di Francesco Romano

 

Sembra strano, ma come riescono, ottimamente, a farsi del male i duosiciliani, non ci riesce nessuno. Da tempo immemore persone di buona volontà lavorano sul territorio delle Due Sicilie per fare in modo che ci si renda conto che si è un popolo.

La ricerca della verità storica ha contribuito, con il lavoro certosino di illuminati topi di biblioteca e di archivisti che hanno letteralmente spolverato documenti mai presi in considerazione, a far venire a galla quella coscienza che altrettanti illuminati scrittori hanno splendidamente divulgato.Orbene, accade che, per motivi che certamente sfuggono ai più, non si riesce a coalizzare le piccole realtà diffuse in tutto il territorio duosiciliano. Gli sforzi, con pecunia propria che si fanno, vengono vanificati per quei vizi capitali che comportano il disfacimento delle terre duosiciliane, superbia, ira e invidia.

Che si mettano da parte perché, oltre a rendere felice Fra’ Giggino da quel di Cava de’ Tirreni, ma egli è un uomo di chiesa e certamente ci tiene a queste cose, farebbe il bene di questa terra che continuiamo ad appellare distrutta ma che facciamo di tutto per non ricostruirla.

Appunto la ricostruzione. E’ da qui che si deve partire. E la strada è stata già tracciata ed è l’unità di intenti di tutti i duosiciliani. Si dimenticano i problemi che affliggono la terra dei Manna e dei Zitara e dei tanti che hanno tenuto e continuano a tenere accesa quella fievole fiammella dell’orgoglio della terra duosiciliana. I problemi? Sempre gli stessi. La povertà dilagante, la gente che non riesce più a fare la spesa per sfamarsi, il problema della casa e gli innumerevoli sfratti per morosità, la sanità allo sfacelo, la disoccupazione galoppante. Un territorio diventato la discarica di veleni con una qualità della vita, o forse dovremmo parlare della qualità della morte, ai minimi termini.

La continua emigrazione che svuota l’intero territorio duosiciliano e lascia solo vecchi anche se è concesso il record degli ultracentenari.

Ma dobbiamo sempre ascoltare la voce del nord ormai romanizzatasi. Sono diventati tutti dei Romeo “er Mejo der Colosseo”, persino se si parla della criminalità organizzata. Tutta al Sud senza badare a quello che avviene al Nord ormai terra di criminalità organizzata dei colletti bianchi. Orsi docet, quell’Orsi della Finmeccanica scaricato dalla Lega Nord.

Un’Alitalia che doveva essere la compagnia di bandiera italiana salvata anche con le tasse dei duosiciliani e che costringe a costi aggiuntivi raggiungere sempre quelle terre che ormai si considerano Eldorado. E i treni? E le tariffe assicurative?

Il cittadino duosiciliano non può starci. Non si può starci. Si continui su questa strada per non rendersi responsabili, verso i posteri di questa terra, colpevoli della sua distruzione.

Tutti hanno bisogno di tutti per il riscatto, finalmente, delle Due Sicilie.

I topi da biblioteca, dall’alto della loro saccenza, sono poco inclini a dare interesse e attenzione ai veri problemi che affliggono il territorio duosiciliano, preferendo invece continuare a sottolineare i distinguo, a creare incomprensioni, ad emarginare individualità che si battono per il Territorio e la sua gente. Questo non va più bene e non è ammissibile. Si diano perciò una regolata e diano peso e seguito alla parole molto condivisibili di Fra Giggino.”

 

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