Ostuni, Napoli, Villa Castelli, Bari, Ceglie Messapica, Pizzo
Calabro, Firenze, Milano e chi più ne ha più ne metta, Lino Patruno è in ogni dove a “presentare” il Fuoco del Sud. Le orme sono le stesse del Pino Aprile che, con “Terroni” ha spopolato ovunque. Questo meridionalismo, quello di Patruno e di Aprile, produce altri fieri personaggi come l’Amedeo Colacino, sindaco di Motta Santa Lucia(Cz) colui che ha avuto “l’inaudito coraggio” di richiedere i resti del grande Villella dall’ossario del Lombroso di Torino e “osa” cancellare il savoiardo re Umberto dalle vie della piccola cittadina mottese.
Tutta gente entusiasta, determinata che va divulgando un nuovo credo alle nostro genti. Lino Patruno, “mangia” ormai migliaia di Km di strade la settimana (pare che questa alimentazione gli sia anche… congeniale) e
ovunque narra delle esperienze dei movimenti meridionalisti, della storia “bandita”, punta l’indice contro gli affossatori del Sud. Patruno, nelle presentazioni, invita pochissimo alla lettura del suo Fuoco del Sud, insiste invece nella propaganda storico-politica.
Ed il popolo acquisisce consapevolezza giorno per giorno. Un lavoro immane attraverso un vero passa parola a bilanciamento della disattentenzione dei media.
Benissimo e bellissimo. Per la terra di quel che fu il florido stato duosiciliano si prospetterebbe una nuova alba.
Si prospetterebbe una nuova albe se i meridionalisti raccontati da Patruno & Aprile fossero una cosa diversa da quelli che continuano ad essere: pasticcioni della domenica, comari dei borghi antichi, guappi di quarta serie (ve lo dice uno che fa parte di questa schiera).
A Bari il 14 luglio Forza del Sud di Miccicchè e Iosud della Poli Bortone hanno santificato la loro “unione” che equivale ad un poderoso calcione di punta in pieno lato B di ogni meridionalista doc.
Dall’altra parte, quelli del calcio nel sedere insofferentemente ricevuto, continuano con una serie infinita di inconcludenti incontri fatti di supponenza, protagonismo, saccenza e via giù schifezze varie.
Dove si va ? Non lo sappiamo ancora. Intanto dobbiamo prendere atto che tutti i processi di aggregazione dei movimenti segnano il passo: dal contenitore/piattaforma virtuale del sito www.Miosud.it “, ai vari “cantieri del sud” di Napoli, ai Congressi di Caltanissetta.
Il più accreditato www.Miosud.it pare riscuotere (virtualmente) qualche attenzione e maggiore volontà espressa da singole persone non inquadrate in alcuna micro struttura politica. Di rilievo sono state le recenti riunioni dei calabresi a Santa Severina e quella dei pugliesi ad Acquaviva della Fonti. In ogni caso le difficoltà sono notevoli e superarle non sarà facile. Intanto sul sito, nato per aggregare partitini più che persone, il naufragio del processo d’unificazione è dietro l’angolo. I fatti parlano di tristissimi veti incrociati, di insormontabili distinguo sul tipo di aggregazione (federazione o l’accomunanza di semplici iniziative). I calabresi del Miosud, con tanto di documento sottoscritto, per primi (e unici) chiedono lo scioglimento di tutti i partitini e con essi che spariscano anche i capetti. Uomini con il sale in zucca questi calabresi. Loro hanno ragione.
Il FB impazza di una serie di iniziative tutte lodevoli per la volontà di aggregare ma tutte scombinate per l’assenza di un coordinamento che faccia economizzare risorse in danaro e umane invece utili per iniziative d’ampio respiro in grado di far emergere quel Fuoco che i media annacquano (quando non ne parlano proprio) o che fanno passare come la fiammella del cero funebre (quando dedicano qualche scampolo di documentario storico-culturale nelle ore notturne).
Il 5-6 novembre a Napoli il Miosud ha annunciato una mega manifestazione costitutiva del partito unico conseguenza dell’aggregazione di un gruppuscolo di simboli apposti sulla Home del sito. Con le cose di oggi questa operazione non appare possibile. E’ più concreta l’ipotesi che le persone del miosud, che chiedono a gran voce l’aggregazione dei partitini, finiscano per dare vita ad un ….altro partitino.
