di Michele Ladisa

E va bene che ad alcuni cattedratici baresi la Giornata della memoria delle vittime del Risorgimento istituita dal Consiglio regionale pugliese,  poteva risultare  una pillola amarissima e indigesta, ma che avrebbe stanato personaggi  accreditati di meridionalismo almeno culturale, questa sì, è stata una sorpresa.

Cosa potrebbe produrre  una giornata di commemorazione in chiave di legittima revisione storica in questa italia di menzogne e occultamenti senza fine ?

Di cosa realmente si ha paura se non di difendere gli status quo dei privilegi, dei prestigi  e delle ambizioni personali ?

Raffaele Nigro che della dura lotta antipiemontese condotta dai cosiddetti briganti delle Due Sicilie ha scritto una valanga di pagine, è oggi il capofila della “paura” per i possibili sconvolgimenti che causerebbe la verità storica risorgimentale.

Raffaele Nigro autore di svariate pubblicazioni sul brigantaggio

In un suo recente articolo Nigro si è dato un gran da fare tentando di motivare la propria posizione in chiave “anti”.  Non c’è frase, infatti, dalla quale non emerga lo stridore classico di chi pretende d’arrampicarsi sugli specchi.

Il Nostro trova assurda l’iniziativa in quanto si dovrebbero forse commemorare anche “i romani sconquassati dai barbari, i longobardi sventrati dai franchi, gli eccidi degli angioini sugli svevi, e gli eccidi spagnoli dei francesi” e via cantando ? Però non ha nulla da eccepire sulle giornate commemorative istituite dallo Stato Italiano, la prima quella del 27 gennaio in memoria delle vittime della shoa o a quella del 10 febbraio a ricordo delle vittime delle foibe o a quella del 4 novembre dedicata  ai caduti “italiani” di tutte le guerre.

Per uno studioso del brigantaggio,  va invece bene il 25 aprile, festa di una unità nazionale ottenuta con l’immane sacrificio di decine di migliaia di pacifiche persone, con paesi rasi al suolo, con stupri ed eccidi di massa.

Su questo non deve mai farsi luce, proprio come i misteri di  Ustica, di Piazza delle Fontane o di piazza della Loggia e di Bologna.  Meglio tenersi cara quest’italia le cui fondamenta poggiano sulle tombe sconosciute dei nostri avi e sui morti innocenti delle stragi di stato.

Chi parla come me è però un terribile, cattivissimo leghista all’incontrario, anzi un sanguinario, afferma convinto il Nigro.

Sanguinari solo perché desideriamo che vengano riscritte le pagine della falsa storia,  sanguinari perché portatori di una nuova proposta politica che vede al centro la libertà, quella vera, dei popoli,  di tutti quei popoli di cui quest’italia, in modo molto diverso, è culturalmente, storicamente e socialmente, composta.

Meglio quindi, un minestrone insipido e avvelenato che uno con omogenei e sani ingredienti.

Ma  si possono aspettare “ illogicità” che  offendono anche  i meno acculturati e le più ristrette intelligenze da parte di un autorevole scrittore giornalista ? Come si può far passare che le opere incompiute attuali e quelle mai realizzate ( dalla ferrovia Ionica che da Taranto zoppica verso Cosenza, alla statale moribonda Bari-Matera, ai Sassi, alla Salerno-Reggio, alla BariNapoli) sono una conseguenza delle condizioni preunitarie del sud ? Ammesso che il popolo dei “borbone” fosse stato realmente  di una indicibile arretratezza (vero è il contrario), come mai 160 anni non sono stati sufficienti allo stato italiano a riequilibrare e uniformare le economie e i gravissimi gap dei territori ?  E che dire di quell’opinabilissimo 85% di analfabetismo della nostra Terra “sguainato” dal Nigro? Perché omettere di dire che l’Università Ferdinando II di Napoli era (com’è) una fucina di scienza e che gli Stati europei ci invidiavano ?   Perché non ammettere ed evidenziare che con l’avvento del Regno d’Italia fu preclusa inizialmente l’istruzione ai “meridionali”  e imposta ai nostri giovani la leva obbligatoria dell’inezia di soli “cinque anni” ?

Sono storie che appartengono al cimitero del tempo”, afferma Nigro e che non sono utili a  “costruire un futuro di armonia”.

Ma va là, Nigro! Allora al cimitero del tempo andrebbero sepolti le stragi degli Armeni e nei gulag ?
La più grande paura è quella che la verità storica possa originare cambiamenti profondi all’amatissima italia “una e indivisibile” che se divisa (al lupo! al lupo!)  dovrebbe far “rinunciare a  Roma, Venezia, Milano, Torino, Firenze”.  Strano, nessuno di noi ha mai rinunciato a Londra, Parigi, Madrid o Kathmandu…

Suvvia Nigro ! E’ vero che sentirsi italiani significa assoggettarsi all’idolatria di uno stato, della sua bandiera e del suo inno, ma che i lumi della ragione non possano essere sfiorati  dalla concezione federalista o confederalista delle più grandi nazioni del mondo è veramente intollerabile, inqualificabile. Una vera offesa al pensiero di Sturzo, Cattaneo, Ferrari.

Nel 1860 infatti era, guarda un po’,  necessaria e perciò giustificabilissima l’invasione delle nostre Terre da parte prima di quattro straccioni in camicia rossa e poi di un esercito straniero che ha “legittimamente” mietuto decine di migliaia di vittime innocenti. Tutto questo  andava e va donato in sacrificio purificatore sull’altare del dio italia e soprattutto taciuto, in piena osservanza del codice mafioso.

No, caro Raffaele Nigro.  Non riporti alla mente i nostri poveri caduti sul Carso, sul Piave, in Russia. Loro, se avessero conosciuto la vera storia, temo che ben difficilmente avrebbero onorato il tricolore.

Così come per i nostri giovani che a decine di migliaia “attendono di essere maggiorenni per fuggire verso le città del Centro-Nord” . Questo è uno straziante fuggi-fuggi che dura, per decine di milioni di nostri conterranei (una bazzecola), con intere famiglie spezzate nel propri affetti,  esattamente e ininterrottamente da quell’unità d’italia che Lei difende e giustifica a spada tratta.

Questa sì è un’indecenza, un sacrilegio,  una vera porcheria,  parimenti il voler evitare a tutti i costi la Giornata della Memoria, punto di partenza della conoscenza e della nuova coscienza di quel popolo che era Due Sicilie e che oggi è relegato al ruolo soccombente di “meridionale”

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P.s.: per leggere l’articolo di riferimento scritto da Raffaele Nigro titolato: “Sud, un leghismo rovesciato non ci salverà dalle nostre colpe” http://www.ilmattino.it/primopiano/politica/sud_un_leghismo_rovesciato_non_ci_salvera_dalle_nostre_colpe-2609484.html

 

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