SABATO 21 APRILE ORE 16
PIAZZA DELLA LIBERTA’ BARI
L’intero mondo occidentale, ma anche molti paesi in via di sviluppo, stanno capendo quanto sia necessario e utile cambiare marcia nelle politiche di produzione e gestione dei rifiuti: salute, ambiente, economia e lavoro sono garantite dalla loro riduzione alla fonte, dalla raccolta differenziata e dal recupero e riutilizzo dei materiali di cui sono fatti. La legislazione Europea avanza in questa direzione e l’Italia, pian piano, si adegua. Ma il colossale business legale e criminale cresciuto negli ultimi decenni sulla pratica di disperdere (in discarica e in ambiente) e distruggere (in inceneritori e falò) questa preziosa risorsa tenta disperatamente di resistere con ogni mezzo, purtroppo incontrando il compiacimento o la distrazione di alcune istituzioni. Ciò a danno degli ecosistemi, di uno sviluppo armonico e sostenibile, dell’economia circolare, della salute dei cittadini e delle opportunità di impresa e lavoro nel settore dei recuperi. Il caso NEWO ne è un emblematico esempio. Con alle spalle un’unica sperimentazione molto breve, parziale, su un impianto di piccole dimensioni e per nulla conclusa (che ARPA Puglia sconsiglia di proseguire per gli effetti ambientali dannosi che può generare), la NEWO si affaccia fra Bari e Modugno con il progetto di un mega inceneritore a ossicombustione, per bruciare 24 ore al giorno rifiuti, anche pericolosi, che possono arrivare da ovunque. Nelle carte che presenta asserisce di voler trattare quei rifiuti AMIU che oggi vanno in discarica, di non inquinare, di produrre un residuo innocuo e riutilizzabile, di generare energia, di non immettere CO2 in atmosfera e di dare lavoro. E gli Enti chiamati ad esprimersi, le amministrazioni Comunali (Modugno esclusa) e la Regione Puglia ci cascano come pere mature. Valutazione di Impatto Ambientale favorevole e Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata in tempi record! I cittadini non fanno neanche in tempo a capire che cosa sta succedendo che già le ruspe riempivano i serbatoi. Poi il risveglio collettivo riaccende la luce sulla vicenda, e fa emergere un’impressionante sequenza di incongruenze e vere falsità.
#FALSO che AGER e AMIU abbiano accordi per conferire alcunché a NEWO (fattore prescritto dal Comune di Bari e determinante per considerare positiva la VIA), anzi scrivono che non lo faranno.
#FALSO che il residuo dell’ossicombustione (le così dette perle vetrose) siano un prodotto riutilizzabile; non lo sono per legge ed è altrettanto falso che sia assolutamente accertata la loro innocuità. Quanto meno dubbio che non ci saranno emissioni nocive, perché non esiste al mondo un impianto simile che lo comprovi.
#FALSO che non immette CO2, perché semplicemente la raccoglie temporaneamente e la fa liberare dopo, ad altri.
#FALSO che non avrebbe alti impatti ambientali, perché consuma molta acqua, già poca per noi, e non si sa da dove la prenderebbe.
#FALSO che l’impianto è previsto nel Piano Rifiuti, non fosse altro che per le quantità autorizzate.
E poi le incongruenze procedurali. Pasticciati il parere urbanistico, la valutazione sanitaria, il computo delle persone esposte, il parere paesaggistico. Con la beffa di un cospicuo finanziamento pubblico, che invece potrebbe veramente servire a chiudere virtuosamente il ciclo rifiuti in puglia. Tutti elementi che inducono i Comuni dell’hinterland Barese, Modugno in testa, a ricorrere al TAR (con l’alea del caso), ma non smuovono ancora la Regione Puglia a rivedere la VIA e l’AIA.
Allora tocca alla società civile, ai cittadini e agli imprenditori virtuosi far valere con forza il proprio diritto a difendersi e decidere, a bloccare speculazioni inutili e dannose, a richiedere di consolidare e sviluppare il processo di economia circolare, a garantire salute, lavoro e sviluppo sostenibili.
SABATO 21 APRILE ORE 16 TUTTI A BARI IN PIAZZA DELLA LIBERTA’
MANIFESTAZIONE POPOLARE PER IL RICICLO
CONTRO L’INCENERITORE E TUTTI I VELENI
Il Comitato Promotore
(INFOTEL: 335-1275607)
https://www.facebook.com/events/1865193333779288/?ti=cl
 

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