Una settimana dopo l’iniziativa del Miosud, a novembre e sempre a Napoli “il Cantiere del Sud” (che vanta la bellezza di –udite udite- 89 membri) ha annunciato un’altra mega manifestazione. Con chi? Con gli stessi partitini del Miosud? Mah! Quale finalità? Eccole: conta delle persone e la visibilità. Non sarà anche questa l’anticamera di un altro partitino e la ribalta di un altro capetto?
Insomma il che fare ? conclusivo del Fuoco del Sud a distanza di mesi dalla sua pubblicazione resta maldestramente, ingenuamente quanto stupidamente nelle nostre scalcinate cose. A meno che…
A meno che non sia proprio Patruno a prendere le redini della situazione in mano. I meridionalisti del Fuoco si stringano tra loro attorno a questa ipotesi. Tutti escano dai partitini e dai movimenti. Si abbandonino i capetti al loro destino. Si costruisca attorno a Patruno l’alba del nuovo sud, l’alba di Fuoco che tutti noi sentiamo con ardore.
Se questo non sarà possibile si dia vita ad un partitodupilu o si entri nel partitodupilu esistente targato Miccicchè-PoliBortone. Pare che non vi sia proprio altro da fare.














Probabilmente neppure Lino Patruno, di là dalla sua vocazione e propensione a prendere le redini della vicenda, riuscirebbe a porsi come collante di una complessiva e unitaria aggregazione dei movimenti meridionalisti, i calabresi che con tanto di documento chiedono lo scioglimento di tutti i partitini e la sparizione dei capetti, per quanto possano essere nella linea giusta, propongono qualcosa che oggi appare più simile ad un’illusione.
Conviene attendere il 5 e 6 novembre con la “convention” di MioSud, che appare oggi l’iniziativa più fondata non fosse altro per la concretezza del fine ultimo della piattaforma di aggregazione, dopo di che se prevarrano ancora i partitini e i capetti allora, come diceva qualcuno, “ve lo meritate questo Sud!” sbeffeggiato anche dalle trote che navigano incerte e in grosso deficit di neuroni nei (purtroppo) super inquinati bacini padani
La gente è stanca. Le elezioni a Napoli hanno segnato un’incredibile record di “non-votanti”. Equitalia continua a mietere vittime, senza parlare poi delle condizioni in cui si è costretti a vivere in questa terra (ex Duesicilie).
Io non ho mai “fatto un partito”, marginalmente ne ho fatto parte in passato. Adesso ho un’idea di quello a cui aspiro: azione! Smettiamola di stare seduti ad una tastiera. Ognuno di noi, secondo le proprie disponibilità e aspirazioni si dia da fare. Una unica segreteria di direzione e azioni collettive in più punti delle nostre regioni. Se la massa si rende conto che esistiamo, si riconosce nella storia negata, aspira ad una vita migliore, DOVRA’ necessariamente aderire al progetto unitario. Rivalutazione della storia nascosta, progetto “Compra Sud”, progetti di aggregazione, pubblicazioni e manifestazioni: iniziamo da questo, altrimenti passeranno altri 150 anni. Abbiamo bisogno di briganti e azioni brigantesche intelligenti, altrimenti la massa non ci seguirà mai.
Agostino carissimo, da tempo tenti di dare soluzione ad uno dei problemi atavici del Mezzogiorno. Il coordinamento e la commercializzazione dei nostri prodotti, infatti, è uno dei problemi centrali della nostra economia. Queste sono le strutture che il nuovo Movimento deve promuovere ed alimentare. Queste debbono essere le “sezioni” del partito. Corpo e concretezza per una rivoluzione economica e sociale. Se questo sarà l’indirizzo avremo avviato una inversione di rotta. Mi auguro che lo capiscano in tanti, per il bene di tutti.
