di don Massimo Dabbicco *

“I cristiani … vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera” (V,5); “Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo” (V,9). Sono due frasi tratte da “A Diogneto” uno scritto cristiano del II secolo.

Alla luce di esse, mi chiedo che festa può essere quella del 150° dell’Unità d’Italia per noi cristiani italiani. Forse quella di chi sa manifestare anche in questa occasione, i segni sentimentali e spirituali dell’appartenenza alla Patria Celeste; segni che emergono dal modo di incarnare l’appartenenza storico-territoriale-culturale alla nostra Nazione.

Mi riferisco, ad esempio, alla ricerca dell’unità che supera ogni discriminazione (senza annullare le differenze, ma valorizzandole per viverne la ricchezza) e alla comunione dei beni storico-territoriali-culturali che rafforza il senso di appartenenza (senza annullare l’ospitalità con le aperture, gli scambi e il confronto – in una parola: l’accoglienza – con gli “altri di fuori”). Esse costituiscono due cardini della nostra storia, ma indicano anche una esigenza: la fraternità.

Due sono i rischi di mortificarla: le chiusure/barriere ‘ad intra’ e la chiusura/barriera ‘ad extra’. Vivere la fraternità è, invece, valorizzare l’unità “solidale” e la comunione “accogliente” come profezia e segno di quella Patria nella quale nessuno sarà più straniero e tutti, provenienti da ogni dove, vi saranno cittadini.
“Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio” (Ef 2, 19), dice S. Paolo. È vera festa anche per le A.C.L.I. se nelle motivazioni che guidano la sua politica è leggibile il suo orientamento alla Patria Celeste nel segno della fraternità; se le scelte che si fanno a livello centrale o provinciale, regionale o di circolo testimoniano la volontà di costruire unità e comunione sia al suo interno per acquisire credibilità, sia nel tessuto sociale e politico per favorire l’unità nazionale e la solidarietà internazionale, sia in quanto cristiani per manifestare la cittadinanza celeste come dono incarnato da tutti i credenti aclisti nella realtà italiana. Auguri Italia, auguri A.C.L.I. italiane.

Buona Pasqua!…Sia lodato il nome del Signore.

* Assistente Spirituale ACLI Bari

 

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