Perché al Sud non c’è lavoro

Perché al Sud non c'è lavoro

Perché al Sud non c’è lavoro? Questa è una domanda che può sembrare molto difficile ma in realtà è più semplice di quanto non si pensi.

Attenzione, non staremo qui a parlare degli stereotipi massoneria e mafia che per carità hanno a che fare con questo problema ma non nella misura in cui si pensa. 

Quindi, qui ti dirò qualcosa che probabilmente avrai già sentito o magari no. In primo luogo è un problema di mentalità.

Proprio primo fra tutti il grande problema del posto fisso. E sì, è vero che è un terno a lotto ma è anche vero che spesso e volentieri, anzi quasi sempre la gente si culla su questo fatto.

Nonostante i giovani “terroni” desiderano aprire un’impresa al Sud, la realtà dei fatti è che molti preferiscono andare via per trovare delle opportunità migliori.

In secondo luogo, c’è la questione dell’industrializzazione del Nord Italia che attira molti giovani stanchi del precariato e dei bassi salari del Sud

Perché al Sud non c’è lavoro: le conseguenze di una mentalità troppo radicata 

Un secondo problema è legato alla mentalità. Non solo c’è la cultura e fissazione del posto fisso, ma “ringrazia Dio se lavori”. Dunque è “concesso” accettare misere paghe.

Potente e pericolosissima frase che porta molti giovani ma anche molti adulti ad accettare condizioni di lavoro pessime sia in termini contrattuali sia in termini di orario (straordinario non retribuito, contratti part-time per un lavoro effettivo full-time e così via). 

Tutte queste condizioni, portano generalmente molti giovani brillanti a fare le valige ed andare via da casa. Nord Italia o ancora meglio Europa e qualcuno prende il largo sia verso gli Stati Uniti, sia verso l’Asia (in minor misura il Giappone), ma moltissimi partono verso l’Australia. 

Questa dinamica ci riporta ad un’altra diffusa ideologia: “perché devo fare l’operaio al nord per 1500 euro e pagare affitto e bollette quando a casa guadagno 600-800 euro al mese e non pago nulla?

Molti giovani ristoratori addirittura pensano questo:

“Farò per sei mesi la stagione estiva (da maggio ad ottobre) 3 mesi di disoccupazione oppure lavoro extra 3 giorni a settimana nei ristoranti della città. Ho i soldi conservati dalla stagione quindi anche se prendo un po’ di meno in inverno non ci fa niente, tanto sono a casa.” 

Altro terribile e pazzesco fattore è: “perché devo imparare delle nuove competenze? Hanno sempre fatto così e così si continuerà a fare.”

Niente di più sbagliato! Il mondo del lavoro cambia, progredisce è in continua evoluzione e alcune figure ne sostituiscono delle altre. D’altro canto “Perché mai mi devo sforzare? Io mi scoccio”. 

Inoltre, un altro fatto che ci ricollega alla meravigliosa questione del posto fisso è “Vado all’università, prendo la laurea perché ho più possibilità di entrare”.

Verissimo, solo che se all’Università ci stai 10 anni perché ti scoccia studiare non è che tu abbia concluso molto. 

Chiaramente fanno eccezione tutte quelle persone che ritardano per importanti motivi: familiari, lavorativi di salute. Ci riferiamo a quelli che si posteggiano letteralmente in facoltà a non fare nulla.

La pubblica amministrazione e le istituzioni in genere hanno un gran bisogno di rinnovarsi e di avere personale giovane che sappia utilizzare le più recenti tecnologie

Ma se a 20 anni già non ti va di imparare le nozioni base per superare l’esame, capisci bene che non puoi essere la persona di cui hanno bisogno le istituzioni. Viceversa se hai voglia di fare e di migliorarti il discorso cambia. 

Dunque ora che sai perché al Sud non c’è lavoro, hai gli strumenti adatti per sovvertire questa situazione e cambiare mentalità. Sei pronto/a?

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