Una verità amara, una speranza fondata. Caro Lillino, hai tracciato con passione e con chiarezza la situazione. Richiamarsi agli esempi drammatici e virili del passato e finire per essere gli zimbelli del presente, questo è quanto andiamo verificando intorno a noi. Non c’è vergogna che tenga. Siamo ampiamente oltre. Questi fluorescenti capetti sono la degna manifestazione dello stereotipo leghista che dicono di voler combattere. Se avessero come riferimento qualche guitto di borgata, allora si che sarebbero opportunamente rappresentati. Forse è questo che vanno cercando. Lasciamoli alle loro vocazioni. E’ tempo di cose serie. Lino, da solo rappresenti una buona parte del Sud che attende un segnale. Noi ti riconosciamo capo di un Sud consapevole, attivo, intelligente. Suum cuique.
Pino Aprile e Lino Patruno sono non solo due formidabili apripista ma anche due campioni in grado di riprendere la lotta per il Sud da dove furono costretti a lasciare i nostri padri briganti. Con loro, nuovi capibriganti, si sta schiudendo una nuova alba per il Sud.
Caro Michele
condivido totalmente la tua rabbia nel vedere gente che dice di amare il progetto ma che in realtà ama solo sedersi al tavolo di presidenza di riunioni che dovrebbero mortificare le stesse persone che lo organizzano per la partecipazione che definire di tipo condominiale è velleitaria.Abbiamo sempre sostenuto che la vera causa dell’emarginazione dei meridionali sono i politici meridionali di ogni schieramento che hanno da sempre tradito la propria Gente e la propria Terra per miseri vantaggi personali.Credo che sia da rivedere questo assunto poichè la vera causa del persistere da 150 anni dei disagi dei meridionali siano i microscopici ed autoreferenziali capetti del nulla e credo di non andare tanto lontano dalla verità nell’affermare che in realtà si tratta di persone modete che castrate nella vita cercano improbabili ruoli di gratificazione nel distribuire biglietti da visita con la scritta “Presidente nazionale”di una scatola vuota Sono certo che non amino per niente i meridionali ,nè soffrono per le loro sofferenze,incuranti delle emarginazioni a cui sono stati condannati,in questo identici ai politici che solo a parole vogliono combattere. Oggi i meridionali che hanno coscienza e che non fidandosi dei politici tradizionali vogliono rappresentare in proprio i propri Diritti e difendere la propria Dignità sono talmente tanti che che nessuna coalizione potrebbe andare al Governo senza l’apporto dei meridionali .Infatti le politiche si vincono solo nel meridione che di volta in volta ha scelto in modo diverso per la delusione .Oggi non trovando un progetto politico credibile non vanno a votare se invece fossimo in grado di proporre un’alternativa avremmo un consenso tale da superare quello della Lega nel nord.Ma per essere credibile un progetto non può essere polverizzato deve essere unico ed i capetti dovranno accettarlo oppure saranno spazzati via
Per questo stanco di aspettare sono disponibile a chiedere agli amici del gruppo Noi Meridionali di aderire ad un progetto unitario se Lino Patruno accettasse di impegnarsi.Sono certo che una iniziativa del genere per la personalità di Patruno avrebbe quella visibilità mediatica in grado di realizzare il progetto e di contrastare il tentativo del falso meridionalismo di Miccichè e soci. Per realizzare un progetto politico è necessario superare egoismi e dilettantismi in nome dei meridionali enzo maiorana
Sono un po’ stanco di questo teatrino e vorrei che, finalmente, ognuno cogliesse questa occasione di servire il SUD senza vani protagonismi, prendendo come esempio Giovanni il battista che, avendogli i suoi discepoli riferito del successo dirompente di Gesù, rispose: occorre che Egli cresca e che io diminuisca…
Per grazia di Dio abbiamo a disposizione una persona degna di stima e fiducia, con cultura e ‘savoir faire’ all’altezza dei problemi da risolvere e dei progressi da compiere, insieme a noi, per l’avanzamento delle genti dell’Italia meridionale, di cui siamo orgogliosi di fare parte. Se saremo uniti vinceremo ogni battaglia. Il vangelo ce lo ricorda: Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può durare. E se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può stare in piedi… (Marco III)
Ora Patruno non è Gesù Cristo, ma qui non si tratta di andare a morire sul Golgota e di resuscitare il terzo giorno, bensi di fondare un partito del SUD compatto, unitario, volto all’elevazione culturale ed economica delle popolazioni dell’ex regno delle due Sicilie, con conseguente ripristino della nostra civiltà e dignità ingiustamente e subdolamente avvilite e calpestate dall’invasore savoiardo. Qui si tratta di servire, non di essere serviti…E chi non ha chiaro in mente quanto sopra non è adatto al regno dei cieli… ah, scusate, al regno delle due Sicilie!!!
