Ma per andare a Roma puoi prendere l’aereo. Esempio, Alitalia, se non è una provocazione. Un cui volo costa quanto un gioiello da Tiffany, per non parlare degli orari scannati per chiunque a Roma non ci vuole andare solo per fare due passi e ritorno. Problema peraltro in via di soluzione al Sud. Dai cui aeroporti Alitalia è più o meno sparita: poche rotte, quasi nessuna internazionale. Una trentina complessive per i circa 30 milioni di passeggeri che ogni anno partono dagli scali meridionali. Proprio ora che la paura del terrorismo allontana i turisti dal Nord Africa convogliandoli nelle terre dove fioriscono i limoni. Puglia compresa, anzi Prima la Puglia: mèta alla moda, e con crescita da stapparci lo spumante. Poi ti ripetono che il Sud deve puntare sul turismo. Forse a piedi, visti treni e aerei .

Alla trinità del dolore manca il mare. Detto e servito. Il ministro Del Rio va in Cina insieme al presidente Mattarella e assicura che i porti italiani sono pronti ad accogliere la sfida della nuova “Via della seta”. E’ il gigantesco progetto per ampliare rotte e scambi con l’Europa, quindi anche dall’Europa verso di loro. E quali sono i porti indicati? Altra domanda con risposta incorporata: Trieste, Venezia, Genova, Vado Ligure. E Taranto, Gioia Tauro, Cagliari? Non sono ancòra pronti, non ammettendo che il loro vero difetto è di essere del Sud. E perché non sono pronti? Chiedetelo a Taranto, che nell’attesa pluriennale di lavori di ampliamento si è persi prima i container cinesi e ora la “Via della seta”. Ma che vuoi, mancavano i fondi per il Sud, una novità.

Quando dal Sud si ricorda che l’Italia unita non è mai nata, essendo stata partorita più disunita del Pd, si punta il dito contro il solito vittimismo. Scommetto che siete così per colpa di Garibaldi. Ma se in oltre 150 anni il Sud resta isolato come or ora dimostrato, è un caso o è una scelta? A chi fa comodo un Sud dal quale è difficile partire e che è difficile raggiungere? Un Sud che così non potrà mai fare massa, mettersi insieme? Ripetiamo la domanda: un caso o una decisione ideologica di subalternità in un sistema dualistico che non tollera concorrenze?

Giorni fa, sull’emittente nazionale milanese Rete4, il filosofo Diego Fusaro ha detto papale papale che l’Italia unita è stata basata su una colonizzazione del Nord ai danni del Sud. E che ancòra oggi continua. Fusaro non pare essere stato sponsorizzato da movimenti neoborbonici. Non gliene importava nulla di fornire al Sud alibi sui quali il Sud non deve cullarsi. Ha aggiunto che bisogna studiare e che solo un ignorante padano può smentire la storia. Nota a margine: Fusaro è torinese torinese, di quelli che non hanno mai avuto neanche un trisnonno di Crotone.

da: “La Gazzetta del Mezzogiorno” (3 marzo 2017)

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