di BIANCA TRAGNI

L’Unità d’Italia è un valore assoluto da difendere e rafforzare questa verità  quasi lapalissiana e stata solennemente affermata nel Consiglio Regionale della Basilicata lo scorso 16 settembre, per annullare la mozione del 7 marzo scorso in cui si istituiva la giornata di commemorazione dei morti di parte borbonica nelle lotte per l’Unità d’Italia. E  a noi sembra un saggio ravvedimento attuoso che  può ristabilire la tenta, gli equilibri e la serenità del dibattito anche in Puglia dove il nostro Consiglio Regionale ha votato una simile mozione in luglio e a molti è sembrato un colpo di sole Basti vedere le tante reazioni venute dal mondo degli  studi dell’editoria, della cultura in generale ma anche dal senso civico e patriottico di molti cittadini comuni.

PUNTI CRUCIAU DELLA STORIA NAZIONALE

La mozione lucana, presentata dal Consigliere Vito  Santarsiero, argomenta e riflette su tanti altri punti cruciali della nostra storia nazionale come le progettualità e azioni risorgimentali ampiamente e fortemente volute dal Sud” o come “la medaglia d’oro al valor risorgimentale data a Potenza per l’insurrezione antiborbonica e l’Unità fetta il 18 agosto 1860, con l’apporto di vari centri della Basilicata” E tant’altro. Nel mentre dichiara condivisibile la richiesta di condanna di ogni forma di violenza e ricordo di tutte le vittime considera anche che l’ampio dibattito sviluppatosi dopo quella delibera in campo storico e culturale nazionale ha fatto emergere un intento diverso da quello allora interpretato dal consiglio di Basilicata E cioè da quelle sciagurate mozioni dei Consigli Regionali del Sud, è venuto fuori più che un sentimento di pietà verso i vinti un sentimento antiunitario e di indirizzo neoborbonico possibile alimento per ulteriori derive antiunitarie. Molte le prese dl posizione contrarie a ciò: il Coordinamento Nazionale delle Società Storiche, la Società Italiana per la storia contemporanea, (Giunta Centrale per gli Studi Storici SISSCO, ISEM, SIS, SISI, SIMED, CUSGR…) la Società Napoletana, la Deputazione Lucana di storia Patria, le Istillazioni Accademiche pugliesi e diversi scrittori, giornalisti,  editori di Puglia.

LA VERSIONE ANTI-PIEMONTESE

Tutti hanno evidenziato che con quella iniziativa si da una lettura dell’ unificazione nazionale in termini di conquista piemontese delle regioni meridionali, di rapina delle loro ricchezze e di distruzione dei presunti primati borbonici, riproponendo “una visione dicotomica del Risorgimento aproblematica e semplificatoria. di buoni contro cattivi, vittime contro carnefici. Insomma un manicheismo ingenuo populista e ignorante. Da rigettare. Mentre compito istituzionale delle Regioni e anche quello di favorire rigorosi approfondimenti studi e più in generale una maggiore conoscenza del processo di costruzione dell’Unità d Italia. Il quale ha comunque garantito l’avvio, seppur sofferto e caratterizzato da errori; di una nuova stagione politico-istituzionale, risultata decisiva per il Sud e per il resto dei Paese.

Solo l’Italia unita ha potuto raggiungere importanti obiettivi di crescita esercitando un ruolo di primo piano in Europa e nel Mondo, pur persistendo nel Mezzogiorno situazioni problematiche e di criticità che necessitano di adeguate riflessioni proposte e interventi. Dunque è il presenta che interpella la politica regionale; non la nostalgia del passato borbonico.

NO AI FUOCHI PIROTECNICI

Di qui l’impegno della Basilicata (ma ci auguriamo di tutte le altre Regioni meridionali) non a celebrare con botti pirotecnici la caduta di Gaeta e cioè del regime borbonico sconfitto bensì ad istituire, di intesa con gli istituti storici e le Università, assegni e borse di studio su queste materie per dottori di ricerca, dottorandi e laureati. E anche a favorire nelle scuole medie superiori un’alternanza scuola lavoro finalizzata ad una approfondita conoscenza della storia della propria regione con particolare attenzione al periodo risorgimentale e allo Stato unitario. Il tutto favorendo un ampio dibattito su aspetti momenti, protagonisti che hanno caratterizzato il percorso risorgimentale in Italia e nel Mezzogiorno.

Tuttora sono in molti, in Italia a conoscere le tappe più significative della storia nazionale con particolare riguardo alla fase pre-unitaria e post unitaria. È necessario tornata a ristudiare senza spiriti di parte.

Tutto questo auspichiamo anche per la Puglia sperando che quest’inizio di autunno faccia svaporare quel colpo di sole per cui il 7 luglio i nostri onorevoli Consiglieri regionali votarono per celebrare il borbonismo retrivo (come lo definiva Tommaso Fiore, il formicone di Puglia) più che le

vittime di ogni parte vincitori e vinti. Meritevoli sempre dl rispetto.

da: La Gazzetta del Mezzogiorno (28 settembre 2017)

 

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