Brevemente ed in modo semplice.
Credo, inanzitutto, che tutti i gruppi ed i movimenti che amano veramente la propria terra, dovrebbero riunirsi non tanto per trovare un capopopolo, ma bensì una idea di GOVERNO.
Quale idea di sviluppo per questo nostro sud?
Come proiettarlo nel futuro?
Quale politica economica privileggiare per governare? queste sono le tematiche dalle quali non dobbiamo assolutamente discostarci se vogliamo costruire, se poi, vogliamo fare l’errore garibaldesco siamo sulla buona strada, solo fantasie romantiche e chiacchiere.
L’invito è incontriamoci per costruire un’idea di sviluppo della nostra amata terra – tutti uniti con una sola passione e la consapevolezza di appartenere ad una terra di “Poeti, Scrittori, Filosofi, Santi, e NON di GENERALI, Presidenti, Menager, Ministri e gente razzista.
Siamo nel 2011 e dal Meridione d’Italia deve nascere il riscatto economico e culturale come sosteneva il Giudice Borsellino “Un giorno questa terra sarà Meravigiosa”.
INCONTRIAMOCI PER COSTRUIRE UN’IDEA.
caro ladisa, volevo farti i complimenti per il tuo bellissimo articolo che fotografa in maniera + che perfetta l’attuale situazione. triste, severo ma assolutamente corretto. grazie
QUANDO LA STUPIDITA’ NON TEME CONFRONTI.
Io non ho assolutamente idea di quanti siano i lettori di questo giornale telematico e tanto meno conosco quante saranno le persone che leggeranno questo commento ma, foss’anche una singola persona per me sarà sufficiente.
Io per primo auspico un’aggregazione di partiti e movimenti mignon in un unico grande fronte che combatta per difendere i diritti del popolo della Bassa Italia e faccio tutto ciò che mi è umanamente possibile, con azioni materialmente tangibili e sottolineo AZIONI MATERIALMENTE TANGIBILI, per indurre nuove persone ad aderire a questa lunga grande ed immane battaglia, ma mai mi ha attraversato l’antro più recondito della mia mente il pensiero di denigrare, se pur in modo velato, l’azione di ogni movimento che pensa di avere la soluzione giusta, foss’anche composto da un singolo elemento. Pertanto non mi paiono corretti i toni utilizzati in questo articolo nel fotografare la situazione attuale. Ciò detto mi si consenta una domanda… Ma davvero pensate di riuscire a convincere la gente ad aderire a questo o quel movimento con il mero uso delle parole? Vi volete rendere conto che serve farsi conoscere con qualcosa di concreto? Inoltre tutti coloro che criticano l’attuale linea di MIOSUD cosa offre come alternativa a parte le critiche? Nulla!!… mi pare. Allora scusate la terminologia che sto per utilizzare ma è alquanto appropriata, E’ TROPPO BELLO FARE IL GAY CON IL FONDO SCHIENA DI UN’ALTRO” indi percui, si faccia silenzio e si lasci lavorare chi si stà adoperando per un fine alternativo che potrà anche essere discutibilmente errato ma in mancanza di alternative è il migliore perseguibile. Ad ogni modo la stampa sarà liberissima di criticare solo nel momento in cui non si sarà riusiti nell’obiettivo prefissato.
Mi auguro che questo commento venga pubblicato, in caso contrario….
sarebbe una palese violazione alla libertà di pensiero senza considerare che conosco un milione di altre vie per renderlo pubblico.
