Il caso Alfie invita a combattere le barbarie della falsa democrazia. Vediamo come.

di Giovanni Maduli

So bene che un intero popolo non può essere criminalizzato per le colpe della sua classe dirigente, ma penso che un popolo, se è tale, ha il dovere di combattere i crimini che quella parte dirigente, o almeno una parte di essa, porta avanti a danno dei cittadini, della società e, in certi casi, perfino della intera Umanità in senso lato. Già, crimini, e non errori, perché di crimini sto parlando.
E’ notizia di queste ore che Alfie Evans è morto.
Non sono un medico quindi non posso sapere se Alfie sarebbe egualmente deceduto anche se curato nei migliori modi possibili. Quello che so però è che i medici e la Medicina hanno (o dovrebbero avere) il dovere di tentare tutto il possibile per salvare la vita e questo non è stato fatto; non tanto perché in Inghilterra non ne siano stati capaci, quanto perché, con la maggior arroganza possibile, si è impedito che altri medici, altre strutture, potessero tentare altre vie, altre terapie. Ma soprattutto perché si è impedito ai genitori il sacrosanto diritto di provare altre possibili vie per salvare la vita del loro bambino. Ripeto, non posso sapere se quei tentativi avrebbero dato dei frutti, ma certamente non potevano e non dovevano essere impediti.

Alfie Evans

E invece, con arroganza, con indifferenza nei confronti dei sentimenti altrui, con l’atteggiamento di chi crede di comandare su tutto e tutti, si è scelto di non dare alcuna speranza; si è scelto di espropriare i genitori del loro più importante diritto/dovere: quello di prendersi cura del proprio figlio. Lo stato è diventato, o vorrebbe diventare, padrone della vita dei suoi sudditi. Sì “sudditi” e non cittadini, perché ormai la Democrazia è morta da un pezzo, specie in quegli stati che molti additano come esempio di democrazia e civiltà. Bella democrazia! Bella civiltà! Non c’è che dire. E meno male che il Regno delle Due Sicilie era …”la negazione di Dio!…”

elisabeth II

Purtroppo c’è di più e peggio.
Secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa, quell’ospedale presso il quale il povero Evans era malauguratamente finito, è stato oggetto in anni scorsi di gravissimi scandali a seguito dei quali si è scoperto che esso deteneva (e forse ancora detiene?) una consistente “scorta” di organi di bambini deceduti ai quali sono stati asportati gli organi all’insaputa dei genitori (1). Lo stato, in senso lato, si sarebbe quindi appropriato di “pezzi” di bambini senza che ai genitori fosse chiesta l’autorizzazione.
Si tratta di crimini? Penso di sì, ma non essendo un giurista non posso certificarlo.
Quello che però posso registrare è l’evidente progresso del piano diabolico che l’èlite mondialista sta portando avanti; un piano che comprende l’affermazione del concetto secondo il quale avrebbe diritto di vivere solamente chi è “efficiente”, chi è “produttivo” e chi, con la sua esistenza, non procuri “troppi costi” alla società. E così vai con l’eutanasia, vai con l’allungamento dell’età pensionabile, vai con la soppressione (o la insufficiente cura) delle vite giudicate “improduttive” o troppo “costose”. Sarò esagerato, ma vedo un chiaro riaffiorare della “filosofia” nazista; di una “filosofia” che mira alla “razza perfetta”, senza zavorre, senza ostacoli. Una “filosofia” indirizzata verso una “società perfetta” dove per l’umile, per il povero, per lo sfortunato, per il gravemente ammalato non può esserci spazio.
Se a quanto sopra si aggiungono considerazioni altre che, apparentemente, potrebbero sembrare estranee a quanto qui si sta trattando, come ad esempio la politica espansionista inglese (o meglio della sua èlite o di parte di essa) nei confronti di altre comunità statuali, o come l’interferenza anglosassone in eventi esterni anche a livello mondiale (vedi la cosiddetta rivoluzione francese o la fine del Regno delle Due Sicilie), o il tentativo indiretto di imporre in Italia l’uso della lingua inglese nelle nostre università, o il tentativo, per altro perfettamente riuscito, di distruggere l’economia italiana (vedi i fatti del “Britannia ‘92”), si può avere un quadro più chiaro e completo delle invasive mire politiche e “culturali” che la perfida Albione mette in atto da secoli. Oggi anche a livello umano e sociale.
Credo sia giunto il momento di fare qualcosa di forte e concreto per rovesciare questa china, sia nel nostro interesse, sia per la riaffermazione di quei sacrosanti principi umani e morali che già da diversi anni sono sotto attacco. Dobbiamo mettere in campo tutti quegli strumenti, culturali, morali, ma anche pratici e …”pragmatici”, utili alla riaffermazione della nostra cultura e del nostro modo di concepire la vita, la sua sacralità e i rapporti umani; cultura, la nostra, che nulla ha o può avere a che vedere con la perfida “cultura” distruttiva e nichilista della “perfida Albione”.
Già da molti anni, e cioè da quando sono venuto a conoscenza delle vere cause della fine della nostra Patria, non acquisto più prodotti inglesi di alcun tipo. Il caso del piccolo Alfie Evans costituisce il confine che non può essere superato; il confine che dobbiamo difendere a tutti i costi; il confine dal quale deve ripartire la nostra riscossa sociale, umana e morale. Boicottiamo tutti i prodotti inglesi; non acquistiamo più nulla che venga da quel luogo; né auto, né moto, né cosmetici, né “musica”, né servizi: nulla. Lo so, le ripercussioni ricadranno principalmente sui comuni cittadini inglesi, ma anche loro devono comprendere che non siamo disposti ad accettare silenziosamente i dictat umani, culturali e sociali che la loro èlite vorrebbe imporre al mondo. Quali misure dovranno poi loro eventualmente mettere in campo nei confronti delle loro èlite sono argomenti che non ci riguardano. A noi compete il dovere di difendere la nostra cultura, il nostro modo di concepire la società e ora, anche il diritto a difendere le nostre vite.
Boicottiamo i loro prodotti, colpiamoli dove fa più male.

 

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