di Francesco Romano

E’ di ieri 19 dicembre 2016 la notizia riportata da Aldo Fontanarosa della “La Repubblica.it” che, il 22 dicembre, il direttore editoriale per l’Offerta informativa, Carlo Verdelli, sottoporrà al consiglio di amministrazione una sua proposta di rinnovamento della Rai.

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Di Francesco Romano

Confesso, sto con gli emigrati e sono favorevole al loro accoglimento. Non perché abbia la capacità di risolvere il problema, magari ne fossi capace. Non posso ascoltare l’onnipresente Matteo Salvini che parla, anzi sparla, con la complicità dei media, avendo probabilmente difficoltà a capirsi.

Sarebbe troppo facile ricordare l’emigrazione subita dal popolo meridionale subìto dopo l’annessione sabauda del 1861. Come facile sarebbe ricordare l’emigrazione durante il periodo giolittiano, come del resto anche nel periodo fascista anzi si pensò bene di cambiare nome di “emigranti” con “lavoratori italiani all’estero”. Non si cambiò registro neanche dopo la seconda guerra mondiale con la vendita di lavoratori meridionali al Belgio con la contropartita del carbone.

Ed è facile anche ricordare l’emigrazione interna verso il nord nei primi anni sessanta fino ad arrivare ai nostri giorni con l’emigrazione intellettuale. In comune, questi emigranti avevano, e continuano ad avere, tutti la giovane età.

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