In Fede
CAFAGNA Filomeno
(iscritto sulla PTF MIOSUD)
La ns testata giornalistica pubblica tutti i commenti, anche quelli critici e dissenzienti, purchè inerenti gli articoli proposti. Non pubblica scritti scurrili, demenziali, fuori luogo e le repliche da repliche. Il ns giornale si fregia di essere una voce del tutto “indipendente”, la sua linea politica è “meridionalista” senza equivoci e “libera” perché priva da condizionamenti. Per questo non può temere minacce di nessun tipo siano esse dirette, indirette o velate. Ci lasciano perciò completamente indifferenti le ultime frasi rilasciate dal lettore al termine del suo scritto.
Non replichiamo al contenuto del commento in quanto riteniamo che il lettore non abbia compreso il senso, i termini, lo spirito e lo scopo dell’articolo.
Per dovere d’informazione collettiva rendiamo pubblico che alcuni componenti della redazione fanno parte della PTF aggregativa http://www.miosud.it animati dagli stessi principi ispiratori del lettore. Questo però non può indurre al silenzio chi fa della verità e dei fatti la propria ragione di vita, politica e giornalistica. Diversamente non è solo stupidità, è omertà.
mi ritrovo perfettamente in tutti i commenti che chiedono un approfondimento programmatico (quindi non inteso a cercare nuovi capi o nuovi simboli o nuovi nomi…) che dia una riconoscibile identità al partito del Sud.
il fatto che ancora non vi sia un programma coinvolgente e condiviso non significa che non esiste una via meridionale allo sviluppo ma significa che la formazione culturale della maggior parte dei politici e politicanti meridionali non permette loro di elaborare “tecnicamente” qualcosa di alternativo al sistema attuale e neanche di “capire” tra le proposte possibili quelle che sono effettivamente quelle che cerchiamo.
i “punti di forza” esistenti hanno bisogno di essere svecchiati e integrati perchè divengano coinvolgenti.
quindi ri-propongo quanto detto decine di volte: riuniamo una assemblea programmatica quindi “tecnica” e andiamo tutti armati di umiltà (cioè pronti a legarsi alle proposte altrui) e di buona volontà (cioè a dire come la si pensa anche se si può essere messi in minoranza).
riunione da farsi immediatamente perchè la situazione sta evolvendosi rapidamente in peggio (il blocco dell’economia è totale e a settembre è probabile che non ci sarà più spazio per le conversazioni).
Canio Trione caniotrione@virgilio.it
Penso che l’obiettivo dell’unificazione dei meridionalisti, passi attraverso la chiarezza e la precisione (e mi limito a questo per non alimentare polemiche). La modalità in cui è stata presentata su questa pagina la manifestazione del 12 novembre a Napoli non mi sembra purtroppo in linea con tale obiettivo che a parole diciamo tutti di perseguire. Cordiali Saluti Alfredo Sasso
Anzitutto complimenti per il bellissimo dibattito. Prima non si faceva neanche questo, già la palude si muove. Poi, secondo me, e meno che mai in una fase di costruzione, non bisognerebbe deprimersi. Non sono molto più stimolanti certi dibattiti sindacali o di condominio, se non vogliamo parlare addirittura dell’alta politica. Il Sud che tenta di uscire da uno stato di minorità imposta deve pagare anche questo prezzo. Ma proprio in questo senso occorre che qualcosa ci sia e poi pensare a chi possa impegnarsi per farla crescere: insomma parlare ora di leader mi sembra una scorciatoia per evitare di affrontare gli ostacoli in strada. Creiamo la Cosa, poi vedremo chi se ne farà personalmente carico a nome di tutti.
Mi hanno sempre insegnato che un partito, se così vogliamo chiamarlo, si basa su un programma, su un’allenza (eventuale) e sui suoi leader. Seguiamo questo itinerario: anzitutto il programma, cosa vogliamo fare e dove vogliamo andare. Altrimenti ne esce una Cosa personalistica, cioè proprio ciò che abbiamo sempre condannato come difetto del Sud. E poi conosciamo l’involuzione della specie dei Masaniello.
Del resto io continuo a condurre quella che mi sembra la mia buona battaglia (buona per le finalità), e non ho ancora intenzione, come diceva san Paolo, di sciogliere le vele. Credo che serva a tutti la sponda del giornalismo e dei libri, anche per la sua indipendenza da non compromettere inutilmente e da non impegnare in altri ambiti in tempi non maturi. Costruiamo, poi pianteremo la bandiera. E in bocca al lupo a tutti noi.