“va riconosciuta la centralità della persona umana”

di Canio Trione

Una rilettura più documentata e più onesta della storia della seconda parte del XIX secolo ci ha consegnato un Sud non liberato ma occupato brutalmente da nemici, depredato sistematicamente e costretto alla diaspora,… per decenni ed ancora oggi succubo dei metodi ed interessi altrui.

Il modello economico oggi prevalente che antepone gli interessi delle burocrazie, delle grandi imprese, della finanza, dei tecnocrati alle esigenze della gente.. non appare più sostenibile nonostante la totalitarietà del potere che assomma. Questo modello riesce a sopravvivere grazie alle iniezioni di nuova liquidità delle Banche Centrali creando una dipendenza strutturale dell’intera economia da queste ultime e quindi allargando e approfondendo ulteriormente la condizione di sudditanza che il Sud subisce da sempre e che anche altri Sud vecchi e nuovi stanno scoprendo.

Questo modello economico “nordico” non ha ricette credibili per il futuro. Può solo conservarsi puntellandosi.

Il superamento delle categorie politiche di destra e sinistra è stato determinato dall’addio del concetto di Stato ottocentesco di arbitro terzo ed indipendente rispetto agli interessi privati. Lo Stato ormai si è schierato dalla parte del più forte ed ha creato ulteriori livelli di governo sopranazionali anch’essi interamente orientati dagli interessi maggiori e maggiormente concentrati in poche mani; originando addirittura una ipotesi ed un progetto di economia interamente costituita dalle imprese più grandi legate economicamente e politicamente alle Istituzioni pubbliche. In questo progetto il futuro dei nostri figli è quello di essere asserviti nelle grandi imprese. Le piccole aziende familiari e i cittadini tutti privi di difensori vengono quindi chiamati a ripianare i debiti pubblici e delle imprese (banche, grandi corporations); debiti che altro non sono che le inefficienze prodotte ed accumulate negli anni dallo stato e dalle grandi aziende;… si determina così la fine e la emarginazione delle piccole imprese e la distruzione della classe media.

Infine questo modello ha tolto la speranza dalle menti dei giovani e la fiducia da quelle degli operatori. È la fine annunciata dell’intero modello occidentale fatto di alacrità e fecondità, di rispetto e di collaborazione, modello emerso coralmente dal basso e quindi profondamente civile, condiviso ed ammirato. Al suo posto è nato un modello imposto e pianificato dall’alto e quindi autoritario; autoritario in azienda, negli uffici pubblici, in politica. La sua inefficienza ha portato e porterà ad un sempre maggiore autoritarismo. Appunto, il modello nordico.

Il Sud avverte prima e più di tutti questo stato di cose e assieme agli altri Sud ne denunzia la ingiustizia e inefficienza e quindi l’inciviltà, per cui si compatta per liberarsene e sostituirlo con altro modello fondato sul rispetto della centralità della persona umana.

Serve a tutti, meridionali e non, liberarsi da questo crescente autoritarismo.

In ogni settore serve ricostruire la uguaglianza di forza contrattuale tra le parti di differente forza economica e politica; va progressivamente corretta la abissale asimmetria informativa che favorisce chi detiene informazioni rispetto a chi è disinformato o non informato; quindi il rapporto del cittadino con il fisco, con le banche, con la previdenza, con le grandi imprese, con la burocrazia, va riletto in chiave riabilitatrice della persona umana riconoscendone la centralità e sacralità.

Nei rapporti internazionali va introdotto questo concetto sia nei Trattati economici, sia in quelli inerenti alle migrazioni da e per il nostro paese, come anche nelle trattative sui contrasti armati ormai diffusi in ogni parte del mondo.

Il lavoro e la piccola impresa vanno liberati da ogni condizionamento e va riconosciuta la sacralità del lavoro come sancito da ogni Carta fondamentale del mondo.

La proprietà privata deve tornare ad essere liberamente utilizzabile e trasferibile e liberata da ingiusti pesi fiscali e normativi.

La persona umana deve tornare ad essere il centro delle attenzioni delle Istituzioni.

Questo concetto di politica non piramidale e non autoritaria, ma orizzontale e quindi democratica e civile è il senso della riscossa cercata e voluta dalla stragrande maggioranza della gente.

Da adesso e dal Sud parte il risanamento della politica non solo “onesta” ma sana, cioè tesa alla realizzazione di sempre maggiore benessere condiviso in un rapporto con le Istituzioni che riconosca la centralità della persona umana.

 

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